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Concerto organistico di Robert Velasco

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Sabato 24 settembre 2016 a Trieste il Festival Viktor Ullman propone presso la Sinagoga di via San Francesco 19 un concerto dedicato all’organo e alla produzione musicale organistica ebraica. Ingresso libero e gratuito. Il “Festival Viktor Ullmann” è dedicato, unico in Europa, alla musica concentrazionaria, degenerata e dell'esilio. Concerto dell'organista Roberto Velasco. L'introduzione al concerto sarà curata dal direttore artistico del Festival, M° Davide Casali.

Per la parte dedicata a Lewandowski si tratta di 9 piccole composizioni per organo o Harmonium o pianoforte, con una durata inferiore al minuto ciascuna. Lo stile è tipicamente classico, molto semplice, con la melodia al soprano e un accompagnamento quasi da corale. Si nota però, seppur nella brevità delle composizioni, la ricerca di un linguaggio armonico ardito per brevi frasi, che rendono questi pezzi particolarmente interessanti.

Wurzburger fu organista alla sinagoga di Francoforte, dove divenne famoso per le sue improvvisazioni su temi tratti dalla musica liturgica ebraica e per le sue esecuzioni di Bach e Buxtehude. La sua quasi completa cecità e la fragile salute del figlio maggiore non gli permisero di emigrare durante il regime nazista, così fu deportato a Lodz, dove il 12 febbraio del 1942 venne ucciso. Le due passacaglie, di cui una verrà eseguita da Velasco  sono le sole sue composizioni scritte pervenuteci.La passacaglia e fuga su Kol Nidre fu eseguita per la prima volta dal compositore stesso in un programma composto quasi esclusivamente da musica ebraica contemporanea nella sinagoga di Wiesbaden nell’aprile del 1934. Basata sulla grande preghiera dello Yom Kippur (giorno dell’Espiazione), la melodia forma l’inizio del tema che sostiene tutta la composizione.


L'arioso di Schmid in programma è una melodia accompagnata da altre 3 voci in una chiara forma ABA, quindi con ritornello finale simile all’inizio in fa maggiore, intercalato da una parte centrale in re maggiore con il canto al tenore, pertanto contornato da un basso e da due voci superiori. Si nota un’armonia molto ricercata, che a volte sembra quasi wagneriana, ricca di appoggiature e altre note estranee agli accordi basilari. Anche questo è un brano che vuole evitare i registri di colore per privilegiare le voci dolci dell’organo.

Delle quattro marce nuziali di Bloch, viene proposta la quarta, unica con il sottotitolo di “orientale cromatica”. La scrittura è molto fitta e complessa, con un uso virtuosistico del pedale dell’organo. Anche in questo caso sono presenti le registrazioni per organo Hammond.

La Rapsodia in Blue di Gershwin venne eseguita per la prima volta il 12 febbraio 1924 all’Aeolian Hall di New York e fu commissionata qualche mese prima da Paul Whiteman che ne fu anche direttore in occasione della prima. Il successo fu immediato, ma la composizione risultò alla fine frutto di tre mani: Gershwin, per la stesura pianistica, Ferde Grofé per la versione orchestrale e Whiteman per i tagli e i rimaneggiamenti vari. Gershwin infatti scrisse in origine una composizione contenente 50 battute in più della versione per piano e orchestra che siamo oggi abituati ad ascoltare, ma Whiteman rimaneggiò il manoscritto per meglio adattarlo a quelli che secondo lui erano i canoni di ascolto della musica a New York in quel periodo. Si tratta soprattutto di battute contenenti cadenze, ma nella presente trascrizione per organo sono state tutte incluse per restituire la composizione nella sua interezza.

Evento in collaborazione con la Comunità Ebraica di Trieste.

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