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Storie di pietre e voci di confini a Malborghetto

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storie di pietre a Malborghettostorie di pietre a MalborghettoStorie di pietre e di confini in tempo di Pace: dal 14 aprile 2022 a Malborghetto con tre appuntamenti.  Due mostre e una rappresentazione teatrale. Sono le tre iniziative che verranno ospitate nel Palazzo Veneziano nell'ambito del progetto “Storie di pietre e di confini in tempo di Pace” promosso dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis di Duino Aurisina congiuntamente all’Amministrazione Comunale del Comune di Malborghetto Valbruna e la Comunità di Montagna Canal del Ferro Valcanale, progetto che gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sull'avviso pubblico per la valorizzazione del patrimonio storico ed etnografico del Friuli Venezia Giulia.

La prima delle due rassegne espositive, “Storie di pietre e di confini in tempo di Pace”, sarà allestita dal 14 al 30 aprile al primo piano del Palazzo. All'ultimo piano della struttura cinquecentesca sarà visitabile fino al 31 maggio la mostra “Isonzo le dodici battaglie”. Nell’Auditorium del Palazzo Veneziano si potrà assistere sempre il 14 aprile dalle 20 alla rappresentazione teatrale “Storie di Pietre e Voci di Confini”.

L’inaugurazione delle due mostre avrà luogo giovedì 14 aprile alle ore 18.30. 

La mostra Storie di pietre e di confini in tempo di Pace focalizza l’attenzione del pubblico sull’evoluzione costante e impetuosa dei confini, in una terra contesa, che ha superato il cosiddetto secolo breve grazie alla straordinarietà delle sue genti.

I Confini dell’Europa Centrale e del Litorale Adriatico. Geografia e geopolitica hanno influenzato e limitato i domini, hanno contribuito al formarsi di culture eterogenee e, infine, delle comunità nazionali nella definizione di un paradigma che assegna un diverso valore di separazione a seconda delle età.

Il Confine virtuale, viaggio tra geografia e ideologie che separano i popoli. L’evoluzione del concetto di territorio, dalla proprietà al limes romano, dal confine convenzionale e artificiale alla linea ideale che separa i popoli. Il onfine come separazione di lingue, culture lingue e domini. Il convivere di confini ideologici, la loro imposizione e il loro superamento in due casi studio: l’idea socialista e la fratellanza cristiana.

La storia del Confine Orientale. Il limes romano, il Patriarcato di Aquileia, La Serenissima e gli Asburgo, il Trattato di Campoformido, Napoleone e la Restaurazione del Congresso di Vienna. La Pace di Villafranca, il Regno d’Italia, la Pace di Vienna del 1866. Dal Confine Imperiale ai trattati di Saint-Germain e di Rapallo. La seconda Guerra Mondiale, il Trattato di Parigi e il Memorandum di Londra. La guerra fredda, la Cortina di Ferro, la caduta del muro. Il Trattato di Osimo.

Il Valico: il presidio militare e di polizia nell’era delle Dogane. La storia e la mappa dei valichi di confine tra Friuli Venezia Giulia, Austria e Jugoslavia. Schengen: superare i confini L’Europa Unita dopo Maastricht e Schengen, la moneta europea e l'abbattimento dei Confini con l’Austria e la Slovenia. La geopolitica e i suoi effetti reali sulla vita delle genti di confine.

Il territorio condiviso: l’alba di un futuro presente. Il nuovo concetto di confine, il suo superamento in un mondo ideale di pace e convivenza, il suo ritorno ai tempi della pandemia globale, il suo futuro nel contesto europeo che ha assegnato a Gorizia e Nova Gorica il ruolo di Capitale Europea della Cultura 2025.

La mostra è realizzata grazie a una ricerca storica del Dott. Lorenzo Salimbeni e la grafica dei pannelli è stata realizzata da Alberto Gregori.

 

La pièce Storie di Pietre e Voci di Confini andrà in scena per un totale di 7 repliche. La scenografia è costituita dal nostro territorio nel suo arrampicarsi dal mare e volgere verso il cielo, dalle pietre del Carso a quelle della Carnia. Lo spettacolo si svolge a leggìo, in italiano accennando le lingue e i dialetti diversi (italiano, sloveno, tedesco, triestino, bisiaco e friulano) della nostra regione, al di là dei confini materiali che esistono da secoli. In collaborazione con l’Associazione Numerouno, Teatropossibile e la partecipazione straordinaria del coro S. Ignazio di Gorizia diretto dal M° Liviano Brumàt. Lo spettacolo è scritto e diretto da Giorgio Amodeo con la collaborazione di Tatiana Malalan e Giuliana Zidarič. Musiche originali di Edy Meola. Scenografia di Monica Kirchmayr. La pietra è il filo conduttore della rappresentazione che racconta passato e presente, i diversi modi di vita, le tradizioni popolari, le canzoni d’amore o di guerra, il legame con la terra e la natura per chi è nato e vive in campagna e una continua ricerca delle proprie radici per chi è nato e vive in città, le lingue e i dialetti diversi che si incrociano, si mescolano. Gli attori e il coro si esibiranno in diverse lingue e dialetti (italiano, sloveno, tedesco, triestino, bisiaco e friulano).

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