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Cocciuto, che bel nome Cocciuto

Cocciuto, ristorante e pizzeria di Via Bergognone 24 a Milano. Ristorazione che coniuga alta qualità delle materie prime, servizio accurato e design urban chic. Cocciuto vuole essere innovazione della pizzeria; porta la firma di Paolo Piacentini, imprenditore noto per aver collaborato alla realizzazione di importanti format internazionali, e di Michela Reginato, già imprenditrice nella moda, con una grande passione per il mondo enogastronomico. Il locale si chiama così per l’ostinazione che Paolo e Michela hanno avuto nell’affrontare ostacoli e imprevisti per portare a termine il loro progetto, anche quando la voglia di arrendersi poteva avere la meglio. Ma invece hanno insistito in modo caparbio. Cocciuto appunto.  Il progetto architettonico e decorativo è a cura di Paolo Piacentini, che ha voluto effettuare un recupero dell’edificio che prima ospitava una banca. Nove le vetrine che si aprono su Via Bergognone e Via Savona. I 260 metri quadrati, per un totale di 80 coperti, con sedute comode ed eleganti, pezzi d’arredo selezionati e giochi di cromie conferiscono un tono di ricercatezza agli ambienti. Le ‘imperfezioni’ del locale diventano i suoi tratti distintivi: in mezzo alla sala si trova una colonna rimessa a nuovo è divenuta centro focale, davanti al forno a vista con i pizzaioli al lavoro. 

 

Cocciuto via Bergognone 24, Milano tel. +39 02 36528327 aperto tutti i giorni a pranzo e cena

 

Resi noti al Prowein i vincitori del Concorso Mondiale del Sauvignon

Resi noti al ProWein di Düsseldorf (Germania) i vincitori della 10^ edizione del Concorso Mondiale del Sauvignon tenutosi a Udine dal 7 al 9 marzo 2019. ITALIA SUL PODIO AL TERZO POSTO DOPO FRANCIA E AUSTRIA. DUE TERZI DELLE MEDAGLIE ITALIANE SONO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA. Tra i 6 Trofei Rivelazione anche un friulano, il Sauvignon Braida Santa Cecilia della Cantina Pitars di San Martino al Tagliamento (Pordenone) I risultati sono stati comunicati oggi, 17 marzo, al ProWein di Düsseldorf (Germania) alla presenza, oltre che degli organizzatori, anche dell'assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier, dell'assessore alle Attività Produttive, Turismo e Grandi eventi del Comune di Udine, Maurizio Franz, e di Renato Pontoni della Pregi, società incaricata dall'Ersa (Ente Regionale per lo sviluppo rurale del Fvg) di organizzare in loco la manifestazione. «I risultati della 10ª edizione del Concorso Mondiale del Sauvignon ci riempiono di soddisfazione e dimostrano, ancora una volta, la qualità dei nostri vini – commenta ZanNier –. Le 35 medaglie che l’Italia si è aggiudicata, con un incremento di oltre il 60% rispetto alla scorsa edizione, di cui ben 26 al Friuli Venezia Giulia, sono motivo di orgoglio così come lo è sapere che il trofeo Rivelazione Sauvignon italiano è stato conferito a un’azienda vinicola del nostro territorio. Si tratta di risultati che confermano la capacità dei nostri produttori e danno lustro all’intera regione».

I giurati a Udine in Sala AiaceI giurati a Udine in Sala Aiace

 In tutto, su 1.010 vini in gara valutati da una giuria composta da una settantina di esperti internazionali, sono state assegnate 122 Medaglie d’Oro e 180 Medaglie d’Argento a Sauvignon provenienti da Francia, Austria, Italia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Spagna, Cile, Bulgaria, Germania, Stati Uniti, Slovenia, Slovacchia, Romania, Svizzera, Repubblica Ceca, Turchia, Grecia e Argentina. La Francia è ancora in testa alla classifica con 157 medaglie vinte (il 24% in più, rispetto al 2018). Con 45 medaglie, l'Austria si è assicurata il secondo posto. L'Italia, con le sue 35, si è classificata terza, con un notevole incremento - del 66% - rispetto all'anno scorso. Due terzi delle medaglie italiane sono state assegnate a Sauvignon provenienti dal Friuli Venezia Giulia che si è aggiudicato in tutto 26 medaglie, 12 d'oro e 14 d'argento. Con il 31% in più di medaglie rispetto all'anno precedente, la Nuova Zelanda è salita al quarto posto, seguita dal Sudafrica.

Sei i  trofei Rivelazione ad altrettanti vini che hanno ottenuto il più alto punteggio, distinguendosi per l'eccellenza del Sauvignon bianco nelle diverse categorie. Unico in Italia, come scritto sopra, è stato premiato come Rivelazione il Sauvignon 2018 Braida Santa Cecilia della Cantina Pitars di San Martino al Tagliamento. Gli altri Trofei rivelazione sono stati assegnati a Sauvignon non barricato Weingut Dreisiebner Stammhaus, 2017 Sauvignon blanc Hochsulz, Stiria meridionale, Austria; Sauvignon barricato St. Supery Estate Vineyard & Winery, Dollarhide Sauvignon Blanc 2017, Napa Valley, Stati Uniti; Blend Château Magence, 2015 Château Magence, Graves, Francia; Sauvignon biologico Domaine des Emois, 2018 Domaine des Emois, Sancerre, Francia. Il Trofeo Dubourdieu 2019, che premia ogni anno il vino capace di rivelare l’espressione più pura e raffinata del Sauvignon, è Domaine Delobel, 2017 Cuvée Exponentielle, Touraine, Francia. Quest'ultimo Trofeo è stato creato nel 2017 come tributo al prof. Denis Dubourdieu, padrino del Concours Mondial du Sauvignon dalla prima edizione. Nel 2020, il Concours Mondial du Sauvignon tornerà in Touraine, che ha ospitato la competizione nel 2013.

I sei sauvignon rivelazioneI sei sauvignon rivelazione

 L'elenco completo dei vincitori è consultabile QUI   

 

 

Quattro nuovi chef in JRE Slovenia

“Black and White”: una splendida serata, con cena di beneficenza, ha festeggiato nella Torre medievale dell’hotel Evropa di Celje l’ingresso di quattro nuovi chef nella famiglia dei Jeunes Restaurateurs d’Europe della Slovenja: David Vračko, Grega Repovž, Gašper Puhan, Luka Košir. 

La vulcanica presidente Marcela Klofutar, del ristorante Vila Podvin, ha saputo coinvolgere tutti i cuochi dell’associazione (assenti giustificati Ana Roś, Tomaž Kavčič e Jure Tomič, peraltro molto attivi tra i Jre in qualità di ex presidenti e rappresentanti dell'associazione  in Europa). “Una scelta non casuale quella che ha voluto un dress code in bianco e nero, per sottolineare le diversità e i contrasti della Slovenia – ha spiegato. "Abbiamo voluto mettere assieme l’esperienza degli chef professionisti con la freschezza dei giovani studenti. Il denaro raccolto sarà infatti utilizzato per finanziare alcune borse di studio per giovani camerieri nei ristoranti Jre in tutta Europa”. ph Rok Dezelakph Rok Dezelak 

Dopo i finger food accompagnati dai vini offerti dalla famiglia Puklavec e da Vina Koper, la cena ha avuto inizio con un delizioso piatto a base di salmone, zenzero, ostrica e cetriolo. Particolari i canestrelli serviti con cavolfiore, limone e uova di trota.

Gusto deciso per il pollo con patate, cappuccio e topinambur, che ha fatto da prologo al cervo con tarassaco e scalogno, servito con un ristretto di carne.

Si può definire sublime, per quanto insolito, il gelato ai porcini, con ginepro, abete e ribes nero.

Un mix davvero coinvolgente che ha visto lavorare assieme alle new entry gli altri membri della famiglia JRE Slovenia, i quali stanno esplorando con risultati eccellenti, la ricchezza della diversità della loro nazione, costruendo in tal modo il futuro culinario del paese che nel 2021 sarà “regione europea per la gastronomia”.

credit foto: Rok Dezelak

Glocal Gourmet

La società Hit in collaborazione con la Scuola di biotecnologia di Šempeter pri Gorici e lo chef italiano Emanuele Scarello due stelle Michelin, lancia il progetto GLOCAL GOURMET, con l'obiettivo di costruire un ponte tra la ricchezza enogastronomica locale e lo stile di vita più sostenibile. L'impegno comune mira allo scambio di competenze nel settore dell'enogastronomia e alla riduzione d'uso della plastica nell'ambiente lavorativo e nelle nostre case. Nella foto in alto alcuni allievi, la preside-Barbara Miklavčič Velikonja, lo chef Emanuele Scarello, gli Matjaž Šinigoj e Dalibor Janačković.


I cuochi devono impegnarsi a tutelare la biodiversità, ha sottolineato Scarello, "devono mettere qualcosa di diverso nel piatto oltre al cibo”. Aderisco quindi con convinzione a Glocal Gourmet, il progetto promosso dal gruppo Hit di Nova Gorica. ‟Crediamo nel futuro sostenibile, rendendone un'opportunità per aumentare il valore aggiunto del turismo,‟ ha dichiarato  Martin Šabec, direttore dell'hotel Perla, dove è nato il progetto, volto inannzitutto al 2021, quando la Slovenia sarà la Regione Europea della Gastronomia. Infatti, proprio la cucina rappresenta il ponte tra la ricchezza enogastronomica locale e lo stile di vita più sostenibile. Per questo motivo nella società Hit sono nate diverse iniziative, tra cui primeggia l'impegno per ridurre l'uso della plastica nell'ambiente lavorativo". Il concetto di local è la base dell'eccellenza".  Col progetto Glocal Gourmet, che vede coinvolti i cuochi del gruppo Hit guidati dallo chef Matjaz Sinigoj, si punta a diffondere pratiche, sostenibili fin dalla scuola: bene 380 gli allievi della scuola di biotecnologia di Nova Gorica che forma  sia i futuri agricoltori sia i futuri cuochi.  Con Glocal Gourmet sono in programma anche eventi culinari di alto livello, ospitati dal ristorante Calypso. A partire dal 21 marzo quando chef ospite sarà proprio Scarello. 

 

Verticale Zidarich otto annate di Terrano

A Prepotto del Carso nella Osmiza di Beniamino Zidarich si è tenuta una verticale di ben otto annate del suo Terrano. Annate proposte tutte alla cieca e in ordine casuale. qbquantobasta naturalmente era presente, non capitano tutti i giorni proposte enoiche così stimolanti.

Una sorta di gioco che si è rivelato molto interessante per capire l’evoluzione del varietale, così scontroso da giovane ma che, con il passare degli anni, seppur mantenendo la sua personalità, risulta finemente elegante. La sua naturale freschezza lo rende longevo, rivelando un vino, che per i suoi soli 12° (il Petrus insegna), è adatto all’invecchiamento regalando complessità olfattiva nei terziari e persistenza gustativa elevata. Le annate in esame: 2017-2016-2014-2010-2009-2008-2007 e 2006.
Per  i partecipanti era stata preparata una slide con le caratteristiche gusto/olfattive per ogni singola annata. Gli “onavisti” - la serata era organizzata da Onav Trieste con il delegato Robi Jakomin, come un’anteprima all'imminente TERANUM, che si terrà domenica 17 marzo 2019 all’Hotel Savoia di Trieste. sono stati all’altezza nell'interpretare le diverse espressioni del vino, individuando le annate più giovani o più problematiche come quella del 2014 o le annate più importanti per condizioni climatiche ottimali.

ll Terrano secondo Beniamino
Solo vendemmia a mano in piccole cassette. L’uva viene diraspata per andare poi in tini aperti, dove avviene la fermentazione sulle bucce con i soli lieviti indigeni. Durante questo processo vengono fatte  follature giornaliere in assenza di controllo di temperatura. Una volta che viene svolta la malolattica in grandi botti di rovere, il vino viene affinato per due anni in botti di Slavonia di varie misure. Poi viene imbottigliato senza filtraggio. Dopo poco più di due anni il Terrano è pronto per essere messo in commercio.
L’annata 2017, si trattava infatti per noi di un’anteprima, verrà infatti messa in commercio a fine estate. E’ stata prontamente individuata per la sua giovinezza. Profumi di frutta rossa, vinoso in bocca, con tannini appena percepibili, la freschezza la fa da padrone. Le note erbacee e le leggere note agrumate denotano ancora un carattere “nervoso” del vino non ancora pronto. Questi mesi che lo separano al debutto ufficiale lo renderanno sicuramente piacevole e maturo.
La 2014 si rivela facilmente, come ben ricordiamo è stata un’annata difficile, piovosa e fredda. Il vino si presenta con corpo magro e agile, con aromi eleganti e non intensi di frutta rossa. L’acidità ci riporta al Terrano della tradizione, pur rimanendo elegante. Un vino sicuramente longevo che darà grandi soddisfazioni nel tempo.
Il gioco si fa più difficile con le altre annate di grande complessità gusto/olfattiva, frutta rossa matura che tendono talvolta a note sottospirito, leggere spezie e in alcuni casi a note di tabacco e cioccolato. Il legno è presente sempre in modo elegante, con le note di vanillina sempre molto leggera. Le varie sfumature confluiscono tutte in un comun denominatore: freschezza unita a morbidezza, equilibrio ed eleganza. Un altro fattore, non meno importante, in tutti i vini testati, è la mancanza dell’essenza di riduzione, elemento non da poco per vini di oltre dieci anni.  L’annata 2007, a mio avviso, è risultata la più complessa. Note di frutta rossa sotto spirito, spezie dolci e tabacco. Terziari evoluti con note minerali che possono ricordare gli idrocarburi. Un vino decisamente vibrante con tutta la sua eleganza, equilibrio e lunga persistenza. La serata si è conclusa con un fuori programma! Una Riserva 2006 (50 ml) da una selezione di uve del vigneto storico Lehte… Un’esplosione di frutta rossa matura! 



E’ stato un incontro didattico e di approfondimento di grande spessore enoico.  Un plauso per la passione a un grande viticoltore del Carso come Benjamin Zidarich, per gli amici Beniamino!

 

Olio Capitale: extravergine di oliva esperienza culturale e trend turistico

Venerdì 15 marzo alle 10.30 nella Oil Room della Stazione Marittima di Trieste convegno inaugurale della XIII edizione di Olio Capitale 2019, dal titolo: "L’olio extravergine di oliva: esperienza culturale e trend turistico".  L’enogastronomia è sempre più una esperienza culturale che entra con forza tra i trend del turismo. Per la World Tourism Organization, il turismo enogastronomico è un segmento in forte ascesa tra i più dinamici all’interno del settore; secondo la World Food Travel Association la componente enogastronomica ha acquisto una rilevanza considerevole nelle scelte di viaggio: il 93% dei turisti leisure (quelli che viaggiano per svago, vacanza, motivi personali e culturali e non per impegni professionali o di studio) ha partecipato a esperienze a tema rilevanti nel corso delle sue più recenti vacanze e il 49% ha indicato il cibo, il vino e l’olio extra vergine d’oliva le ragioni principali di almeno un proprio viaggio negli ultimi due anni.

Di questo e molto altro si parlerà al convegno inaugurale di Olio Capitale - il Salone degli oli extravergini tipici e di qualità organizzato dalla Camera di Commercio della Venezia Giulia e realizzato da Aries Scar. Del convegno dal titolo “Olio extravergine di oliva, risorsa culturale e turistica” in programma, come su accennato venerdì 15 marzo alle 10.30 nella Oil Room della Stazione Marittima di Trieste - sarà ospite anche Roberta Garibaldi, esperta di turismo enogastronomico, docente universitaria, membro del Board of Advisors e Ambasciatore per l’Italia della WorldFood Travel Association, autrice del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano con la relazione sul tema “L’olio e la crescita del turismo enogastronomico”. Moderato dal giornalista enogastronomico Paolo Massobrio, il convegno vedrà la partecipazione del presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia Antonio Paoletti, del presidente delle Città dell’Olio Enrico Lupi, del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, dell’assessore alle autonomie locali, sicurezza, immigrazione, politiche comunitarie e corregionali all'estero della Regione Friuli Venezia Giulia Pierpaolo Roberti, di Roberto Decorti per Crédit Agricole Friuladria. Inoltre, interverrà anche Diana Candusso Responsabile Area Enogastronomia – PromoTurismo FVG sul tema “L’esperienza del turismo enogastronomico nel Friuli Venezia Giulia e la Strada del Vino e dei Sapori”. A tirare le conclusioni sarà l’on. Lorenzo Viviani, XIII Commissione Agricoltura - Camera dei Deputati.

Gli appuntamenti da non perdere di Olio Capitale 2019 dedicati all’approfondimento non finiscono qui. Lunedì 18 marzo alle 10.30 il Salone degli oli extravergini tipici e di qualità ospiterà un talk show organizzato dall’Associazione nazionale Città dell’Olio in collaborazione con la Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe). Titolo dell’evento, condotto dal giornalista enogastronomico Paolo Massobrio, “Ristorazione 4.0: nuovi scenari tra qualità e sostenibilità”. Sono previsti gli interventi del presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia Antonio Paoletti, del presidente dell’Associazione nazionale Città dell’Olio Enrico Lupi, del direttore generale della Fipe Roberto Calugi, del capo panel e vice presidente Onaoo Marcello Scoccia e di Gaetano Simonato chef Ristorante Tano Passami l’Olio Milano – 1 stella Michelin. Si parlerà del ruolo della digitalizzazione quale strumento di marketing per le attività del pubblico esercizio e dunque di una ristorazione destinata a essere sempre più 4.0 senza dimenticare però i valori fondamentali della qualità del prodotto, della tradizione e della sempre più necessaria sostenibilità ambientale. Al termine del talk show è prevista una degustazione degli oli extravergine guidata da Emanuele Battista, esperto assaggiatore di OLEA.

 

Sementi del sapere biodiversità in agricoltura

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Per promuovere l’applicazione Trattato Internazionale (ITPGRFA)  sulle risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura e realizzare un interscambio tra le buone pratiche adottate in Italia e, in particolare, alla Banca del Germoplasma Autoctono Vegetale dell’Università di Udine, e quelle adottate in Brasile nel Nord del Minas Gerais dal Centro di Agricoltura Alternativa “Vicente Nica” di Turmalina, nell’ambito del progetto di cooperazione internazionale “Sementi del sapere” finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia è in programma  un Seminario internazionale intitolato “Sementi del sapere. Biodiversità e sementi per le comunità locali: casi di studio tra Friuli e Minas Gerais”, giovedì 14 marzo 2019 al Polo scientifico dell’Università di Udine, in via delle Scienze 206, Aula 3 (piano terra lato nordest), organizzato dal Dipartimento di Scienze AgroAlimentari, Ambientali e Animali (DI4A) dell’ateneo friulano, in collaborazione con l’ong CeVI, Centro di Volontariato Internazionale, e il Comune di Mereto di Tomba, con il sostegno della Regione. Il seminario è motivato dall’urgenza di sottolineare che la biodiversità agricola, strategica per la sostenibilità alimentare dell’umanità, continua ad essere a rischio di erosione in diversi ambiti e contesti produttivi. A livello mondiale, attualmente solo 150 specie vegetali sono coltivate, 12 delle quali forniscono approssimativamente il 75 % del nostro alimento e 4 di esse producono più della metà del cibo che viene ingerito dall’uomo. Questa “involuzione” ha incrementato la vulnerabilità dell’agricoltura e ha impoverito la razione alimentare umana. Il risultato è che alcune coltivazioni locali sono ora sottoutilizzate o trascurate.

Il Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura (ITPGRFA), che ha come obiettivi la conservazione e l’uso sostenibile di tutte le risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dal loro uso, è in armonia con la Convenzione sulla Diversità biologica, per un’agricoltura sostenibile e la sicurezza alimentare ed è stato ratificato dall’Italia con la legge n. 101 del 2004.

Apertura dei lavori alle 9.15: a introdurli e coordinarli sarà Fabiano Miceli del DI4A dell’Università di Udine. Interverranno Paolo Ceccon, direttore del DI4A dell’Università di Udine, Sara Tesi del Servizio Relazioni Internazionali della Regione, Marco Iob del CeVI, Centro di Volontariato Internazionale, e Mario Marino della FAO, Segretariato del Trattato Internazionale sulle risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura, sul tema “Impatto delle politiche multilaterali per la conservazione e l’uso sostenibile delle risorse genetiche”. In chiusura della prima tornata di interventi, Riccardo Bocci, direttore tecnico di Rete Semi Rurali, sul tema “Dalla conservazione alla gestione collettiva della diversità agricola: le nuove sfide dell’agricoltura”.

Dopo il coffee break, sarà la volta di Clebson Souza de Almeida, tecnico agronomo del CAV, Centro di Agricoltura Sostenibile di Turmalina (Minas Gerais, Brasile) sul tema “Di mano in mano, la storia si coltiva nel terreno: conservazione e recupero delle sementi autoctone nella valle dello Jequitinhonha, Brasile”, Costantino Cattivello dell’ERSA, agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia, sull’attività di recupero e valorizzazione della biodiversità vegetale erbacea da parte della stessa agenzia in regione, Pietro Zandigiacomo, coordinatore della BaGAV, Banca del Germoplasma Autoctono Vegetale sul tema “Attività e ruolo della Banca del Germoplasma Autoctono Vegetale del Friuli Venezia Giulia”. Infine Giulia Cesarin, coordinatrice della filiera intercomunale “Pan e farine dal Friûl di Mieç”, sul tema “Seminiamo diversità, creiamo resilienza”. Dopo le conclusioni, previste per le ore 12.30, visita alla BaGAV. 

Verticale di Terrano da Zidaric

Il TERRANO secondo Benjamin Zidarich! Fantastica verticale di 7 annate diverse organizzata da Onav Trieste a Prepotto (TS), per martedì 12 marzo pochi giorni prima dell'imperdibile appuntamento del 17 marzo 2019 TERANUM e i vini rossi autoctoni dell'Alpe Adria, organizzato dall'Associazione dei Viticoltori del Carso. 

qbquantobasta non mancherà!  Assieme al produttore conosceremo da vicino e degusteremo 

Terrano 2017

Terrano 2016

Terrano 2015

Terrano 2014

Terrano 2010

Terrano 2008

Terrano 2006

 

PITARS SAUVIGNON RIVELAZIONE 2019

Al Concours Mondial du Sauvignon 2019 il Sauvignon di Pitars Braida Santa Cecilia 2018 è il vino "rivelazione", migliore Sauvignon d'Italia.  Tra gli oltre 1.000 vini degustati alla cieca provenienti da 26 paesi, i 73 i giudici internazionali hanno decretato il vino dell'azienda  Pitars - i cui 140 ettari si estendono sulle sponde del Tagliamento, tra le province di Udine e Pordenone -  come il migliore italiano e tra i migliori al mondo. "Una immensa soddisfazione" - afferma Bruno Pittaro, terza generazione della famiglia di vignaioli e uno dei titolari dell'azienda di San Martino al Tagliamento. "A monte di questo risultato c'è una nuova attenzione alle potenzialità del nostro terroir, dettata dall’amore per il nostro lavoro di vignaioli e da un sodalizio tra generazioni che ha saputo trovare nell’armonia di tradizione e modernità la propria personale strada verso l’eccellenza. Questo premio ci gratifica e ci sprona a proseguire nella valorizzazione dei nostri vigneti, nella cura della vinificazione e nella promozione del nostro territorio. È con orgoglio friulano che ringraziamo una giuria attenta che ha saputo cogliere ed apprezzare il nostro impegno, premiando la struttura aromatica e la sapidità del nostro Sauvignon." 

La cerimonia di proclamazione si è svolta domenica 17 marzo a Düsseldorf, in occasione del ProWein 2019, rinomata fiera internazionale del settore, a cui hanno presenziato l'Assessore Regionale alle Risorse agricole, forestali e ittiche, Stefano Zannier e gli organizzatori del Concorso. "I risultati di questa decima edizione del Concorso Mondiale del Sauvignon ci riempiono di soddisfazione e dimostrano ancora una volta la qualità dei nostri vini", ha dichiarato Zannier. 

 

 

è bello ed è gratis

Giornata europea della musica antica

Il 21 marzo, Giornata Europea della Musica Antica, Wunderkammer Trieste propone un concerto speciale, fra l'altro nello stesso giorno del compleanno di Johann Sebastian Bach. Nel 2019 ricorrono anche i trecento anni della fondazione del Porto di Trieste e il tricentenario della fondazione della Royal Academy of Music istituita a Londra nel 1719 da Georg Friederich Händel. Appuntamento alle 20.30 nella Sala delle Colonne della Torre del Llyod, sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale con un programma che ha come titolo “Dal Silenzio del Tempo” con musiche di Bach, Mozart, Le Carpenter e Haydn anche Händel, suonate dallo strumento antico per eccellenza, il clavicordo, da Alessandra Sagelli, vincitrice di numerosi concorsi di pianoforte, clavicembalo e fortepiano. Tastiera suprema, il clavicordo adopera martelletti di metallo, detti tangenti, che possono generare effetti impossibili per il pianoforte. Tra i brani in programma La Sarabanda dalla suite per clavicembalo di Händel è uno dei brani più famosi in epoca moderna del compositore naturalizzato inglese, grazie alla sua grande teatralità e al suo carattere fortemente orchestrale, celebre al punto da essere inserita, in una versione riarrangiata per archi e timpani, da Stanley Kubrick nel suo capolavoro cinematografico Barry Lyndon del 1975. Ingresso libero con prenotazione: 370 3071812 dalle 17:00 alle 19:00 oppure scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

FVG sede dell'International Wine Tourism Conference

L’International Wine Tourism Conference sceglie il Friuli Venezia Giulia come prossima sede dell’evento più importante per il turismo enogastronomico mondiale. È avvenuto nei giorni scorsi il passaggio di testimone dai Paesi Baschi (sede dell’evento di quest’anno) al Friuli Venezia Giulia - sede dell’edizione 2020. Sarà il Friuli Venezia Giulia, e in particolare Trieste, la sede della dodicesima edizione dell’evento mondiale più importante per l’industria del turismo enogastronomico: l’International Wine Tourism Conference. Fondata in Spagna nel 2009, la conferenza si tiene ogni anno in destinazioni in ascesa per il turismo enogastronomico, da  Porto a Tbilisi, dalla Champagne ai i Paesi Baschi, sede dell’edizione di quest’anno, dove lo staff di PromoTurismoFVG ha presentato nei giorni scorsi il territorio del Friuli Venezia Giulia davanti a più di 250 tour operator, giornalisti e stakeholder internazionali provenienti da tutto il mondo, raccogliendo il testimonial virtuale dalla città di Vitoria-Gasteiz.
La scelta di svolgere la nuova edizione in Friuli Venezia Giulia rappresenta per la regione un’ulteriore conferma che le strategie portate avanti in questi anni per valorizzare l’offerta enogastronomica, unita al turismo e, in questo caso, al segmento congressuale, sta portando grandi risultati. A seguito della candidatura della regione, il board organizzativo di IWINETC ha visitato diverse destinazioni e scelto tra tutte il Friuli Venezia Giulia per l’ospitalità ricevuta in loco, per la conformità delle strutture ricettive e congressuali, per la garanzia di ricevere da PromoTurismoFVG tutto il supporto logistico e organizzativo necessario e, non da ultimo, per essere una destinazione in ascesa come meta per il turismo enogastronomico. L’evento si svolgerà in Friuli Venezia Giulia dal 24 al 26 marzo 2020 con la partecipazione di esperti del settore provenienti da tutto il mondo, che prenderanno parte a conferenze, workshop, degustazioni e itinerari alla scoperta del patrimonio enogastronomico regionale.

Da giornalista a personal chef

Carbonara con asparagi e mandorleCarbonara con asparagi e mandorle

Non un personal chef qualsiasi, ma un giornalista chef che crea menù personalizzati in un modo unico e speciale: basandosi sulle storie di vita dei suoi clienti e individuando i loro desideri in cucina con una speciale intervista. Giorgio Giorgetti è un giornalista che a 52 anni ha scelto di cambiare la sua vita e trasformare la passione per i fornelli in un lavoro: è diventato chef a domicilio. L’offerta di Cucino di te, questo il nome del suo servizio, alla prima occhiata, non sembra differenziarsi molto da quella di qualsiasi altro chef a domicilio: una spesa concordata con presentazione dello scontrino di acquisto, la preparazione del pranzo o della cena a casa propria e il riordino di stoviglie e cucina. Cucino di te crea il menù direttamente con il cliente, in modo che sia frutto di un’intuizione, un vostro racconto, di un’esperienza di vita che vi ha positivamente segnato: un piatto mangiato in un viaggio lontano che ha lasciato affascinati, il menù del proprio matrimonio ricreato alla perfezione, la specialità che si è vista preparare in un programma tv… tutto è possibile e viene compreso, interpretato e studiato grazie a un’intervista sondaggio che permette al cuoco giornalista di avvicinarsi, quando non ci sono richieste specifiche, ai gusti dei suoi ospiti e ideare piatti nuovi e creativi su misura di quel palato. 

Risotto allo spumante con asparagi e capesanteRisotto allo spumante con asparagi e capesante
Giornalista professionista dal 1997, sommelier Ais dal 1998,  appassionato di cucina e vini da sempre. chef a domicilio dal 2016. Giorgio Giorgetti ha frequentato il corso della Federazione Italiana Professional Chef (FIPPC), completando la formazione pratica in diversi ristoranti tra cui il Convito di Villa Curina di Castelnuovo Barardenga (SI), durante la gestione dello chef Giorgio Trovato. Offre il servizio di chef a domicilio e lezioni di cucina su richiesta in zona di Milano, Varese, Como, Lecco, Verbano Cusio Ossola e Canton Ticino. Ogni giorno offre consigli pratici, ricette e curiosità sul mondo della cucina attraverso i suoi canali social Facebook e Instagram. Tutte le informazioni e i prezzi sui servizi offerti si trovano sul suo sito. 

A Cortina d'Ampezzo Faloria rinnovato

Apre il Faloria Mountain Spa Resort a Cortina nuovo punto di riferimento nell’ospitalità di lusso. Lo storico hotel ampezzano si presenta al pubblico completamente rinnovato. Camere ridisegnate, una SPA di oltre 1000 metri quadrati, un ristorante gourmet e nuovi spazi comuni permetteranno agli ospiti di vivere un'esperienza , all'insegna di comfort ed esclusività. Il progetto è dell'architetto Flaviano Capriotti, che ha disegnato un'ambiente in armonia con il contesto paesaggistico, in cui la tradizione alpina incontra spunti contemporanei.

Le nuove camere - divise tra Classic Room, Deluxe, Room, Junior Suite, Comfort Suite e Faloria Suite - il fascino degli arredi di montagna si unisce ai più alti standard internazionali di ospitalità. Con vista sulle Dolomiti. Il parquet, la boiserie e dettagli ricercati conferiscono un delicato sapore domestico, senza rinunciare a raffinatezza ed esclusività. Sulle testate imbottite dei letti sono riprodotti 10 fiori tipici delle Dolomiti, selezionati dall'atlante Florae Austriacae del botanico settecentesco Nikolaus von Jacquin. Il tema botanico è una sorta di filo conduttore che tocca anche SPA, ambienti comuni e ristorante, conferendo ulteriore personalità alla struttura.

Gioiello del Resort è la nuova Area SPA, la più ampia dell’intero arco alpino. Oltre 1000 mq di superficie,  percorso wellness completo con piscina semi-olimpionica da 25 metri, sauna, fontana di ghiaccio, calidarium, vitality pool, aree relax e sale per trattamenti privati. 

Il Faloria Restaurant è ospitato all’interno di un suggestivo padiglione vetrato con panorama sul monte Croda da Lago da un lato e sul trampolino olimpionico del 1956 dall’altro. Il soffitto originale a cassettoni in larice e i pannelli intrecciati in vimini creano un’atmosfera elegante e raffinata. In cucina, lo chef Antonio Cennamo propone un inedito connubio tra tradizione mediterranea e proposte locali, il cui fil rouge è l’eccellenza delle materie prime.

Il progetto di ampliamento ha visto anche la creazione di una nuova Lounge con Bar e stufa in maiolica, ispirata alla tradizione della casa ampezzana, coi toni caldi tipici della montagna. Il luogo ideale per godere di un aperitivo dopo una giornata all’insegna dello sport.

photo Andrés Otero

 

Rosè Sévigné Conty dalla Provenza

Dal domaine Sèvigné Conty in Provenza - suolo calcareo e argilloso - nasce un Rosè con lo stesso nome. Uve a resa controllata, vendemmia a mano, assemblaggi che tengono conto della peculiarità delle singole particelle.Uve Grenache, Cinsault e Cabernet che offrono aromi combinati di pesca e agrumi. Un Rosé non convenzionale: colore chiaro, complessità aromatica, rotondità sul finale. 

 

Crescono le vendite dei Rosati in Usa

+31,8% l’incremento di vendite in valore e +21,1% l’incremento di vendite in quantità: sono questi i numeri - fonte ufficiale Agenzia ICE - delle vendite di vini rosa italiani negli Usa.  Dati assolutamente incoraggianti, scrive Fabio Giavedoni di Slow Wine nel suo post di oggi, anche se purtroppo i vini rosa italiani rappresentano per ora solo il 6% dell’intero mercato di questa tipologia: vista in altro modo verrebbe da dire che ci sono ampi margini di crescita per i nostri vari Rosato, Cerasuolo e Chiaretto.

Verdure, Cucina Sana, Zucca

INSALATA DI RISO VENERE ZUCCA E CECI

Oggi per la ricetta VEGood del lunedì vi propongo una gustosa insalata: è un vero comfort ood se la consumate tiepida, ma è ottima anche fredda. L’aroma particolare del riso venere il piatto saporito e gustoso. L’accostamento con la zucca e i ceci rende anche esteticamente bella quest’insalata di fne inverno.

INGREDIENTI:

  • 220 g riso venere
  • 150 g ceci bio precotti
  • 500 g zucca mantovana bio
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 rametto di timo
  • 1 rametto di maggiorana
  • 1 rametto di salvia
  • olio extravergine di oliva
  • sale grosso integrale
  • pepe/sale

 

PREPARAZIONE: 

  • Scaldare il forno a 200°. 
  • Lavare la zucca, eliminare eventuali residui di terra e tagliarla a fette dello spessore di circa 2cm. In questo caso è importante mantenere la buccia. 
  • Irrorare con un filo di olio evo una teglia ricoperta di carta forno e adagiare le fette di zucca. Bagnare le fette con un filo di olio evo, sale grosso e le erbe aromatiche, precedentemente lavate e tagliate. 
  • Infornare per 25 minuti fino a doratura. Lasciare raffreddare. 
  • Cuocere il riso nero in abbondante acqua salata a vostro piacere. Lessare il riso scolarlo e lasciarlo raffreddare. 
  • Scaldare una padella con un filo di olio evo e saltare i ceci per qualche minuto con qualche rametto di rosmarino e un pizzico di sale. 
  • Comporre l’insalata partendo con la zucca tagliata a tocchetti, il riso venere e i ceci saltati. Aggiustare di sale e pepe e servire.

 

 

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