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Declinazioni di Falanghina: Masterclass a Vinitaly

Vinitaly consente sempre di approfondire le conoscenze di regioni e di vitigni lontani da noi: nel nostro caso, a esempio, la Falanghina,considerata la regina della Campania. Il suo nome deriva probabilmente dall’uso dei pali detti “falange” che sin dall’antichità venivano usati per sostenere le viti. L’origine di questo vitigno a bacca bianca viene fatta risalire alla colonizzazione greca. Diffusa un po’ ovunque nella regione Campania si esprime al meglio nell’area vulcanica dei Campi Flegrei e nel territorio montuoso del Sannio. Per saperne di più noi di q.b. abbiamo partecipato a una Masterclass condotta da Steffen Maus, giornalista e conoscitore della viticoltura italiana da oltre vent’anni. 

“La coltivazione caratterizzata da basse rese e accompagnata da vinificazioni sempre più accurate – ha spiegato Maus – hanno portato a un aumento della qualità, dimostrando le potenzialità di questo vitigno dal quale si produce un vino di grande personalità, apprezzato soprattutto per la fragranza dei suoi aromi e la vivacità gustativa”.

Falanghina del Sannio Spumante Brut 2018 Cantina di Solopaca
Storica cantina sociale del territorio che dal 1985 produce Spumanti Metodo Charmat. La Falanghina grazie all'elevata acidità è un vitigno molto adatto alla presa di spuma; l’utilizzo della autoclavi permette di mantenere le note tipiche e fragranti del vitigno.  Brillante paglierino esaltato dal perlage fine, sprigiona al naso note agrumate di pompelmo e limone; seguono erbe aromatiche quali salvia e timo. Sorso intrigante per cremosità carbonica e freschezza scattante, in chiusura ricordi di mandarino.

Falanghina del Sannio Taburno 2018 Pietrefitte
Nuova piccola realtà nel cuore del Sannio dove si fondono arte e viticoltura.  Le etichette sono firmate da Elio Mazzella, artista presente alla 54° Biennale di Venezia
Giallo paglierino luccicante. L’olfatto è caratterizzato dalle essenze di fiori di tiglio addolcite da frutta esotica, a seguire cenni di agrumi quali lime, arancia e mandarino. L’ingresso in bocca è sferzante, sorretto da una vivida acidità per poi sfumare in un finale ammandorlato.

Falanghina del Sannio Senete 2017 La Guardiense
La più grande cooperativa della Campania: 1000 soci, 1500 ettari di cui 600 coltivati a Falanghina.
Luminoso giallo paglierino. Naso timido e pacato, si svelano lentamente ricordi di ananas e acacia, poi toni freschi di macchia mediterranea con un tocco speziato di noce moscata. Sorso squillante bilanciato da una consolidata nota alcolica, chiusura persistente in cui sfilano i ritorni olfattivi.

Falanghina del Sannio Biancuzita 2016 Torre a Oriente
Condotta da Patrizia Iannella, l’azienda è stata fondata nel 2002; non produce solo vino ma anche olio e legumi con un occhio attento alla biodiversità.
Giallo paglierino che riluce. Si delinea un profilo olfattivo dagli intensi rimandi fruttati, pera matura in primo piano, a seguire regala ricordi floreali e minerali. All’assaggio la struttura gustativa è influenzata dalle componenti morbide slanciate da una spiccata acidità e un finale di salsedine.

Falanghina Beneventano Cara Cara 2016 Terre Stregate
Azienda familiare;  comprende 22 ettari di vigneto, per una produzione di 110.000 bottiglie. La Falanghina Cara Cara è però un prodotto di nicchia di sole 2000 bottiglie.
Giallo paglierino vivo dai riflessi dorati. Si muove lentamente nel calice e con la stessa calma si lascia percepire nella sua piena espressione: frutta matura, vaniglia e soave affumicatura. Il sorso è morbido, burroso, ma ben bilanciato; poggia su una solida struttura e un proporzionato equilibrio per concludersi con fresche note agrumate.

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