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Festa degli innamorati... del porcello

Sono trascorsi 44 anni da quando, nel febbraio del 1968, a Porpetto, Aligi Grop e alcuni amici della zona decisero di dedicare un grande evento conviviale ai piatti della tradizione realizzati con le carni suine. Per celebrare quella che dall’antichità, in tutto il Friuli, ma anche in buona parte del Nord Est d’Italia era l’evento familiare dell’anno: il sacrificio del, o dei maiali allevati vicino casa, per poi far predisporre al norcino le leccornie che sarebbero state consumate, parte, subito, in una festa che non tralasciava alcuna delle pietanze che si possono consumare ‘fresche’. Parte nel corso dell’anno, dopo avere superato la fase di stagionatura nelle cantine o nel ‘camarin’: lo stanzino ventilato e giustamente umido,

 

intriso degli aromi delle muffe nobili e dei profumi legati alla ricetta studiata per aromatizzare gli insaccati, vero segreto professionale di ciascun ‘purcitar’, il norcino, appunto, come viene chiamato il lingua friulana. L'animale viene smontato in tutte le sue parti. Per avviarle poi alla lavorazione, o subito alla cottura. Per la delizia del palato. Negli anni successivi al primo convivio, che si tenne all’osteria La Tavernetta di Porpetto, nel cuore della Riviera Friulana, e che intendeva coniugare la saga della cucina del maiale alla festa di San Valentino, la festa degli innamorati, vista la grande richiesta si aggiunsero ulteriori serate.

Ancora oggi ‘Fieste dai nemoraz dal purzit’, la festa degli innamorati del maiale, si protrae, sempre alla Tavernetta Da Aligi, fino al mese di marzo. Fino alla giornata delle Ceneri, cioè l’inizio del tradizionale ‘digiuno’ cattolico della Quaresima. Anche quest’anno, per la 44.edizione, che prende l’avvio proprio questa settimana e si concluderà il 4 marzo prossimo, il menù sarà tutto incentrato alle pietanze a base di maiale. Assecondate da altri elementi della cucina tradizionale friulana.

Ezio Grop, in cucina, predisporrà una serie di quattordici piatti tutti legati a elementi di base del maiale. Proposti in sala da Clia, che da alcuni anni gestisce il locale, e dalla sorella Mary Grop, i piatti del terzo millennio della Festa del maiale di Porpetto certo sono ingentiliti rispetto alle prime edizioni. Quando Aligi Grop metteva in palio la ‘gramule d’aur’, la mandibola d’oro, destinata a coloro che fossero riusciti a consumare tutte le pietanze proposte. Si trattava certamente di una quindicina di piatti in più rispetto a quelli attuali. A ricordo della serata, anche quest’anno viene donato a tutti i commensali un piatto del buon ricordo. Stavolta realizzato su disegno di Anna Battaglia, che è la figlia del più noto collezionista d’Europa di gadget dedicati al maiale (Renzo Battaglia, originario di Ponte di Piave).


A La Tavernetta Da Aligi, tutti i giorni, tranne il mercoledì e la domenica sera, si potranno così assaggiare, assieme all’immancabile prosciutto di San Daniele, il succulento salame fresco cotto con l’aceto, le croccanti orecchie di maiale fritte, la delicata minestra di riso e salsiccia, la classica minestra di orzo e fagioli insaporita con la cotica, le ossa e i piedini bolliti con le salse, la salsiccia, lo spiedino, la pancetta alla griglia, la lingua e il paté di cavoli, il cotechino con la brovada, il fegato cotto al vino, il carré di maiale al latte, la costa in umido con patate, lo stinco al forno, e i gialletti di mais cotti con lo strutto. E in abbinamento i vini della tipicità del territorio: Friulano, già Tocai, Cabernet e Merlot. Tutti e tre adatti a supportare le pietanze suine. O i grandi vini del vigneto Friuli Venezia Giulia e delle altre realtà regionali vocate a questa ghiotta cucina.

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