cibo, vino e quantobasta per essere felici

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Informazioni sui cookie

Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, ti informiamo che questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Attraverso i cookie possiamo personalizzare la tua esperienza utente e studiare come viene utilizzato il nostro sito web. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione

Cookie Policy

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Befana a Udine: quattro pignarûi nei quartieri

Pignarûl: uno dei tanti modi (oltre 70 in Friuli per i fuochi propiziatori epifanici, ne troverete alcuni alla fine del post). A Udine per il 2015 si rinnova l’antico rito del fuoco propiziatorio con ben quattro falò pronti per essere accesi nelle diverse circoscrizioni cittadine. Martedì 6 gennaio alle 18 a Cussignacco accensione del pignarûl nella frazione di Sant’Ulderico (via Baldasseria Bassa) a cura del Circolo culturale Ellero. Contemporaneamente si accenderà anche il pignarûl in Baldasseria, con la pira allestita come sempre nel campo tra via Baldasseria Alta e via Cargnacco, a cura del signor Gon della Coldiretti in collaborazione con il locale gruppo degli alpini. Alle 18.30 è in programma l’accensione del falò di Godia con l’evento organizzato dall’Asd Fulgor e dalle sezioni locali dell’Ana e dell’Afds. L’ultimo pignarûl a essere acceso in ordine di tempo, alle 19, sarà quello allestito alla Casa dell’Immacolata di via Chisimaio, dove dalle 18.15  i bambini riceveranno i regali dalla Befana.

L'origine del fuoco come auspicio per per fare terminare il buio dell'inverno e per trarre presagi per il futuro anno è antichissima e risale, pare, a tradizioni celtiche.

In  Friuli si dice
«Se il fum al va a soreli a mont,       Se il fumo (del fuoco) va a ovest
cjape il sac e va pal mont,              prendi il sacco e vai a cercare lavoro nel mondo
se il fum al va a soreli jevât,            se il fumo va a est (dove sorge il sole)
cjape il sac e va al marcjât»            prendi il sacco e vai a fare acquisti al mercato.

In Veneto -  dove l'usanza ha il nome di Pan e vin - si conferma il buon auspicio se il fuoco va verso est

Pan e vin,                                    Pane e vino
la pinsa sotto il camin.                    la pinza sotto il camino
Faive a ponente                            Faville a ponente
panoce gnente,                            pannocchie niente
faive a levante                              faville a levante
panoce tante                               pannocchie tante
  

Sul periodico Ce fastu? del 1996 Piera Rizzolatti elenca tutti i vari nomi - oltre al più diffuso pignarûl, che il fuoco prende nei vari luoghi: a Ruda cabossa, a Poffabro-Frisanco calìn-calòn, a Roveredo in Piano capìn-capòn, ad Aviano capàn, ad Azzano x, Villotta e zone vicine è casara o casera, falò a Spilimbergo, ma falòp a Rauscedo e Pinzano. In  Carnia spesso si chiama femenate, perchè sulla pira si mette il fantoccio di una vecchia e brutta signora. E ancora in regione ci sono fogarèl, fogarèla, fugarèle, fogarissa, fogaròn, foghera, tamosse... Il più importante è sicuramente quello di Tarcento: martedi’ 6 gennaio 2015 rievocazione storica, fiaccolata e salita al Cjisjelat con il “Vecchio Venerando”, accensione del “PIGNARÛL GRANT” alle 22 in diretta su Rai1 di tutti i pignarûi della conca Tarcentina.



Per poter commentare l'articolo è necessaria la registrazione.

Se sei già registrato devi effettuare l'accesso.