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AŽLANJI foto dal fondo del cassetto

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Apertura mostra | Otvoritev razstave - AŽLANJI foto dal fondo del cassetto | fotografije z dna predala il 21 novembre 2015. Fare una fotografia significa partecipare della mortalità, della vulnerabilità e della mutabilità
di un'altra persona (o di un'altra cosa). Ed è proprio isolando un determinato momento e congelandolo che tutte le fotografie attestano l'inesorabile azione dissolvente del tempo.

Fotografirati pomeni soudeležiti se minljivosti, ranljivosti in spremenljivosti drugega človeka (ali druge stvari).
Prav z izoliranjem in zamrznjenjem določenega trenutka nam fotografije pričajo o neizprosnem razkrojevalnem delovanju časa. (Susan Sontag)

AŽLANJI
foto dal fondo del cassetto
fotografije z dna predala
 
Sabato 21 novembre, ore 18.00 chiesa di Santa Maria dei Battuti, Cividale del Friuli

Sobota, 21. novembra, ob 18. uri cerkev Santa Maria dei Battuti, Čedad

Le immagini che presentiamo in questa mostra fanno parte della raccolta privata della famiglia Jussig di Azzida (San Pietro al Natisone), composta da un numero cospicuo di fotografie e da 560 negativi in pellicola di diverso formato, e sono questi ultimi che abbiamo considerato nel nostro lavoro.
Le fotografie sono state scattate lungo un arco di tempo che va dagli anni della prima guerra mondiale fino agli inizi degli anni sessanta da membri della famiglia stessa; non ci troviamo quindi di fronte a ciò che resta dell'archivio di uno di quei rari fotografi ambulanti che già nei primi decenni del Novecento percorrevano con il loro ingombrante armamentario le stradine e i borghi delle Valli del Natisone.
Sono immagini che testimoniano di una “tradizione” fotografica familiare che si è trasmessa da una generazione alla successiva, e che ha origine – come detto – quasi un secolo fa. Il primo autore degli scatti è stato un ufficiale dell’esercito italiano;  dopo di lui si sono susseguiti diversi membri della famiglia. Questo aspetto appare piuttosto insolito nelle Valli di quei tempi, se ne consideriamo la condizione di arretratezza economica, dove il possesso di una macchina fotografica rappresentava un caso eccezionale almeno fino agli anni del cosiddetto boom economico. Pochi potevano qui permettersene una per uso personale, e l’impiego “ludico” del mezzo per la stragrande maggioranza della popolazione era una pratica del tutto sconosciuta. 21 novembre – 13 dicembre 2015

in collaborazione con Circolo di cultura Ivan Trinko Comune di Cividale del Friuli e con ISK – Istituto per la cultura slovena

 

 


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