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Intervista ad Alessandro Dal Zovo direttore della Cantina Produttori Cormòns

Intervista pubblicata nel numero di settembre 2019 del mensile qbquantobasta.

Raccontami. Che cosa ti ha portato a intraprendere gli studi in enologia?
È stata una casualità. Terminati gli studi di perito agrario a Gradisca d’Isonzo, la mia prima esperienza lavorativa fu a Cormòns, vicino a casa, all’azienda Roncada. Fu la mia prima vendemmia. Era l’estate del 1988. Mi piacque molto e da quel momento rimasi legato al mondo del vino. È stata una scelta fortunata. L’anno successivo, quindi esattamente trent'anni fa, partecipai alla vendemmia della Cantina Produttori, per tornarci poi l’anno seguente come cantiniere. Nel ‘91 venni assunto come cantiniere alla Tenuta Angoris, grazie al professore Giorgio Morassutti del “Brignoli”, a cui devo molto; è stato lui a mettermi in contatto con Natale Favretto, l’enologo di allora. Alla Cantina produttori ritornai come responsabile di cantina nel ‘97. Mi resi subito conto che mi mancava una specializzazione, così nel 2000 mi iscrissi, coma privatista, al 6° anno a Cividale del Friuli per completare gli studi.

Ti ho conosciuto anni fa, alla Tenuta Angoris...
Sì, ci ritornai come enologo nel 2005 e ci sono rimasto14 anni. Un periodo che ha contribuito in maniera importante, direi indelebile, alla mia crescita professionale. Oltre a curare la parte enologica, ho potuto seguire anche i vigneti, monitorando così tutto il ciclo produttivo. Credo che un enologo professionista debba conoscere bene la materia prima, questo gli permette
di fare un salto di qualità debba andare in vigna a conoscere le peculiarità dei terreni. Angoris, avendo i vigneti in tre zone a Denominazioni diverse mi ha trasferito un bagaglio di conoscenza molto interessante. Ho un rammarico: quello di aver lasciato l’insegnamento all’Istituto Agrario di Gradisca dove avevo fatto nascere un progetto di spumantizzazione del vino con gli studenti, legato all’azienda Angoris. Mi mancherà senza dubbio.

La tua nomina a Direttore della Cantina Produttori di Cormòns è stata una sorpresa per molti. Scelta ponderata o sorpresa anche per te?
Anche per me è stata una bella sorpresa! Quando mi è stato proposto di ricoprire questo incarico mi sono reso conto che il passo era importante e stimolante al tempo stesso. Certamente è stata una decisione sofferta. Lasciare un posto dove hai collaborato per anni e dove hai ottenuto importanti riconoscimenti e grandi risultati non è semplice. L’idea di ingaggio è partita dal
consiglio di amministrazione e dal presidente Filippo Bregant che hanno visto in me la figura adatta a ricoprire questo ruolo. Il fatto di essere di Cormòns e di aver già lavorato qui ha sicuramente aiutato.

Che cosa ti ha spinto ad accettare la proposta?
Spesso la vita ti mette di fronte a decisioni importanti e bisogna avere il coraggio di affrontarle. Arrivare a essere direttore partendo dal basso dà grande gratificazione. Sono convinto che la Cantina Produttori di Cormòns abbia le potenzialità, in termini qualitativi, di offrire molto e che possa dare valore aggiunto a tutto il territorio, oltre che ai soci conferitori.


Essere direttore che cosa comporta?
Il direttore è il facente funzione della proprietà, di conseguenza si occupa della parte amministrativa, commerciale e produttiva. Io, essendo di estrazione tecnica, mi occuperò anche di supervisionare la vigna e l’aspetto enologico.

Insomma un direttore a 360 gradi?
Credo di essere stato scelto anche per questo preciso motivo.

Si percepisce che la Cantina Produttori è in fase di rinnovamento.

La fase di rebranding era già in atto e si è conclusa negli ultimi mesi con la tinteggiatura della cantina... ma soprattutto sono importanti il riposizionamento del marchio e l’utilizzo della bottiglia Collio per tutta la linea della Denominazione. La qualità dei vini imbottigliati nel 2018 è già molto buona, siamo soddisfatti. Il mio obiettivo è fare ulteriori selezioni per poter alzare l'asticella qualitativa della linea base DOC Friuli e di quella più pregiata DOC Collio.

Hai ancora qualche sogno nel cassetto che vorresti realizzare?
Il mio sogno è quello di portare questa realtà ai livelli del modello altoatesino. La Cantina Produttori deve fare i numeri ma anche puntare ai vertici qualitativi perché il potenziale c’è: dal momento che i vigneti sono ubicati nello stesso territorio di molti produttori famosi del Collio.

Come lavora l’azienda?
Abbiamo un’assistenza tecnica per ogni socio conferitore, con il supporto dell’agronomo Gianni Rover, la mente storica della Cantina. Da quest’anno iniziamo un percorso di sostenibilità con il sistema di produzione integrata, seguendo la tracciabilità dell’uva fino all’imbottigliamento, il che permette di apporre il bollino “Ape”. È stata una mia iniziativa, per dare un segnale e maggiore responsabilità a tutti i cento soci per mantenere integro l’ambiente. Un bell’impegno se si pensa che operiamo su una superficie vitata di 350 ettari con una produzione che si aggira sui 2,2 milioni di bottiglie! Un nuovo obiettivo è anche quello di espanderci sul mercato estero; sul territorio nazionale siamo già presenti in maniera capillare.

Cosa fai nel tuo tempo libero?
Mi piace molto viaggiare con Corinna, la mia compagna, e ascoltare Ligabue.

Il tuo vino preferito?
Il Tocai Friulano, senza dubbio! Ho sempre creduto in questo autoctono, simbolo della nostra regione, che va conservato e mantenuto vivo. Punteremo molto su questo vitigno.

Che vino scegli per brindare con qb?
Sicuramente il “Vino della Pace”. L’ho riproposto dopo uno stop di qualche anno. È diventato un blend di Chardonnay, Pinot Bianco, Friulano, Ribolla Gialla e Malvasia. Manterrà il format iniziale con etichetta diversa ogni anno dipinta da artisti diversi. Ora siamo sul mercato con il 2017, l'etichetta è disegnata dallo stilista Roberto Capucci con una poesia del poeta Paolo
Menon. Ha già ottenuto importanti riconoscimenti internazionali come la Medaglia d’oro Giber e Gaillard e un Award rosso con Winner Hunter.


Noi tutti di qb brindiamo virtualmente insieme a te e ai vostri soci. Grazie Alessandro... cin cin

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