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Enologia green PIWI: vitigni resistenti e innovazione sostenibile

 

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Enologia green. PIWI: vitigni resistenti e innovazione sostenibile. Simposio a Forni di Sotto venerdì 1 e sabato 2 agosto 2025. La sostenibilità ambientale rappresenta la sfida dei nostri tempi, ma è l’ingegno umano che deve dare risposte per risolvere le problematiche che esso stesso ha creato in molti settori.

Nell’universo enologico si stanno ricercando soluzioni sostenibili e sotto la bandiera della riduzione dell’impatto ambientale emergono due filosofie: quella dei coltivatori tradizionalisti, favorevoli agli interventi in vigna, preservando la vitalità l’ambiente, non utilizzando prodotti di sintesi, recuperando tradizioni secolari; e quello dei coltivatori pioneristi, favorevoli all’innovazione tecnologica, integrando tecniche moderne e sostenibilità.

I pionieristi sostengono che, grazie alle moderne strumentazioni, sia stato possibile isolare con efficienza le qualità genetiche resistenti e fare in modo che, favorendo ibridazioni successive e incrociandole fra loro per generazioni, nascessero i primi vitigni PIWI, resistenti alla peronospora e allo oidio.

I vini PIWI

“PIWI” deriva dall’acronimo dal tedesco “pilzwiderstandähig” letteralmente “resistenti ai funghi”. Questi vitigni, i cui primi esperimenti si diffondono in Francia fra 1880 e 1935, sono il risultato di incroci tra varietà europee e americane, isolate per la loro elevata resistenza ai parassiti, che nel corso di generazioni portano alla selezione di piante al riparo dalle avversità fungine.

PIWI International è l’associazione che tutela questa nuova e moderna frontiera vitivinicola votata alla lotta alle malattie come oidio e peronospora, vera calamità per gli agricoltori, contrastate grazie a un patrimonio genetico tale da permettere un’efficace risposta difensiva e una significativa riduzione dell'uso dei pesticidi a salvaguardia dell'ambiente. Se da una parte i vitigni PIWI rappresentano una svolta per l’enologia moderna verso un futuro più green, dall’altra parte c’è chi li vede come una sorta di contaminatori, che potrebbero svilupparsi in qualsiasi luogo, negando il concetto di vocazione territoriale.

È noto come la vite sia la coltura maggiormente soggetta a trattamenti fitosanitari, necessiti di molta acqua e fatichi ad avversare il cambiamento climatico, problematiche che hanno permesso ai vitigni PIWI di affermarsi quali varietà resistenti, che necessitano di un inferiore quantitativo di trattamenti inquinando meno l’ambiente circostante e il prodotto finale, oltre ad avere mediamente bisogno di meno acqua, e con maggiore capacità di adattamento alle condizioni derivanti dal cambiamento climatico.

I PIWI saranno i vini del futuro?

Nonostante nel dicembre del 2021 l’Unione Europea abbia dato il suo via libera all’inserimento dei vitigni PIWI nei vini a Denominazione di Origine, il dibattito è aperto. Ne discuteranno esperti di primordine del settore vitivinicolo nel simposio che andrà in scena a Forni di Sotto venerdì 1 e sabato 2 agosto, dal titolo “La viticoltura del futuro. Viti resistenti nelle nuove geografie produttive, tra introgressioni genetiche e normative da recepire”.

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L’evento è organizzato dalla Rete d’Imprese ADÂLT in collaborazione con PIWI International, entrambe impegnate a supporto di una viticoltura sostenibile. L’ADÂLT orientata sull’innovazione al servizio della montagna friulana, la PIWI International sullo scambio di esperienze tra viticoltori e allevatori. Un evento di confronto su sfide ed opportunità che coinvolgono i produttori PIWI di diversi Paesi e per scoprire il territorio della Carnia, patrimonio del Friuli Venezia Giulia. Sviluppo sostenibile e legislazione, viticoltura in montagna, sperimentazioni e nuovi incroci, vinificazioni: questi e molti altri saranno i temi trattati in uno spirito di condivisione delle esperienze, in una prospettiva di crescita globale.
Vale la pena sottolineare l’impegno e le risorse messe in campo dagli organizzatori per assicurare la qualità del Simposio con stimati relatori nazionali e internazionali, sommelier di nuova generazione, Masterclass con prestigiose etichette dal mondo. Gli eventi gastronomici delle due giornate, sotto la regia dello chef Daniele Cortiula di GustoCarnia, prevedono due nomi di fama globale: lo spagnolo Antonio Jesùs Gras e Fulvio De Santa, fornese, entrambi premiati da stelle Michelin, già collaboratori di Gualtiero Marchesi e di altre star del settore.

Programma completo per venerdì e sabato 1 e 2 agosto

Iscrizioni alle Masterclass su: Eventbrite.it

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