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Un fuori expo di vini di...vini, sloveni e non solo


Ho partecipato, nello scorso maggio, grazie all’invito del direttore di qbquantobasta Fabiana Romanutti, a un'interessante degustazione di cibi e vini del Carso per “Sapori del Carso – Okusi Krasa”– nel padiglione I feel Slovenia all'Expo. Ho voluto approfondire il tema “vino” spingendomi anche oltre il confine e così ho organizzato a Milano, insieme agli amici dell'Associazione Go Wine, un Fuori Expo dal titolo "Incontri di...vini", in cui si è creato un ideale gemellaggio tra vini sloveni e italiani.
La Slovenia ha una produzione annua forse poco significativa come quantità, intorno ai 100 milioni di litri, ma interessante per le peculiarità dei vini: se ne producono di quasi tutte le tipologie, con i bianchi a fare la parte del leone. Si coltivano sia vitigni internazionali, sia alcuni vitigni autoctoni, come la Malvasia e il Refošk.

Nel caldo pomeriggio milanese, Dio benedica chi ha inventato l'aria condizionata, ci siamo focalizzati su una particolare zona vitivinicola della Slovenia, dalla millenaria tradizione vitivinicola, l’Istria slovena. Grazie alla collaborazione di Ingrid Mahnicˇ, presidente dell'Associazione Viticoltori dell’Istria Slovena, che conta attualmente oltre 240 soci, erano presenti la Kmetija Mahnicˇ di Dragonja, Steras di Sared-Izola, Vinakoper e Montemoro di Capodistria, Montis di Montinjan.
Grande interesse nel pubblico di operatori del settore – giornalisti, sommelier, ristoratori, distributori, enotecari – e di appassionati. Qui solo qualche breve nota di degustazione su alcuni dei vini assaggiati.

Il Cipro di Kmetija Mahnicˇ, un passito di moscato Rosa, regala intensi profumi di petali di rosa appassiti, confettura di fragole, chinotto, noce moscata e tamarindo. In bocca è morbido e fresco.
La Malvasia di Steras nei suoi riflessi dorati, è matura, varietale, fruttata e con sentori di vaniglia, decisa e di carattere.
Il Kabernet di Vinakoper è come una passeggiata in un bosco pieno di frutti maturi e succosi: intenso nei profumi, speziato e gradevolmente tannico.
La Malvasia di Montis si caratterizza per i sentori di erbe officinali, miele e agrumi. Nel bicchiere è fresca e piacevolmente sapida, di buona persistenza.
Il Refošk di Montemoro, ottenuto con lunga macerazione, ha una rara intensità nei profumi, quasi esplosivo nei frutti di bosco, nelle spezie e nella nota verde delle erbe appena tagliate.


Grandi apprezzamenti anche alle cantine italiane partecipanti: per la Lombardia la valtellinese Balgera, esempio di eleganza e longevità del nebbiolo di montagna; Monsupello, Oltrepo Pavese, grande realtà spumantistica italiana; dalla Toscana erano in degustazione Dievole, importante espressione del Chianti senese, l'agguerrito gruppo di cantine della Denominazione Val d’Arno di Sopra: Eredi Benito Mantellini, Fattoria La Traiana, Il Borro e Petrolo, tutte con eccellenti rossi sia da uve Sangiovese sia da vitigni internazionali e bianchi a base Malvasia e Chardonnay.

L'Abruzzo era rappresentato da Cantina Frentana, con la Cococciola, la Passerina e il Pecorino in purezza, oltre ai piu noti Trebbiano e Montepulciano. Dal Veneto per i rossi della Valpolicella c'era Rubinelli-Vajol, con Amarone e Ripasso, la Cantina Menegotti di Custoza, zona di vini bianchi, produttrice anche di ottimi metodi classici, la Cantina Caorsa, zona del Bardolino, di cui apprezzo particolarmente lo charmat Il Graffio. Prosecco ma anche moscato e vini rossi per 19dibabo. Grande curiosità hanno destato i prosecco del trevigiano, e i fruity wine di Rogante, ciliegia, kiwi e frutto della passione.


Il prossimo appuntamento, sempre a Milano, sempre all'Hotel Michelangelo, è il 22 ottobre: “INCONTRI DI…VINI...Conto alla rovescia…-9”, il Fuori Expo a soli 9 giorni dalla fine dell'Expo, con cantine ospiti da tutta Italia e una nazione ospite a sorpresa. Ingresso scontato per i lettori di qb.



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