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Intervista a Mauro Giacomo Bertolli

 

Riportiamo l'intervista di Nello di Marcantonio a Mauro Giacomo Bertolli pubblicata nel numero di aprile di Lombardia Verde, dove Mauro è il personaggio del mese. Poichè fra le sue varie collaborazioni su argomenti enoici Bertolli scrive anche per qbquantobasta ci sembra il caso di farvelo conoscere più da vicino. "La passione per il vino di Mauro Giacomo Bertolli la si può comprendere raccontando un aneddoto. Nel 2012, quando si è sposato, la bomboniera per gli invitati era una
bottiglia di vino le cui uve aveva vendemmiato personalmente e curato durante l’anno, grazie all’aiuto di amici viticoltori valtellinesi. Da anni racconta il mondo del vino su molte testate, tra cui www.ilsole24ore.com, Millevigne, qbquantobasta e sul suo portale www. italiadelvino.com. Nella foto Bertolli (sx) durante la presentazione di Sapori del Carso Okusi Krasa a Expo 2015.

Bertolli, da dove nasce la sua passione per il vino?
Nasce dai miei ricordi di bambino. Mio
padre è sempre stato un appassionato
e gli piaceva, oltre che acquistare bottiglie
dei vini che preferiva, imbottigliare
personalmente, per cui ricordo molte
gite in aree vitivinicole con lo scopo di
comprare qualche damigiana con i vini
da imbottigliare a casa insieme: per un
bambino è veramente divertente. In
questo modo, tra il 1973 e i primi anni
ottanta, io sono nato nel 1968, abbiamo
costruito una riserva di qualche migliaio
di bottiglie, soprattutto di Veneto,
Lombardia, Toscana e Piemonte. Crescendo
la passione è aumentata di pari
passo con la curiosità: soprattutto mi è
sempre piaciuto andare per cantine e
vigneti.
Vino e promozione del territorio sono un connubio da potenziare in vista del Vinitaly?
Sono da potenziare sempre, non solo
in vista del Vinitaly. Oggi è forse più
difficile di prima, perché probabilmente
vi sono meno risorse, la concorrenza
internazionale è sempre più aggressiva.
È vero che negli ultimi anni si sono
aperti nuovi mercati, ma questo rende
sempre più necessaria una visione strategica
e d'insieme per evitare sprechi
e sovrapposizioni: serve sempre più
competenza.
I principali alleati nei progetti di valorizzazione potrebbero essere i Consorzi di tutela dei vini?
I consorzi di tutela hanno sicuramente
un ruolo importante, e la scelta della
persona di riferimento, di solito il direttore, è determinante. Per fare un
esempio lombardo-veneto, sono assolutamente
convinto che parte del successo
incredibile del Lugana degli ultimi
anni sia dovuto anche all'eccezionale
lavoro di promozione svolto dal direttore
del Consorzio, Carlo Veronese. Un
piccolo aneddoto per dare un'idea della
grande efficienza di Carlo: ricordo che
una volta in cui mi sono trovato a dover
fare un articolo senza alcun preavviso
per “tappare” un buco è bastato fargli
una telefonata per sapere se poteva
aiutarmi, e nei 70 minuti che ho impiegato
per arrivare a Peschiera alla sede
del consorzio mi ha procurato i vini da
assaggiare pronti e freschi e ha coordinato
i produttori che dovevo intervistare.
Quali sono i pro e i contro nel confronto tra vini lombardi, italiani e
stranieri e quali i concorrenti più temibili per i vini lombardi?
I concorrenti più temibili per i vini
lombardi sono gli stessi vini lombardi.
Mi spiego meglio: bisogna avere il
coraggio di osare e di puntare sempre
di più sulla qualità, sui vini in bottiglia
e meno sullo sfuso, perché la vocazione
e le potenzialità per fare prodotti di
alta qualità ci sono tutte, la guerra non
va fatta sui prezzi, è perdente, va fatta
sulla qualità.
Quando e come nasce l’idea del portale www.italiadelvino.com?
Da tempo stavo pensando di fare
qualcosa nel mondo del vino, e di
abbandonare in tutto o in parte la mia
attività di consulente. Il 31 marzo 2008
stavo rientrando a Milano dopo una
consulenza in provincia di Varese e per
radio sento che Milano si è aggiudicata
l'Expo 2015. Visto il tema, “Nutrire il
pianeta, energia per la vita”, ho pensato
che anche il vino potesse avere un suo
spazio e quindi ho iniziato a pensare a
come sviluppare il tema. Il sito
www.italiadelvino.com è stato poi
presentato nel settembre 2009 insieme
al Consorzio Tutela Vini Valtellina alla
Camera di Commercio di Sondrio.
Cosa intende quando dice che il suo sito è dalla parte dei vitivinicoltori?
Il mio slogan è: “le facce dietro le bottiglie”.
È importante recensire e raccontare
i vari vini, ma il pubblico vuole conoscere i protagonisti, chi il vino lo fa.
Proprio per questo io dedico molto
spazio a raccontare i vitivinicoltori.
Quelli bravi lo chiamano storytelling.
In Lombardia ci sono 41 denominazioni di vini. Come spiega questa grande varietà?
È una domanda molto interessante,
che permette di spiegare l'unicità della
nostra regione nel panorama vitivinicolo
italiano: non è sicuramente la regione
che produce più vino, anzi solitamente
si colloca tra l'ottavo e il decimo
posto, ma è in assoluto quella con la
maggiore varietà di vini prodotti con
denominazione. Innanzitutto è interessante
notare come in ogni provincia
vi siano aziende vitivinicole, in alcuni
casi anche poche e piccole, come nel
caso dell'IGT Ronchi Varesini, per la
provincia di Varese. Passiamo dai vini
di montagna della Valtellina all'Oltrepò
Pavese, terra di spumanti a base Pinot
Nero, ma anche della Bonarda, del Riesling
e di tantissimi altri vitigni. Abbiamo
la Franciacorta con il Metodo Classico,
le piccole denominazioni bresciane, i
vini dei laghi, Garda ma anche Como e
Lecco, il già citato Lugana, la Valcamonica
con i suoi produttori dal carattere
arcigno, la bergamasca con il suo taglio
bordolese ed il Moscato di Scanzo, il
mantovano con il lambrusco in pianura e
i vitigni internazionali in collina, il vino di
Milano, a San Colombano. E spero di non
aver dimenticato nessuno. Tutta questa
ricchezza è dovuta alla grande varietà di
paesaggi della nostra splendida regione,
dove troviamo tutto, pianura, colline,
montagne, laghi: manca solo il mare.

Prima di concludere questa intervista
vorrei ricordare l'amico Sante Bonomo,
scomparso a metà marzo, figura di
grande importanza per il modo del vino
bresciano, presidente per due mandati
del Consorzio Garda Classico, al vertice
dell’Ente Vini Bresciani ed in passato
vicepresidente di Ascovilo, il raggruppamento
dei consorzi di tutela lombardi.
Tra i fondatori nel 1979, era anche
il presidente di Civielle - Cantine della
Valtènesi e della Lugana. Voglio però
ricordarlo non solo professionalmente
ma anche per le sue attività legate alla
solidarietà, come il Progetto Homerus
per la navigazione in barca a vela dei
non vedenti, o il suo contributo allo
sviluppo e riqualificazione della storica
cantina vinicola salesiana di Cremisan
in Terrasanta.
Dal 2016 collabora con il Merano Wine festival: in cosa consiste il suo impegno ?
Mi è stata affidata la creazione e la
presidenza di una commissione di
assaggio per la selezione dei vini da
ammettere. Inoltre ho tenuto degustazioni
sia al Merano che a eventi
collegati durante l’anno: l’ultimo è stato
a Milano, a marzo, durante Identità Golose.
Per il 2017 ci sarà una sorpresa in
cantiere, ma ne parleremo nei prossimi
mesi. Voglio anche ricordare che proprio
nell’edizione del 2016,. Monsupello,
prima cantina dell’Oltrepò Pavese, ha
ottenuto la Merano Wine Award Selection
Platinum, massimo premio assegnato
dal Merano Wine Festival.

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