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Bardolino cru tre nuove sottozone

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La Rocca Bardolino (la zona centrale lungo la riviera del lago), Montebaldo Bardolino (la zona settentrionale pedemontana) e Sommacampagna Bardolino (le colline moreniche meridionali). Sono queste le tre zottozone attraverso cui si articolerà la nuova denominazione, secondo il nuovo disciplinare, con un bollino assegnato dal Consorzio identifica i vini prodotti nelle tre sottozone. Il bollino riporta la figura di San Zeno, patrono di Verona, autore di un Sermone nel quale descriveva in maniera simbolica il lavoro del vignaiolo.  

Sono 14 - per un totale di 49 vini - le zone che hanno per ora superato l'esame di un comitato volontario costituito nell'ambito del  Consorzio di tutela dagli stessi produttori. I canoni sono più restrittivi rispetto a quelli consentiti dalla
denominazione: scelta di vigneti di almeno 7 anni, resa massima di 100 quintali/ettaro, scelta della Corvina nella massima misura consentita (80% fino ad oggi, 95% con il nuovo disciplinare), nessun appassimento, uso ragionato del legno (solo legni grandi o barrique dal secondo passaggio) e immissione nel mercato non prima di un anno dalla vendemmia. Accorgimenti che conducono a vini eleganti, caratterizzati da un colore rubino delicato e brillante, da una piacevole speziatura e da una decisa sapidità. Vini con un potenziale di affinamento di almeno 5 anni.

Per il Bardolino si tratta di un vero e proprio ritorno al passato, alla fine dell'Ottocento, quando era servito nei Grand Hotel svizzeri al pari dei vini della Borgogna e del Beaujolais. Già allora si conosceva l'esistenza di tre sottozone, già individuate dai commercianti di vino nel 1825 (trent’anni prima della classificazione dei Bordeaux, fatta nel 1855) e poi identificate geomorfologicamente da Giovanni Battista Perez nel 1900 nel volume “La Provincia di Verona ed i suoi vini”. Ai vini di queste macro-zone erano riconosciute alcune peculiarità organolettiche e qualitative, che furono tralasciate dai compilatori del disciplinare di produzione del 1968. Alcuni di questi grandi Bardolino arrivati fino ai giorni nostri e serviti in una verticale organizzata in occasione di Bardolino CRU, evento di presentazione delle nuove sottozone che si è svolto alla Gran Guardia di Verona. I Bardolino di Bertani, Bolla e Masi di annate come 1956, 1959, 1961, 1964 e 1968 hanno dimostrato grande capacità di conservazione e incantato i presenti. Il nuovo disciplinare che recupera questa tradizione è già stato approvato dall'assemblea dei soci del Consorzio ed è in attesa di via libera da parte del Ministero delle Politiche Agricole. In sua attesa sarà il bollino attribuito a circa 100.000 bottiglie a garantire il rispetto dei canoni produttivi e delle caratteristiche del vino. 


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