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Rapper friulano? Si può, con Doro Gjat!

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C'è un rapper dal nome friulano, Doro Gjat, cantante rivelazione che usa il friulano per unire. Potete ascoltarlo il 23 aprile 2016 alla Sagra del vino di Casarsa. Nella città di Pasolini sarà in scena con le canzoni del nuovo album Vai Fradi. Già membro del gruppo Carnicats, Doro canta anche in lingua friulana e si sta facendo conoscere in tutta Italia. Il suo album d’esordio solista Vai Fradi è  “passato” pure su Italia 1 in un servizio dedicato dal tg Studio Aperto. Un successo che ha superato le barriere linguistiche. “Per me il friulano non è una barriera - precisa -, semmai può essere una barriera l’uso che se ne fa. Uso questo idioma come elemento caratterizzante della mia musica senza volerlo rendere per forza la pietra angolare del progetto. Nel mio disco il friulano c'è, ma non è eccessivo, non compromette la comunicabilità dei testi (che sono in gran parte in italiano) e soprattutto non priva chi non parla la 'marilenghe' della possibilità di apprezzare il messaggio del disco: ‘vai fradi', non dimentichiamocelo, parla di identità culturale prima che linguistica”.
A chi è interessato al concerto casarsese consiglia di non mancare. “Perché - spiega - ho alle spalle dei grandi musicisti, che sanno il fatto loro e allargano considerevolmente il bacino d'utenza della musica che faccio. Il mio background ha forti radici nell'hip-hop e nella black music in generale; tuttavia, il fatto di collaborare con musicisti di diversa 'estrazione' rende lo show dal vivo uno spettacolo allettante anche per chi non mastica il rap. Poi ci si diverte, si riflette, si balla, ci si ferma a considerare le cose importanti. C'è una piacevole alternanza di questi elementi, e ne vado un sacco fiero! Quindi passate a fare un giro perché ne vale la pena!”.
Il friulano occidentale di Casarsa comporta una diversa pronuncia di parte del suo nome (la parola Gjat che vuol dire gatto) rispetto alle altre zone del Friuli, ma per lui va bene così, come anche l’esibirsi nella città di Pier Paolo Pasolini che di quel friulano occidentale fu il più grande cantore. “Chissà - aggiunge - magari in futuro riuscirò a integrare il mio lavoro di musicista con la sua opera, anche se al momento trovo che l'altezza della sua prosa, il suo impegno nel sociale, la forza della sua figura nella storia del nostro Paese sia materia molto più alta di quella che un musicista può sperare di raggiungere”. Infine un messaggio di incoraggiamento ai giovani musicisti: “Non mollate. Se credete in qualcosa, se credete che quel qualcosa sia meritevole di uno sforzo prolungato e costante, allora non mollate! Tutto verrà ripagato, a suo tempo e proporzionalmente all'impegno che ci mettete. E, soprattutto: vai fradi, che un po' vuol dire proprio questo!”.   Foto di Francesco Gatto


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