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Il manifesto della bottega italiana

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28 ottobre 2018: a Milano a Golosaria, evento ideato da Paolo Massobrio con Marco Gatti,  sarà firmato il manifesto della Bottega italiana.

 

Eccovi i dieci punti essenziali.

• La bottega italiana è interpretazione del cambiamento e non nostalgia di una congiuntura passata
• La bottega italiana è un’impresa che interpreta la crisi come stimolo intraprendendo l’unica strada percorribile: la distinzione qualitativa
• La bottega italiana fa vivere il proprio territorio, raccontandolo attraverso le storie dei prodotti e dei produttori di prossimità capaci di tramettere il fascino di un luogo
• La bottega italiana deve fare rete sul territorio con altre botteghe, ma soprattutto coi contadini e gli artigiani, così da diventare un piccolo centro che rappresenta un forte motivo di attrattiva
• La bottega italiana è venditrice di stile di vita perché in grado di comunicare ai visitatori, in particolare esteri, l’italian way of life ossia la visione di un territorio con occhi nuovi
• La bottega italiana è presidio sul territorio, soprattutto nelle piccole realtà territoriali, ma ha l’ambizione, con la sua distintività, di attirare gente che arriva da molto lontano
• Il bottegaio diventa co-produttore perché consiglia e indirizza gli artigiani con cui collabora, senza gelosie, giacchè si ritiene un luogo dinamico e propulsore di continue scoperte 

• Il bottegaio è maestro d’accoglienza perché intuisce i desideri di chi entra e li stimola con esperienze nuove
• Il bottegaio è un bravo comunicatore on line, mantiene per raccontare il suo assortimento e chi sta dietro ai prodotti
• La bottega italiana non teme la concorrenza della GDO, ma la utilizza come stimolo alla creatività e alla personalizzazione dell’offerta. Integra vendita on line e off line, puntando sempre su uno storytelling efficace.

Articolo completo sul numero di ottobre del nostro mensile qbquantobasta #ociseioseguiqb


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