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Il fiuto per gli affari delle donne udinesi nel '300

MANOSCRITTI E RARI: IL FIUTO PER GLI AFFARI DELLE DONNE UDINESI NEL '300. Di un fenomeno sociale che emerge dall'analisi delle attività creditizie effettuate nel XIV secolo parlerà giovedì 20 aprile 2017 alle 18 nella sala Corgnali della Biblioteca Joppi di Udine, Miriam Davide, ricercatrice presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste. L'analisi prende le mosse dalle testimonianze delle attività creditizie effettuate da donne, che proprio nel XIV secolo aumentarono in concomitanza con la scelta del Comune di Udine di finanziare il disavanzo di cassa sia attraverso l’ausilio di prestiti o depositi di privati cittadini sia con prestiti di natura usuraria. I mutui e soprattutto i depositi nelle casse del Comune udinese furono ritenuti da un segmento della popolazione femminile friulana una buona possibilità di investimento, dove collocare parte dei capitali derivanti dalla dote, dagli assegni germanici e dall’eredità materna. Le donne che sfruttarono per prime questa possibilità furono le lombarde, giunte in Friuli in seguito all’arrivo dei patriarchi Torriani: nel giro di pochi anni le pratiche creditizie interessarono - al pari dei tanti tutori che avevano fatto tale scelta a favore dei minori di cui erano tenuti a occuparsi - anche le altre donne udinesi, in gran parte vedove con somme sufficienti di denaro da investire in un settore che poteva dare loro un guadagno soddisfacente e sicuro.


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