Cena in libreria con Aquila del Torre

cena in libreriacena in libreriaUn invito a cena. In libreria. Precisamente nella storica Libreria Tarantola di Udine.  Direi inusuale. Si parlerà di biodiversità con Mauro Pasquali presidente della Slow Food Veneto. Direi interessante. Si degusteranno i vini di Aquila del Torre. Direi occasione ghiotta. Già dall’ingresso in libreria mi sento a mio agio. Scaffali ordinati, profumo di legno, di carta, di inchiostro. Splendidi pop up book rallegrano sia i banconi che le tavole signorilmente apparecchiate. Si, sì, tavole apparecchiate in libreria. Fantastico. Si respira aria di cultura e di gioia. Gioioso definirei anche il primo vino assaggiato. Un Oasi 2011. Un picolit vinificato secco. Una squisitezza che non conoscevo. Profumi dolci, fioriti, mielosi ma non stucchevoli. Al gusto è fresco, elegante, non impegnativo ma lunghissimo. Intanto scopro che Aquila del Torre ha fatto della biodiversità il suo credo, che l'azienda utilizza solo pratiche agronomiche biologiche e che la famiglia Ciani, proprietaria dell’azienda, è composta da persone gentili e competenti. Scopro anche, dalle parole di Mauro Pasquali, quanti danni crea l’abbandono dei boschi, quanti problemi al territorio crea l’utilizzo delle sole monoculture, quanto importanti siano quindi i presidi Slow Food e apprendo della creazione di centinaia di orti in Africa in aiuto alle popolazioni disagiate. Si continuano ad assaggiare piatti ben curati e ottimi vini. Il Ronc di Miez 2011 è un friulano ben fatto, beverino e traditore. Desidera essere assaggiato e assaggiato ancora. Ma sono a Udine, devo tornare a casa. E tra un risotto allo zafferano con funghi porcini e un petto d’anatra lardellato arriva il Solsire 2009. Un uvaggio di merlot e refosco dal peduncolo rosso. Un rosso quasi impenetrabile ma brillante -  more, mirtilli, erba fresca, un che di goudron, tannico ma anche morbido. Si continua a parlare di rispetto della terra, del fatto che non è un bene riciclabile, che siamo solo degli ospiti e che l’abbiamo in prestito per i nostri figli. Arrivano i formaggi e il re della serata: il Picolit docg 2009. Un Picolit passito di grande eleganza e armonia, un giallo oro antico da manuale, albicocche e mieli  esplodono nel bicchiere. Morbido, lunghissimo, giustamente dolce, avvolgente. Una pashima, di quelle vere però. Una serata ricca di tante emozioni.

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