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L'agricoltura del futuro parla di sinergia e innovazione

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Successo per il convegno organizzato il 26 gennaio 2017 dalla Direzione centrale risorse agricole, forestali e ittiche, preludio dell'apertura ufficiale di Agriest 2017: presentati anche alcuni esempi di successo.  L'innovazione è un fattore fondamentale per far crescere l'agricoltura del futuro. Ma occorre che tutti i soggetti in campo, dalle istituzioni alle aziende private, promuovano un lavoro sinergico che implica anche un cambiamento “culturale”, capace di cogliere le opportunità legate alla tecnologia. È questo uno degli spunti principali emersi nel corso del convegno inaugurale di Agriest Tech 2017, moderato dal giornalista Rossano Cattivello.

Dopo i saluti delle autorità – Luisa De Marco, presidente di Udine e Gorizia Fiere, Giorgio Minute, direttore della Federazione Bcc, e Cristiano Shaurli, assessore regionale alle Risorse agricole e forestali - ad aprire i lavori è stato Paolo Ceccon, Direttore del dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine. Tre le leve fondamentali, in base alla sua esperienza, per sviluppare le nuove tecnologie: i brevetti, anzitutto, visti come un'importante forma del “fare innovazione”; poi, la creazione di spin off da parte di ricercatori universitari, che possono contribuire a trasmettere i risultati della ricerca e, infine, la consulenza. Non è mancato un accenno ai Bandi dei fondi strutturali 2014/2020, che mettono sul piatto numerose opportunità di creare e sostenere l'innovazione.


Raffaele Testolin, direttore dell'azienda agraria universitaria A. Servadei, ha rimarcato l'importanza delle aziende agrarie sperimentali, ricordando l'importante esempio del progetto, partito nel 1998 e che si è concluso nel 2014, riguardante le viti resistenti alle malattie, che nel 2015 hanno permesso di registrare tre varietà di uve bianche e altrettante rosse. Romeo Cuzzit, della Direzione centrale risorse agricole, forestali e ittiche, ha tracciato il percorso dalla Legge regionale 26/2005 all'attuale Programma per lo Sviluppo Rurale, in grado di fondere aziende e ricerca in un piano d'azione articolato che, partendo da problematiche comuni, trovi soluzioni per viaggiare compatti verso i migliori risultati. “Innovarsi per cooperare”: questo il monito lanciato da Cuzzit, con la necessità di unire le forze, da parte delle varie aziende, per un approccio differente al lavoro.

Alcune imprese hanno presentato poi in maniera diretta le rispettive esperienze di successo: a raccontare come le “buone pratiche” abbiano assicurato loro possibilità di sviluppo sono state le aziende Jermann (viticoltura di precisione), Della Torre Valsassina (sistema di guida satellitare del trattore) e Giacomelli Carlo (filiera di oli vegetali).

La chiusura dei lavori è stata affidata all'assessore regionale alle Risorse agricole e forestali, Cristiano Shaurli: “Le strategie di sostenibilità sono non soltanto un obbligo, ma anche una possibilità in più per il territorio. La ricerca – ha evidenziato inoltre – non deve più essere condotta secondo un'ottica “top down”, ma è chiamata a coinvolgere già dall'inizio gli agricoltori. È necessario creare reti d'impresa e avere le giuste capacità di accogliere il cambiamento. I momenti di incontro ad Agriest promossi dalla Regione, tramite la Direzione centrale delle risorse agricole, forestali ed ittiche, ed Ersa, offrono un confronto diretto tra istituzioni e soggetti privati, che in futuro saranno chiamati sempre più a un lavoro sinergico”.

 


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