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Verticale Zidarich otto annate di Terrano

A Prepotto del Carso nella Osmiza di Beniamino Zidarich si è tenuta una verticale di ben otto annate del suo Terrano. Annate proposte tutte alla cieca e in ordine casuale. qbquantobasta naturalmente era presente, non capitano tutti i giorni proposte enoiche così stimolanti.

Una sorta di gioco che si è rivelato molto interessante per capire l’evoluzione del varietale, così scontroso da giovane ma che, con il passare degli anni, seppur mantenendo la sua personalità, risulta finemente elegante. La sua naturale freschezza lo rende longevo, rivelando un vino, che per i suoi soli 12° (il Petrus insegna), è adatto all’invecchiamento regalando complessità olfattiva nei terziari e persistenza gustativa elevata. Le annate in esame: 2017-2016-2014-2010-2009-2008-2007 e 2006.
Per  i partecipanti era stata preparata una slide con le caratteristiche gusto/olfattive per ogni singola annata. Gli “onavisti” - la serata era organizzata da Onav Trieste con il delegato Robi Jakomin, come un’anteprima all'imminente TERANUM, che si terrà domenica 17 marzo 2019 all’Hotel Savoia di Trieste. sono stati all’altezza nell'interpretare le diverse espressioni del vino, individuando le annate più giovani o più problematiche come quella del 2014 o le annate più importanti per condizioni climatiche ottimali.

ll Terrano secondo Beniamino
Solo vendemmia a mano in piccole cassette. L’uva viene diraspata per andare poi in tini aperti, dove avviene la fermentazione sulle bucce con i soli lieviti indigeni. Durante questo processo vengono fatte  follature giornaliere in assenza di controllo di temperatura. Una volta che viene svolta la malolattica in grandi botti di rovere, il vino viene affinato per due anni in botti di Slavonia di varie misure. Poi viene imbottigliato senza filtraggio. Dopo poco più di due anni il Terrano è pronto per essere messo in commercio.
L’annata 2017, si trattava infatti per noi di un’anteprima, verrà infatti messa in commercio a fine estate. E’ stata prontamente individuata per la sua giovinezza. Profumi di frutta rossa, vinoso in bocca, con tannini appena percepibili, la freschezza la fa da padrone. Le note erbacee e le leggere note agrumate denotano ancora un carattere “nervoso” del vino non ancora pronto. Questi mesi che lo separano al debutto ufficiale lo renderanno sicuramente piacevole e maturo.
La 2014 si rivela facilmente, come ben ricordiamo è stata un’annata difficile, piovosa e fredda. Il vino si presenta con corpo magro e agile, con aromi eleganti e non intensi di frutta rossa. L’acidità ci riporta al Terrano della tradizione, pur rimanendo elegante. Un vino sicuramente longevo che darà grandi soddisfazioni nel tempo.
Il gioco si fa più difficile con le altre annate di grande complessità gusto/olfattiva, frutta rossa matura che tendono talvolta a note sottospirito, leggere spezie e in alcuni casi a note di tabacco e cioccolato. Il legno è presente sempre in modo elegante, con le note di vanillina sempre molto leggera. Le varie sfumature confluiscono tutte in un comun denominatore: freschezza unita a morbidezza, equilibrio ed eleganza. Un altro fattore, non meno importante, in tutti i vini testati, è la mancanza dell’essenza di riduzione, elemento non da poco per vini di oltre dieci anni.  L’annata 2007, a mio avviso, è risultata la più complessa. Note di frutta rossa sotto spirito, spezie dolci e tabacco. Terziari evoluti con note minerali che possono ricordare gli idrocarburi. Un vino decisamente vibrante con tutta la sua eleganza, equilibrio e lunga persistenza. La serata si è conclusa con un fuori programma! Una Riserva 2006 (50 ml) da una selezione di uve del vigneto storico Lehte… Un’esplosione di frutta rossa matura! 



E’ stato un incontro didattico e di approfondimento di grande spessore enoico.  Un plauso per la passione a un grande viticoltore del Carso come Benjamin Zidarich, per gli amici Beniamino!

 

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