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Palazzo Giacomelli: arte dello stucco

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Stucchi di Palazzo Giacomelli a UdineStucchi di Palazzo Giacomelli a UdineProseguono gli appuntamenti del ciclo “Con le mani si crea. Conversazioni sull’artigianato del primo novecento”. Secondo appuntamento, martedì 3 dicembre alle 16 al Museo Etnografico del Friuli per il ciclo di incontri promosso dal Museo Etnografico del Friuli per illustrare le tecniche artistiche artigianali che decorano il palazzo. Partendo dall’analisi della “sala stucchi” del primo piano del Museo, la storica dell’arte Gabriella Bucco guiderà i visitatori alla riscoperta di una pregevole tecnica, integrando il percorso con immagini che illustrano l’antica tradizione friulana fra Otto-Novecento, quando nelle scuole di arti e mestieri si formarono generazioni di stucchini, pittori decoratori che si ispiravano a diversi stili storici e lavoravano anche in Austria, Croazia e Slovenia. Lo stucco nasce da un impasto di calce e pozzolana, miste a polvere di marmo o gesso per rivestire di uno strato omogeneo una superficie qualsiasi di opera architettonica o statuaria, in vista di una successiva applicazione di colori. È una pratica antica che si presta a ottenere pregevoli effetti decorativi. A Udine Raimondo D’Aronco seppe applicare al meglio questa forma di decorazione con motivi improntati e forme tipiche della Secessione sull’esterno e all’interno di palazzi. Ne è un alto esempio anche il palazzo municipale dove l’architetto seppe coordinare validi decoratori nei diversi spazi, dagli scaloni a sala Ajace fino ai luoghi di rappresentanza.


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