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Campi coltivati a Prosecco, la nuova miniera d'oro?

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Nel dibattito che si sta sviluppando attorno alla crescita del Prosecco - il nuovo mito-  si inserisce l'articolo di Enri Lisetto pubblicato su La Tribuna di Treviso e Messaggero Veneto. Ve ne proponiamo alcuni stralci. "Star a caccia di terreni per il Prosecco. A San Quirino i vitigni di Alessandro del Piero e di Daniele Molmenti: "E' L'oro di oggi. Nel trevigiano i terreni sono saturi, in Friuli Venezia Giulia i prezzi sono ancora abbordabili". «Avere un po’ di campi per coltivare Prosecco oggi è come avere una miniera d’oro, il cui valore è destinato ad aumentare di giorno in giorno». Gira questa battuta – che poi nemmeno tanto lo è, dati alla mano – tra gli agricoltori friulani, soprattutto tra quelli a ridosso del Trevigiano, territorio ormai saturo. Oltreconfine, infatti, i terreni costano ancor di più del metallo prezioso tanto che lo “shopping terriero” è cominciato soprattutto nel Sacilese e nella Pedemontana. Tra coloro che hanno creduto nel Prosecco e vi hanno investito, ci sono altisonanti nomi del mondo sportivo come Alessandro Del Piero e Daniele Molmenti.

«Il monopolio – dicono alcuni imprenditori agricoli – è ormai delle famiglie trevigiane, nella zona al di sotto dell’aeroporto di Aviano, visto che molti appezzamenti sono passati di mano più o meno recentemente». Quelli che ben conoscono il territorio sanno addirittura nomi e cognomi: «La strada a destra del Faro, alle Forcate di Fontanafredda, è “lottizzata” da una famiglia di Orsago, a sinistra del rettilineo di via Bellini da una di Ormelle; tra le due aree, 30 ettari di un imprenditore di Vittorio Veneto, ancora più sotto uno di Sacile».

A fare la differenza sono i costi dell’investimento. «In provincia di Treviso i terreni valgono 20-25 euro al metro quadrato, parametri tra i più alti al mondo e soprattutto terre introvabili, qui siamo ancora tra i 7 e gli 8 e terreni a disposizione ce ne sono ancora».

L’ex attaccante della Juve alle Villotte di San Quirino, a ridosso del canale Brentella, detiene attraverso una società undici ettari. Il campione olimpico Daniele Molmenti i terreni li ha acquistati alle Villotte sud. Produce con l’azienda vinicola Molmenti-Celot, di cui è socio: si tratta di un Prosecco doc in 2 mila esemplari. In mezzo di sta Sergio Gelisi, con il Podere Gelisi Antonio. Ma quanto “rende” l’investimento? «Il Prosecco 2015 è stato liquidato tra 1 e 1,05 euro al chilo; quest’anno siamo attorno al range 1,10-1,15», prevedono gli addetti del settore. Insomma, il Prosecco è il nuovo oro, «è la doc più imbottigliata d’Italia che verosimilmente sforerà i 400 milioni di bottiglie a fine 2016».

«Attorno a San Daniele – dice un esperto del settore – avremmo dovuto attenderci coltivazioni di cereali e allevamenti di suini. Invece stanno sorgendo vigneti». La seconda riflessione: «Se l’uva prodotta in regione viene lavorata in Veneto, cosa resta al Friuli Venezia Giulia?».


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