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Enoturismo: sempre più green e sempre più in vigna

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testatina FB città del vino disegno Gemma Fantinellitestatina FB città del vino disegno Gemma Fantinelli Presentato in webinar il XVII Rapporto sul Turismo del Vino in Italia. Toscana ancora prima destinazione, inseguita da Piemonte e Sicilia. Secondo i 100 intervistati a campione tra enti territoriali, agenzie di promozione e consorzi del vino - serviranno due anni per tornare ai numeri del 2019, ossia ai 15 milioni di enoturisti che generavano un valore economico di 2,65 miliardi di euro.

Tanti i punti di forza (biodiversità, paesaggi, cultura), ma la concorrenza estera è più agguerrita e va migliorata l’accoglienza: lingue straniere, formule originali e non ripetitive, comunicazione digitale e territori più aperti e accessibili. Tra i principali aspetti che emergono da questa indagine qualitativa c’è anche il riposizionamento dell’enoturismo verso un’esperienza sempre più all’aperto, più in vigna che in cantina, più per piccoli gruppi che con i grandi bus e sempre più attenta alla sostenibilità e all’accessibilità dei servizi. 

Dagli esperti un coro quasi unanime (75% del campione) per predisporre un piano straordinario di comunicazione e promozione per il rilancio dell’enoturismo italiano. 

Il Presidente di Città del Vino Floriano Zambon chiede una cabina di regia per rilanciare il sistema enoturistico. grarsi con la bici, il trekking, l’arte e altre occasioni di tempo libero. 

Il XVII Rapporto certifica ancora una volta i grandi punti di forza dell’offerta enoturistica del Belpaese: la ricchezza enogastronomica, la varietà di vitigni, i contesti storico-artistico-culturali. Ma anche tanti aspetti ancora da migliorare per diventare sempre più competitivi in un sistema europeo (Francia, Spagna, Croazia, Grecia e altre nazioni emergenti) che affila le armi del marketing e della promozione: e quindi c’è la necessità di migliorare l’offerta di servizi, le infrastrutture, la digitalizzazione dei territori, ma anche la capacità di saper gestire le visite in una lingua straniera e l’originalità dell’offerta enoturistica, che deve diventare più esperienziale e meno ripetitiva. 

Il XVII Rapporto è stato presentato in diretta Facebook con la partecipazione, oltre che del Presidente Zambon, di Giorgio Palmucci, Presidente di ENIT; Giuseppe Festa, Direttore del Corso di Perfezionamento Universitario e Aggiornamento Culturale in Wine Business dell’Università degli Studi di Salerno e Coordinatore Scientifico dell’Osservatorio di Città del Vino; Paolo Morbidoni, Presidente Strade del Vino dell’Olio e dei Sapori; Nicola D’Auria, Presidente Nazionale Movimento Turismo del Vino; Maria Elena Rossi, Direttore Marketing e Promozione di ENIT; Donatella Cinelli Colombini, Presidente Associazione Nazionale Donne del Vino; Ernesto Abbona, presidente Unione Italiana Vini.

 


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