cibo, vino e quantobasta per essere felici

Premio Casanova tra vino e territorio

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Andrea Segrè vincitore del Premio Casanova 2018Andrea Segrè vincitore del Premio Casanova 2018

Il Castello di Spessa a Capriva ha un fascino che si apprezza ogni volta che lo si visita. Sontuoso eppure apparentemente semplice, di un'accoglienza educata e senza clamori ma che sa metterti a tuo agio. Ha il fascino della seduzione e non a caso forse è qui che ogni anno viene assegnato il Premio Casanova. Che nel 2018 è stato assegnato ad  Andrea Segrè, docente universitario, saggista, promotore di progetti visionari fondati sulla
sostenibilità ecologica e la circolarità dell’economia, il più noto dei quali è il last minute market.

La motivazione della giuria: "per aver raccontato con passione, autorevolezza e tenacia il cibo e il suo contrario, lo spreco; per aver sedotto con tante narrazioni intorno al cibo e per averne saputo preservare il valore più alto, proteggendolo dalle mode e dalle bulimie del nostro tempo».

Una serata speciale condotta con il consueto garbo da Sabrina Vidon nell'affollatissima sala centrale del Castello. Segrè, premiato dal patròn Loretto Pali, insieme al Presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia Antonio Paoletti e al vicepresidente Civibank Andrea Stedile – ha presentato in anteprima la sua conversazione scenica “Food & Wine: seduzioni e contraddizioni”. Un modo per ricordare e celebrare Giacomo Casanova, smodatamente ghiotto delle afrodisiache ostriche, ma anche per evidenziare alcuni paradossi del nostro tempo, in cui finiamo per spendere più soldi per dimagrire che per alimentarci correttamente. Successivamente una conversazione a più voci  “Vino e territorio: comunicare, narrare, coinvolgere”: ospiti Daniele Cernilli, Alfonso Di Leva, Cristina Favento, Richard Baudains. Nelle pause le dolci note dell’arpista Tadeja Kralj, prima arpa dell’Opera di Ljubljana. Al termine siamo sciamati nel giardino affacciato sulle luci della notte, per un gustoso e piacevolissimo momento conviviale, di cui abbiamo apprezzato la cura e la logistica. E per una volta, anche gli ospiti, coinvolti dall'atmosfera di serena accoglienza priva di tensioni, non si sono lanciati all'assalto del buffet. Un'altra piccola magia del Castello di Spessa. 


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