cibo, vino e quantobasta per essere felici

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Informazioni sui cookie

Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, ti informiamo che questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Attraverso i cookie possiamo personalizzare la tua esperienza utente e studiare come viene utilizzato il nostro sito web. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione

Cookie Policy

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

BIWA 2016 Grandi giudici, grandi produttori, grande atmosfera

Al Centro Congressi Fondazione Cariplo di Milano, il 19 settembre si è svolta la premiazione dei Best Italian Wine Awards, i 50 migliori vini d’Italia, selezionati da una giuria internazionale, composta da Tim Atkin, Christy Canterbury, Daniele Cernilli, Antonio Paolini, Pier Bergonzi e dai due ideatori Luca Gardini e Andrea Grignaffini. Ero presente, come inviata di qbquantobasta e per caso mi sono trovata seduta vicino a Sandi Skerk e altri vignaioli - o rappresentanti di vignaioli- FVG premiati, fra i sette della regione Friuli VG.

La 5° edizione ha offerto non poche novità. Per esempio  l’ingresso di quattro nuovi giudici, di caratura mondiale, quali: Luciano Ferrero, capo redattore del Corriere della Sera e firma della rubrica Corriere DiVini, nonché co-autore della Giuda “Vignaioli e Vini d’Italia”; Kenichi Ohashi, unico Master of Wine giapponese, oltre che Master Of Sake; Amaya Cervera, wine journalist, fondatrice del sito Spanishwinelover.com, ex direttrice della rivista Todovino; Marco Tonelli, giornalista, membro del comitato di degustazione della Gazzetta dello Sport e primo Habanos Sommelier italiano a partecipare nel 2013 alla finale dei mondo a Cuba.
Quest’anno è nata anche la main partnership con The Winesider, piattaforma e supporto telematico per la gestione e approvvigionamento di cantine dei ristoranti, ideata e creata da Gianni e Giacomo Miscioscia.

La selezione ha visto primeggiare a sorpresa il Brunello di Montalcino sul Barolo, leader della scorsa edizione, con un punteggio in stile sportivo di 10 a 7. Nella lista dei grandi si sono aggiudicati il proprio posto anche cinque vini dolci (3 di essi presenti nei primi 14 posti!). Altro apprezzamento della giuria, non sottovalutato, il riscatto di diversi vini bianchi.
Tra le sorprese: Barolo Riserva Vigna Colonnello 1999, dell’Azienda Bussa Soprana (il più longevo, con ancora delle frecce al suo arco!) al 45° posto; Gerwurztraminer Vendemmia Tardiva Terminum 2013 (Cantina Tramin) e Colli Euganei Passito Cuore di Donna Daria (Az. Agr.Conte Emo Capodilista), rispettivamente 40° e 39°; Vitovska Kamen Pietra 2014 (Az.Agr. Zidarich) al 23°; Venezia Giulia Malvasia 2013 (Skerk) che si aggiudica il 13° posto e al 6° il Barolo Monvigliero 2012 (Comm. G.B. Burlotto).
Sorpresa anche per il secondo posto: il Costa D’Amalfi Bianco Fiorduva delle Cantine Marisa Cuomo, pressoché sconosciuto ai più, ha superato le aspettative di una giuria internazionale molto critica e severa.

Premio Miglior Sommelier a Francesco Cioria – Ristorante San Domenico (Imola), per classe eleganza e professionalità.
Premio Alfiere del Territorio a Pacherhof, per saper mostrare le potenzialità di un territorio nel suo complesso.

Leggi anche Sette i vini del Friuli Venezia Giulia nella classifica Top 50 Biwa

Per poter commentare l'articolo è necessaria la registrazione.

Se sei già registrato devi effettuare l'accesso.