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Alla scoperta dei vini di Bordeaux

Eventi sul vino sono ormai all’ordine del giorno, ma una degustazione di vini di Bordeaux condotta da Alessandro Torcoli, direttore ed editore di Civiltà del bere, è molto di più. Noi di q.b. eravamo presenti … in prima fila! Ideatore della serata Alessio Rozzi, sommelier, importatore di vini e titolare di Enoteca Adriatica, una persona a cui piace anche osare: il costo della serata era di 150,00 euro e tutti i venticinque posti sono andati esauriti rapidamente.

Sette vini in degustazione, rappresentativi di altrettante appellazioni. Quando si pensa alla Francia come paese produttore di vino, probabilmente la prima regione che viene in mente è proprio quella di Bordeaux, prevalentemente associata ai vini rossi di qualità, che rappresentano l’80% della produzione totale. Con alcune uve oramai considerate “internazionali”: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, un connubio noto come “Uvaggio Bordolese”. A queste tre uve vanno aggiunte anche le oggi poco utilizzate Malbec e Petit Verdot. Vitigni dai cicli vegetativi differenti: il Cabernet Sauvignon ha una maturazione tardiva e ha bisogno di un buon clima per esprimersi al meglio, il Merlot ha una maturazione più precoce e viene quindi raccolto prima, il Cabernet Franc, caratterizzato da un profilo molto erbaceo, necessita di una lunga maturazione. La zona, sulla costa occidentale francese, di fatto sull’Oceano Atlantico, è caratterizzata da clima marittimo e da alta piovosità. I terreni prevalentemente ciottolosi, che danno il nome a una delle aree vitivinicole più estese, le Graves, si alternano a zone calcaree e argillose, assicurando un eccellente drenaggio dell’acqua. L’annata è sicuramente uno dei fattori determinanti: lo stesso vino assume un valore diverso in base all’annata che ne determina la longevità e quindi la crescita del valore nel tempo. Ogni anno il vino, non ancora imbottigliato. viene messo all’asta dai negociants (grandi grossisti) che determinano i prezzi di mercato e comprano i vini en primeur. Grazie a questo particolare sistema, ideato dagli Olandesi, i produttori si occupano unicamente dell’uva dalla vigna alla botte, lasciando ad altri la fase di vendita e marketing. La nostra serata di viaggio nelle terre del Bordeaux ci propone in degustazione le annate 2015, 2012 e 2009. La 2015, e noto a esperti e appassionati, e stata un’annata eccezionale: vini complessi e persistenti adatti a un lungo invecchiamento.

 

Nel 2012 sono stati prodotti ottimi vini di medio invecchiamento; il 2009 ha prodotto vini caldi e profondi con un grande potenziale di invecchiamento. La riva sinistra della Gironda che suddivide in due macroaree la regione di Bordeaux presenta una predominanza di Cabernet Sauvignon: aromi caratteristici i frutti neri come mirtilli e more accompagnati da un leggero sentore erbaceo e di peperone verde; i vini più invecchiati regalano inoltre note di tabacco e legno di cedro. In bocca presentano un’acidità molto sostenuta, tannini abbondanti ma rifiniti, un volume alcolico di 12,5-13,5% e il palato (fruit character) riprende i piccoli frutti rossi e neri come la mora. Della riva sinistra sono state prese in considerazione le cinque appellazioni più famose.
Péssac-Leognan: prevale il sentore di prugna, sottobosco e minerale. L’umidità molto presente in questa zona lo rende meno ricco di un Pauillac
Pauillac: mascolino, con tannini potenti e nota di grafite.
Margaux: floreale, profumato, il più delicato. Si contraddistingue per l’eleganza.
St. Julien: setoso, ma carnoso, più tannico di Margaux meno di Pauillac. Riprende lo stile della riva destra.
St. Estephe: speziato, minerale, compatto con tannini quasi polverosi. Sorso più graffiante.
La riva destra presenta vini con un’elevata percentuale di merlot, caratterizzati da aromi intensi e opulenti: frutta matura, prugna secca, accompagnati da sentori di erbe aromatiche, spezie, caffè compreso. I vini più invecchiati regalano eleganti note di tartufo.  L’acidità è mediamente sostenuta e i tannini abbondanti ma ben arrotondati, sono equilibrati da un tenore alcolico che può arrivare a 13,5-14,5° . Il palato voluttuoso richiama la frutta matura, la composta di lampone, more e prugne.
Le denominazioni più famose sono
St. Emilion: carnoso, ricco, opulento, meno rifinito. Maggiore estrazione e presenza frequente di Cabernet Sauvignon
Pomerol: rifinito, elegante, alta percentuale di Merlot, ma tutti (Petrus compreso) con un tocco di Cabernet Franc nell’assemblaggio.
La degustazione è stata fatta alla cieca con etichette e bottiglie bendate. Questa formula di assaggio non condiziona emotivamente gli assaggiatori, che hanno a disposizione solo vista, olfatto e gusto per capire il vitigno, l’annata e la provenienza del vino. In questo caso noi siamo partiti avvantaggiati perché a guidarci è stato Alessandro Torcoli che ha saputo evidenziare le caratteristiche principali dei singoli vini e ci ha ricondotti alle specifiche appellazioni.

Vino n. 1
Profumi: confettura di prugne, sentore di sottobosco e spiccata nota minerale.
Gusto: acidità medio/alta, ricco di tannini un po’ graffianti e pungenti che passano sulla lingua asciugandola.
Qualità: vino persistente, non opulento, raffinato e di sostanza.
Péssac-Leognan Aoc Domaine de Chevalier 2009
“È un Cabernet Sauvignon della riva sinistra, presenta una certa maturità combinata alla freschezza. Rispecchia un clima non privo di problemi di umidità. Si evince una certa mineralità data da un suolo magro che dà vini più verticali che orizzontali”.

Vino n. 2
Profumi: delicati, floreali, accompagnati da sentori di more e ciliegie. Presente un tocco dolce derivante dalla barrique, che ricorda la vaniglia e il cioccolato.
Gusto: acidità alta, tannini meno fitti, trama più delicata
Qualità: lunga persistenza, finale delicato che ricorda la frutta e i fiori macerati.
Margaux Chateau Brane-Cantenac, 2éme Grand Cru Classé Aoc 2012
“Siamo nella riva sinistra e abbiamo delle caratteristiche ben precise che ci conducono a Margaux: acidità presente, vino delicato più rotondo e gentile, con una concentrazione non eccessiva. È come un abito raffinato, ma non appariscente”.

Vino n. 3
Profumi: peperone verde, sentore floreale di viola accompagnato da abbondante frutta rossa: lampone, fragola e ciliegia.
Gusto: elevata acidità, tannini concentrati, ma più rifiniti.
Qualità: vino soave, di concentrazione media, ma molto persistente.
St. Julien Chateau Léoville-Barton Cru Classé Aoc 2012
“Dalla nota di peperone verde capiamo che è un Cabernet Sauvignon, inoltre i vini della riva sinistra presentano una maggior presenza di frutta rossa, tra tutti spicca il lampone. È un vino che potremmo definire rifinito, non molto delicato, ma elegante”.

Vino n. 4
Profumi: intensi, di piccoli frutti a bacca nera quali mirtillo, ribes nero e mora. Leggera nota minerale che ricorda la grafite.
Gusto: acidità alta, tannino molto fitto e squadrato con una chiusura leggermente amarognola.
Qualità: vino lungo e concentrato, in bocca ritroviamo composta di frutta scura e mirtillo.
Pauillac Chateau Pichon Longueville Baron 2éme Cru Classé Aoc 2012
“La frutta nera ci riconduce al Cabernet Sauvignon, mentre la nota di grafite e soprattutto il sorso ricco di acidità accompagnato da un tannino così potente e squadrato sono caratteristiche tipiche di Pauillac”.

Vino n. 5
Profumi: pronunciati e intensi, frutti neri accompagnati da note evidenti di caramella mou e caffè.
Gusto: acidità spiccata e tannino frastagliato, abbondante e leggermente graffiante.
Qualità: vino giovane, dal tessuto ancora non ben rifinito, adatto a un lungo invecchiamento.
St. Estephe Chateau Phélan Ségur Aoc 2015
“Questo non è di certo un vino muto, si esprime attraverso profumi fruttati e balsamici accompagnati dalla tipica nota di tostatura dei vini di Bordeaux. Si capisce che è un Cabernet Sauvignon dalla quantità del tannino e dalla piacevole rusticità che però leggermente copre la vivacità del frutto”.

Vino n. 6
Profumi: note evidenti di caffè e noce moscata accompagnano il sentore di prugna matura, il tutto arricchito dalla macchia mediterranea.
Gusto: media acidità, tannino fitto e morbido.
Qualità: vino opulento con nota alcolica evidente, nota mentolata in bocca, lascia il palato piacevolmente fresco.
Pomerol Vieux Chateau Certan, Grand Vin 2012
“I profumi intensi di prugna e caffè ci conducono nella riva destra, presentandoci un vino molto ricco, ma contemporaneamente preciso e austero”.

Vino n. 7
Profumi: note dolci di cioccolato, marasca e cera si equilibrano con sentori erbacei di fogliame, muschio e sottobosco.
Gusto: acidità alta, tannino fitto e serrato, con finale secco e asciugante.
Qualità: ricco e persistente, particolarmente alcolico.St. Emilion Chateau Pavie-Macquin Grand Cru Classé Aoc 2012
“L’alto tenore alcolico e la particolare nota di cera (indicatore di morbidezza e dolcezza) ci portano a descrivere questo vino come più “piacione” e carnoso dei precedenti, ma non privo di freschezza”.

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