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A Trieste arriva jotamata il sapore della bora

DA VENERDÌ 30 NOVEMBRE A DOMENICA 9 DICEMBRE 2018 a Trieste scoppierà Jotamata il Sapore della bora. L’Assessore al Turismo del Comune di Trieste Maurizio Bucci ha presentato una nuova e inedita iniziativa,legata al piatto più triestino che c’è: la Jota. Tutti gli alberghi di Trieste riceveranno il materiale promozionale da mettere a disposizione dei propri ospiti con l’elenco dei circa quaranta locali tra ristoranti, trattorie, caffè storici e buffet tipici che hanno aderito all’iniziativa e la relativa mappa della città che segnala i diversi luoghi coinvolti.

Dopo la degustazione di un piatto di jota – che ogni locale aderente potrà proporre nella forma più tradizionale, così come in forma personalizzata e rivisitata – gli avventori riceveranno un libretto ricordo con racconti di jota e di bora: accenni storici del piatto, aneddoti legati al nostro amato vento e la ricetta classica della tradizionale e autentica Minestra Jota codificata solennemente nel 2003, registrata con atto notarile e depositata presso la Camera di Commercio a cura della Delegazione di Trieste dell’Accademia Italiana della Cucina, che compare anche come partner della manifestazione; manifestazione che gode anche della collaborazione della FIPE, della Pro Loco Trieste e dell’URES – Unione Regionale Economica Slovena.

Si scoprirà quindi che la jota, descritta come una minestra a base di crauti (“capuzi garbi” in dialetto triestino, “cavolo cappuccio”, in italiano) e fagioli, patate e carne di maiale, deve molto probabilmente il suo nome a jutta, un termine tardolatino che significa “brodo, brodaglia, beverone” forse di origine celtica. Un significato che ritroviamo anche nell’irlandese it, e nel gergo del Poitou (Francia dell’Ovest) jut.  Come scrisse Cesare Fonda, grande studioso ed esperto di cose triestine, nel suo celebre libro “Ocio a la jota”, la jota è paragonabile a un prezioso documento storico. Racconta la storia, la politica, l’economia, il clima della città e l’estro dei triestini. Dice Fonda che la jota parla di freddo e di inverno, con tutti i fagioli e tutto il maiale che ha dentro e che urla ad alta voce “Mitteleuropa”, con i suoi “capuzi garbi” introvabili nelle altre zuppe sue cugine. Così, gustare un piatto tipico, il Piatto Tipico triestino per eccellenza è avere davanti agli occhi e vivere con tutti i sensi un autentico concentrato della città, delle tante anime che la rendono ricca di memorie e di fascino. A proposito di date, i “Capuzi garbi” erano di casa a Trieste già nel Cinquecento e verso la fine del secolo o al più tardi ai primi del Seicento arrivarono da queste parti i fagioli rossi americani. Così possiamo forse datare a quel periodo la nascita della jota! 

Tutti i locali aderenti esporranno una vetrofania che riprodurrà il claim dell’iniziativa, Jotimisti, per identificare da subito l’adesione a Jotamata. Jotimisti è un modo di vedere la vita in positivo anche se c’è un vento potente e incredibile come la bora, è un po’ la sintesi del motto triestino “sempre allegri e mai passion”, la gioia di vivere che a Trieste si ritrova naturalmente anche a tavola. I due fine settimana toccati dall’evento (1 e 2 dicembre e 9 dicembre) renderanno particolarmente protagonisti i Caffè storici con una degustazione-aperitivo a base di jota: tra le 11.00 e le 12.00, infatti, tutti saranno invitati al jota-time per scaldarsi con una degustazione della celebre zuppa, accompagnandola magari con un buon bicchiere di vino, preferibilmente del territorio. 

Sabato 1 dicembre, in particolare, alle 11.00 al Caffè Tommaseo inaugurazione ufficiale di Jotamata per la stampa e il pubblico: il tutto davanti a un piatto di jota e con l’accompagnamento del duo Simonetto-Daris, tra arie balcaniche e tzigane. L’aperitivo musicale si replicherà domenica 2 dicembre allo Storico Caffè San Marco, mentre domenica 9 dicembre lo “jota-time” sarà proposto al centralissimo Caffè degli Specchi in piazza Unità.

Sono previsti anche gli Jota-tour, tour gratuiti per i visitatori della città, alla scoperta del mondo che partiranno da Piazza Unità e si concluderanno con un assaggino di jota nei caffè storici

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