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Alle origini del brand: made in Roma and in Aquileia

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Inaugurata sabato 11 febbraio 2017 la mostra “Made in Roma and Aquileia” nella sede di Palazzo Meizlik ad Aquileia, accanto alla Basilica. Protagonisti il bollo, il marchio, il contrassegno. Il logo, il brand, per dirla con termini più attuali. Aquileia, come Roma, racconta- attraverso gli oltre trecento pezzi in esposizione- lo svolgersi nel tempo di un rapporto tra produttore/venditore e acquirente e, allo stesso tempo, quello tra l'acquirente e l'oggetto comprato. Una denominazione di origine e un atto di comunicazione che offrono  garanzie di qualità. I nomi parlano di visione e gestione imprenditoriali nel cercare e trovare sbocchi di mercato sempre più ampi e recettivi. Si produce, si esporta, si importa: Aquileia, città fondata nel 181 a.C. al limite tra il Mediterraneo e il mondo che si allarga oltre la cerchia alpina, è, con il suo grande porto fluviale, un vero e proprio microcosmo economico.

La mostra-  promossa e organizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con l’Assessorato alla Crescita Culturale di Roma Capitale e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali – Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali, il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, il Comune di Aquileia e l’Associazione Nazionale per Aquileia- rimarrà aperta fino al 31 maggio 2017.
Il percorso espositivo, curato da Annalisa Giovannini, Marta Novello e Cristiano Tiussi, comprende 156 pezzi aquileiesidel Museo Archeologico Nazionale di Aquileia e 150 pezzi provenienti dall’esposizione che si è appena chiusa con molto successo ai Mercati di Traiano di Roma: in mostra il collare di bronzo di uno schiavo, vetri, lucerne, gemme, anfore di varie fogge da vino e da olio, tegolem strumenti medicali e altri oggetti di uso quotidiano nell'antichità tutti caratterizzati da marchi, loghi, firme e i più diversi segni di proprietà e appartenenza.

Come ha sottolineato il Presidente della Fondazione Aquileia Antonio Zanardi Landi «confidiamo che la mostra consenta anche di valorizzare un concetto semplicissimo, ma in cui crediamo fortemente: i prodotti della regione di cui Aquileia ha costituito per secoli il punto di riferimento primo hanno un grado di eccellenza che si ricollega  idealmente a duemila anni di storia e ad una cultura della produzione  che ha radici profonde nel mondo romano e delle grandi città filiate da Roma.   In altre parole: se in Friuli Venezia Giulia e nei territori vicini operano con successo, riconosciuto a livello mondiale, grandi produttori di acciai speciali e di ferro, grandi artisti del vino, avanzatissimi produttori di medicinali, anch'essi leader globali, orafi di grande successo, fantasiosi artisti del vetro e così via, tutto questo non è frutto del caso.   Il successo di oggi va ricollegato a una ricerca di eccellenza iniziata in queste terre ancor prima della nascita dell'Impero e quando buona parte d'Europa era ancora abitata da popolazioni nomadi e con un'economia di sussistenza».

Simboli e manufatti ci parlano di una società culturalmente ricca, crocevia di mercanti, di scambi e d’arte raffinata. Attraverso i sigilli in mostra ad Aquileia emerge la capacità di rappresentare in modo esplicito sia l’appartenenza ad un gruppo sia la sua specifica diversità: in essi troviamo l’identità di questi luoghi, plurale, stratificata eppure fortissima, come ha sottolineato l'assessore regionale alla Cultura Torrenti.

Cristiano Tiussi, archeologo e direttore della Fondazione Aquileia definisce la mostra «un viaggio straordinario nel mondo dei marchi di produzione e proprietà del mondo romano e nelle scritte più estemporanee di possesso. È sorprendente, pur nelle innegabili differenze, la modernità di questo uso. Marchi che denotano l’orgoglio per il lavoro eseguito, per la qualità del prodotto e che talvolta sono una forma di “tracciabilità”, una certificazione d’origine. In età romana si marchiava tutto, dai laterizi ai vetri agli oggetti in metallo, ai medicinali, ai gioielli.

La mostra testimonianza evidenzia un’Aquileia dove si produceva, si esportava e si importava, un centro dinamico dove vigevano le pratiche del bollo, del marchio e del contrassegno. Per la Fondazione, come ha ricordato Zanardi Landi nwel corso dell'inaugurazione, questa mostra rappresenta il terzo appuntamento di un percorso che ha registrato il raddoppio del numero dei biglietti d’ingresso venduti rispetto al 2015, grazie alle due precedenti rassegne: “Archeologia ferita. Il Bardo ad Aquileia” e “Leoni e Tori dall'Antica Persia ad Aquileia”.


La mostra si potrà visitare fino al 31 maggio 2017 con i seguenti orari di apertura: dal martedì al venerdì  dalle 10 alle 17, il sabato e domenica dalle 10 alle 19. Il biglietto d'ingresso è di € 4, ridotto a € 2 per i possessori del biglietto Unico per Aquileia e delle fidelity card del Palmanova Outlet Village  e gratuito per i minori di anni 18 e per chi possiede la FVGCard grazie alla collaborazione con PromoTurismoFvg.


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