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Varmo: scoperta e conservazione di un’architettura rurale e del suo paesaggio

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Lo stupore di un’estate assolata in una campagna deserta del medio Friuli si materializza alle tre del pomeriggio di un sabato di luglio al canevon della “Casa a nord est” di Maldini a Santa Marizza di Varmo. Si affollano studenti universitari, docenti dello IUAV di Venezia, geometri, architetti e  tanti abitanti – piuttosto in là con gli anni- di Varmo. Anche visivamente si crea un piacevole e inconsueto mix fra passato e presente. Tanto più che tutti, giovani e meno giovani,  ricercatori universitari e proprietari di dimore che ancora vivono dopo secoli, vogliono guardare al futuro, ricostruendo la loro storia, conservata dalla memoria. Un’emozione autentica che merita di essere raccontata. Con un plauso agli amministratori pubblici di Varmo che hanno creduto fino in fondo in un progetto di studio coordinato dal professor Grandinetti. Dalle parole appassionate degli studenti, coinvolti sia nell’individuare indizi del passato sia nel progettare un riuso conservativo degli spazi, soprattutto con finalità di incontro fra gli abitanti, di socializzazione e condivisione, è emerso un luogo magico come il priorato di Madrisio incastonato nel paesaggio, forse un antico monastero del XV  secolo lungo la via dei pellegrinaggi. Con una cucina inconsueta a base quadrata e con una grande cappa a piramide. Si sono viste le slides e i rilevi di casa Pancini ma anche del borgo di Santa Marizzutta dove esiste ancora un esempio architettonico di pareti a scorzone (il cartongesso dell’epoca, come ha sottolineato il professor Grandinetti che ha guidato la conversazione insieme all’architetto Michela Cafazzo. Senza dimenticare gli annessi rustici di villa Canciani con un olmo secolare, come hanno sottolineato ammirate le studentesse. Una tesi di laurea si è occupata del recupero di Santa Marizza con interventi delicati e lievi per riproporre l’antica cortina del borgo, facendo riemergere antiche strade che portano al fiume.

 

L’acqua, in particolare quella dello Stella, è un elemento fondamentale di tutto questo progetto che da alcuni anni si occupa del censimento dei paesaggi rurali di un gruppo di dodici comuni, della definizione dei borghi a cortina, castellani o a pettine, per ipotizzare un circuito di fruizione integrata nell’ottica di un turismo slow e dell’apprezzamento anche di un modo di vivere slow e autentico. uno dei punti fondamentali del progetto fin qui realizzato è l’Atlante che è stato presentato proprio sabato pomeriggio. Una raccolta sistematica per sostenere un progetto capace di mettere in rete le persone. Un censimento di borghi e paesaggi. “Per un nuovo re-start” come hanno voluto sottolineare con entusiasmo i realizzatori del lavoro. Entusiasmo fiducia ottimismo voglia di guardare al futuro nel segno di una grande identità culturale. Identità culturale che è stata il filo conduttore della tavola rotonda finale, un’identità del territorio e delle persone, della storia della memoria e della vita di oggi, in un recupero contestualizzato e fortemente identitario che può essere sostenuto economicamente da precise volontà politiche. A Varmo, intanto, dei dati dell’Atlante, georeferenziati, si terrà conto nel prossimo piano regolatore; gli studi e le ipotesi dello Iuav quindi potranno diventare strumento operativo, in un vero e proprio progetto pilota.

 

 

Progetto Stella Boschi Laguna


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