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Nuovo Eppinger centrale

lampada croissantlampada croissantNon vi è dubbio che fare l'architetto è un mestiere singolare che comporta una mediazione continua fra persone, utenza e committenza, tra memoria storica e conoscenza tecnologica, tra forma e funzione, tra rigore culturale e invenzione, tra moda e tradizione e ultimo ma non meno importante, fra investimento e spesa. Un mestiere di cui è sempre più difficile definire le competenze e tracciare i confini. Un progetto  di architettura subisce, soprattutto in momenti di crisi economica, varie sfaccettature. In questo caso, la richiesta  è stata soprattutto quella di  moltiplicare lo spazio mantenendo alcuni temi e motivi conduttori già presenti nella realizzazioni precedenti. La superficie a disposizione è esigua ed arriva a malapena a una cinquantina di metri quadrati, costituita da due spazi rettangolari uniti da uno stretto  passaggio  fra due pilastri. L’idea è stata quella di fare e creare  un banco articolato e composto da più elementi, un sedile  comodo e colorato, un effetto prospettico “a cannocchiale”simulando, nella seconda parte del locale, una profondità inesistente. Inoltre mensole e contenitori, tavolini e seggiolini  ovunque  fosse possibile ricavarli.
In fase di inizio lavori e di demolizione  si è  scoperto un soffitto decorato , nascosto da un vecchio contro-soffitto e risalente alla costruzione dell’edificio cioè ai primi anni del 1900. Grande sorpresa ed imbarazzo per le decisioni da prendere e per le scelte  progettuali da abbandonare o da rivedere. Si è deciso di portare alla luce l’antico soffitto decorato, di pulirlo, stuccarlo e restaurarlo. Impresa non facile! Questo spazio di Piazza San Giovanni è sempre stato occupato da pasticceria e bar ed era l’epoca in cui i locali si decoravano con generosità. Il progetto è stato ovviamente rivisto non per le impostazioni generali ma per colori, finiture e illuminazioni. E' stato un ritrovamento che ha stimolato la creatività  e una visione  estetica generale  che se fosse cibo si potrebbe definire “fusion”! Dopo anni di progettazione minimale, di assenza di colori e di decori  ho pensato a una frase di Josef Frank , architetto  del primo novecento:” l’abitazione deve offrire la possibilità di accogliere tutti i punti di vista, le esperienze e gli oggetti che si raccolgono nel corso di una vita e pertanto ogni uniformità  deve essere evitata”. Tutto ciò ha dunque creato  questa mescolanza  e questa  fusione  dove sicuramente l’abilità e l'esperienza di Eppinger  accosterà queste caratteristiche  alla creatività del buon bere e del buon mangiare. Non a caso la grande lampada, costruita su  mio disegno,  è un enorme croissant! L'ha realizzata Gigi Ranica che con la sua ditta  Knikerboker di  Bergamo  bene interpreta  la magia del  "fatto a mano".


 

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