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Mostra "Una stagione difficile"

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Oltre al cielo, tecnica mista su carta, 30 X 35 cm., Trieste 2014Oltre al cielo, tecnica mista su carta, 30 X 35 cm., Trieste 2014

Venerdì 21 marzo alle 17 inaugurazione della mostra personale di Adriana Rigonat «Una stagione difficile» presso la  Biblioteca Statale di Trieste, largo Papa Giovanni XXIII, num 6. Presentazione dei brani inediti tratti dal diario di Luigi Soffiantini Lettere dall’al di là all’amico Fietta. Ricordi della mia prigionia nella guerra 1915-1918.
La mostra, a cura di Isabella Bembo,  resterà aperta dal 22 marzo al  26 aprile  2014 e gode del patrocinio del Comune di Trieste, del Comune di Gorizia, del Comune di Redipuglia e dell'Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione, in  collaborazione della Biblioteca Statale «Stelio Crise», la Comunità degli Italiani di Capodistria, il Forum Tomizza, il Kulturni Dom di Gorizia, la Pro Loco di Fogliano, il Kulturni Dom di Cividale del Friuli.
Orario apertura mostra:
Lunedì- giovedì : 10.00 - 18.30
Venerdì e sabato : 10.00 - 13.30
Domenica e festivi chiuso 
Ingresso libero

Come afferma Maurizio Messina, Direttore a interim della Biblioteca Statale «Stelio Crise» di Trieste, nel suo testo di presentazione del catalogo Una stagione difficile. Opere su carta di Adriana Rigonat  questa mostra «è la prima iniziativa iconografica ispirata alla grande guerra in calendario alla Biblioteca Statale nel centenario dall’inizio del conflitto. Si è voluto dare il via alle manifestazioni su questo tema nel 2014, considerando che Trieste e le aree contermini furono immediatamente investite dallo scoppio delle azioni belliche.»

 Le opere scelte per la mostra di Adriana Rigonat sono ispirate a «una stagione difficile»: il periodo della Grande Guerra in una delle zone più martoriate di questo primo conflitto del Novecento.
Le immagini, come afferma la curatrice Isabella Bembo,  sono dedicate  a chi è rimasto, a tutti coloro, che sopravvivono, che  restano. Sono una riflessione sulla guerra osservata da lontano, guardata da un altro punto di vista: non quello sanguinoso, martoriato delle prime linee, dei soldati nelle trincee, vivi tra fango e sangue per giorni e notti senza fine, ma quello dei sentimenti sottili di impotenza e di abbandono  di chi resta, di chi si sente colpevole proprio perché c'è, perchè è ancora palpitante, perchè è sopravvissuto a tanto dolore, a tanta tragedia e non riesce più a concedersi il permesso di vivere.
Le opere  sussurrano un intimo lamento, una sofferenza ripiegata su se stessa,   parlano di sentimenti timidi, quasi non autorizzati di chi ha visto e che nulla ha potuto fare perchè qualcosa sia diverso.

Questa mostra non vuole essere una testimonianza documentalistica, ma dare spazio alla memoria dei semplici, offrire una pausa di riflessione, un'occasione per soffermarsi a pensare a tutte quelle «una stagioni difficili» che purtroppo si sono ripetute e si ripetono nella nostra storia.

 Le opere sono accompagnate dalla pubblicazione di alcuni brani inediti del diario di Luigi Soffiantini, un «fante paziente» che scrive a un amico, rimasto a casa, i ricordi dei suoi ultimi momenti di battaglia, della sua lunga prigionia e del ritorno a casa.
La mostra è un appuntamento itinerante che verrà ospitato in prestigiose sedi a Gorizia, a Redipuglia, e a Capodistria nel segno comune di una volontà di continuità e fratellanza.



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