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Quel Carso felice, poesie da rileggere

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#DUINO&BOOK Presentazione dell'edizione 2020 di Quel Carso Felice del poeta Srečko Kosovel (La Transalpina editore). Tradotte in italiano, con testo originale sloveno a fronte, sono quaranta le poesie della raccolta, dedicate all’amato Carso scritte negli anni giovanili dal poeta scomparso prematuramente a soli 22 anni, il 17 maggio del 1926.

Il Carso e le sue stagioni, la terra, i villaggi, i pini, il vento, le nuvole, i fiori, la notte, l’anima, la solitudine, riflessioni sulla bellezza della giovane vita e la tristezza di una morte annunciata. Nel giorno del 95 anniversario della morte di Kosovel, Michele Obit, giornalista, poeta e traduttore, autore dell’introduzione all’opera sarà intervistato dal poeta Christian Sinicco. L’incontro sarà introdotto dalla Presidente del Circolo Culturale Sloveno Mariza Skerk e dal Presidente del Gruppo Ermada Flavio Vidonis Massimo Romita. duino 17 maggioduino 17 maggio

“Noi lo immaginiamo, Srečko Kosovel, mentre attraverso le sue lenti sottili si immerge in quel paesaggio che non è cambiato poi tanto da allora — sono passati quasi cent’anni —, solo la strada è oggi asfaltata, ma non mancano i muretti e i ciliegi, e la vita contadina qui non si è ancora arresa allo strapotere delle industrie e dei centri commerciali. Qui è Tomaj, oggi poco più di trecento abitanti, sull’altopiano carsico sloveno, nel comune di Sežana. La casa dove Kosovel ha vissuto gli ultimi anni della sua troppo breve vita, e da cui osservava quel paesaggio così mirabilmente descritto, esiste ancora, ed è diventata una casa-museo che offre ai visitatori oggetti, libri di quella che è stata una vita breve e intensa, sofferta e poetica. (Tratto dall’introduzione di Michele Obit a Quel Carso felice, Transalpina, 2017)

 

 


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