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Concerti al chiaro di luna

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Rud Lumen HarmonicumRud Lumen Harmonicum

CONCERTI AL CHIARO DI LUNA DELLA SOCIETÀ DEI CONCERTI TRIESTE SULLA TERRAZZA ESTERNA DEL CASTELLO DI MIRAMARE "SALONE MUSICALE DELL'OTTOCENTO". Secondo e ultimo appuntamento venerdì 9 settembre 2022 alle 21 con i "Concerti al Chiaro di Luna" al Castello di Miramare, organizzati dalla Società dei Concerti Trieste. Dopo il successo del primo appuntamento che ha visto quasi tutti i posti esauriti, ritornano sulla terrazza della dimora ottocentesca, compatibilmente con il meteo, la pianista friulana Rossella Fracaros e il baritono tedesco di origini ucraine, Viktor Rud insieme per la parte dedicata al "Salone musicale dell'Ottocento" mentre per i "Canti del Battello", un programma davvero particolare e di raro ascolto, il cantante sarà affiancato dal gruppo strumentale Lumen Harmonicum.

Pianoforte di CarlottaPianoforte di Carlotta

A suggellare la serata ci sposterà poi dalla terrazza all'interno del Castello per ascoltare, per la prima volta dopo il recente restauro, dai tasti del Fortepiano a tavolo di Carlotta il lieder "An Den Mond" di Franz Schubert. Il restauro dello srumento è stato reso possibile grazie all’Artbonus - attraverso un progetto che ha coinvolto il pubblico tra il 2018 e il 2019 in una raccolta fondi a favore di questa iniziativa - e grazie a un contributo del Ministero della Cultura. Il restauro è stato effettuato dalla ditta Damiani e Brezza di Piacenza. 

In caso di maltempo il concerto si terrà nella Sala del Trono del Castello di Miramare.

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PIANOFORTE A TAVOLO 

 

Lo strumento è databile alla metà del XIX secolo, in stile Biedermeier, realizzato in legno di abete impiallacciato in noce con elementi decorativi in metallo e avorio. Poggia su quattro gambe di forma troncopiramidale, tornite, dorate alle estremità e dotate di rotelle per poterlo spostare agevolmente mentre il sostegno centrale della pedaliera è sagomato a lira. Aprendo il copri tastiera è visibile una placca in legno scuro con l’incisione in ottone J. Wopaterni che permette di attribuire lo strumento all’omonima manifattura, operante a Vienna nella prima metà dell’Ottocento.

Nella documentazione contabile della cassa dell’arciduca Massimiliano frequenti sono le spese dedicate alla musica: affitto di pianoforti, accordatura, acquisto di spartiti, pagamento di musicisti, fornitura di composizioni originali. Altra voce che compare spesso è quella delle lezioni di pianoforte che Carlotta prendeva a Trieste, così come a Venezia e Milano. Nonostante non ci siano testimonianze dirette in proposito, si tramanda che lo strumento sia stato acquistato da Massimiliano per lo svago proprio e della moglie. Si conserva infatti una ricevuta firmata dal commerciante Giov. di Bart. Ravasini in cui conferma di aver ricevuto 225 fiorini <<per saldo d’un pianoforte in legno di noce, a tavolo, di buona qualità, della fabbrica di Vienna Jos Wopaterni, consegnato il 22 gennaio 1855.

La tavola armonica è interamente in legno senza rinforzi metallici ed è stata oggetto, come altre parti della meccanica dello strumento, di sostituzione in seguito a un vecchio restauro. La tastiera ha un’estensione di sei ottave complete e una sesta (Do 0 – La 6), comune a Vienna a partire dagli anni Trenta dell’Ottocento ed è parte di una meccanica di tipo “viennese”, completata da due pedali, a sinistra quello “a corda”, a destra il “forte”.

 


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