cibo, vino e quantobasta per essere felici

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Alta Langa Docg in sintesi

L'Alta Langa Docg è lo spumante brut del Piemonte. Fu il primo metodo classico a essere prodotto in Italia, fin dalla metà dell’Ottocento, nelle “Cattedrali Sotterranee” oggi riconosciute Patrimonio dell’Umanità Unesco. È fatto di uve Pinot Nero e Chardonnay, in purezza o insieme in percentuale variabile; può essere bianco o rosé, brut o pas dosé e ha lunghissimi tempi di affinamento sui lieviti, come prevede il severo disciplinare: almeno 30 mesi. L’Alta Langa è esclusivamente millesimato, riporta cioè sempre in etichetta l’anno della vendemmia. Ha sfumature da giallo paglierino a oro intenso e aromi che ricordano la frutta bianca e gli agrumi con sentori di crosta di pane. Al palato è armonico, caratterizzato da una delicata sapidità. L'Alta Langa rosé ha un colore rosa cipria o più marcato quando è giovane, l’intensità aromatica tipica del Pinot Nero, con profumi che spaziano dal pomplemo alle spezie, un gusto fruttato, equilibrato, ampio e lungo. I NUMERI DELL'ALTA LANGA DOCG: 103 soci del Consorzio, 78 vigneron, 25 case spumantiere, 280 ettari di vigneto (130 in provincia di Cuneo, 130 in provincia di Asti, 20 in provincia di Alessandria), non tutti ancora in produzione - diventeranno 350 nel 2021. Oltre 1.300.000 bottiglie prodotte nel 2018  (rivolte soprattutto al mercato interno: 95%). 

Leggi anche https://qbquantobasta.it/59-notizie-flash/7720-1-300-000-bottiglie-per-alta-langa-docghttps://qbquantobasta.it/59-notizie-flash/7720-1-300-000-bottiglie-per-alta-langa-docg

 

 

Lasagnetta di scamorza e seitan

È Natale e non possiamo non concederci un piccolo capriccio goloso, ancorchè vegetariano. Questa lasagnetta bianca è delicata, fondente e dal gusto leggermente affumicato. Parola mia, piacerà ad adulti e bambini e permetterà di recuperare qualche pezzetto di formaggio abbandonato nel frigo e in attesa di essere consumato!

 
INGREDIENTI PER UNA TEGLIA 20x15 cm
* 10 fogli di pasta (secca) all’uovo per lasagne. Besciamella: * 50 g di burro * 50 g di farina 00 * 550 ml di latte intero * noce moscata * sale fino.
Condimento / farcitura: * 125 g di seitan al naturale * 120 g di scamorza affumicata * 50 g parmigiano reggiano * 20 g burro.
PREPARAZIONE
Scaldare il forno a 180°. Preparare la besciamella. Scaldare il latte fino quasi a bollore. In un pentolino a parte sciogliere delicatamente il burro. A scioglimento completato, versare all’interno la farina tutto d’un colpo e mescolare rapidamente per evitare la formazione dei grumi. Una volta amalgamato, versare a filo il latte caldo in modo che venga assorbito un poco alla volta. Aggiustare di sale e grattugiare la noce moscata. La besciamella dovrà risultare volutamente più liquida del normale. Lasciare da parte per qualche minuto. A parte scaldare una padella con un filo d’olio. (continua)

COLORE FORMA E MATERIA

COLORE, FORMA E MATERIA. Quando l’occhio prende le “misure” per la bocca. Con qbquantobasta a zonzo tra Vicenza e Treviso alla scoperta di tre importanti realtà del food alle quali sono stati associati dei temi precisi: il Colore a La Giardiniera di Morgan, la Forma al ristorante Aqua Crua, la Materia alla torrefazione Goppion Caffè. 

La cucina è un campo di esperienza sensoriale nel quale il COLORE è in grado di rendere significativo un piatto e quindi il suo sapore.  La Giardiniera di Morgan è il progetto gourmet di Morgan Pasqual. Il colore è al centro della nuova linea Le eccellenze di Morgan: ogni selezione infatti si caratterizza già dal coperchio delle confezioni: rosa per i rapanelli del Pinkimonio, nero per il Pinzimonio con l’Aceto Balsamico di Modena IGP, arancio per la Melanzana Rossa di Rotonda DOP. “Dopo aver giocato con gli abbinamenti delle nostre cinque Giardiniere – spiega Morgan Pasqual, titolare assieme alla moglie Luciana Silvestri – ora è il momento di mettere al centro i prodotti più buoni che ho scoperto durante i miei viaggi su e giù per l’Italia.”

  La Melanzana Rossa di Rotonda DOP è la nuova Eccellenza. Poichè elemento distintivo di tutti i prodotti di Morgan Pasqual è la croccantezza,  la melanzana è stata interpretata in una ricetta pulita e leggera. Gli ingredienti sono semplici: aceto di vino bianco, sale di Cervia, zucchero, olio di semi di girasole, olio extravergine di oliva. Combinazione che contrasta il retrogusto pungente, leggermente amarognolo e agrumato e le tipiche note agrodolci delle sue lavorazioni. “La melanzana di questa nuova ricetta racchiude in sé il sole della Basilicata: alla vista sembra un pomodoro, ricorda il fico d’india all’olfatto e si rivela gentilmente piccante al gusto, stimoli diversi che sorprendono il palato”. Tra gli abbinamenti ottimi i formaggi, le carni bianche alla griglia e gli arrosti di pesce. Può dare carattere nella farcitura di un panino gourmet o insaporire una semplice misticanza con rucola e basilico fresco. 

Il cibo può esser interpretato come una FORMA, che mette in relazione il piacere con il bisogno, perché la forma, come la sostanza, si traduce in sapore.  Siamo a Barbarano Vicentino, ai piedi dei Colli Berici, da Aqua Crua ristorante-hotel di Giuliano Baldessari, stella Michelin da poco riconfermata. Un ristorante vocato al minimalismo e all’informalità: un ambiente unico, senza divisioni fra chi cucina e chi mangia. Essenziale, moderno, con linee pulite. A terra il calore del legno di castagno, su uno dei lati corti della sala principale si stende un’ intera parete verde di piante in vero rigoglio a rappresentare un centro tavola comune a tutti gli ospiti. Le luci sono studiate per ricreare un'atmosfera intima e raccolta: il tavolo infatti viene illuminato solo quando i commensali gli si avvicinano.  Credendo in una cucina che prima ancora dell'assaggio desti meraviglia, Baldessari è stato capace di ricamarsi addosso un ristorante che sposa il gusto per l'illusione a una tangibile conoscenza del mestiere, tra tecniche vecchie e nuove recuperate in giro per il mondo.
Sono due i menu che presenta lo chef: i Frattali, piatti “alla carta” con i quali Baldessari si è fatto conoscere, rappresentano l'idea di gioco e di de-contestualizzazione; Iniziazione, un percorso che al centro pone la massima espressione di due concetti: acido e amaro. Il menu che abbiamo degustato è stato studiato apposta per noi del press tour: otto portate ognuna accompagnata da un vino. A ogni portata ho deciso di “abbinare un sostantivo” che riassumesse l’essenza e il significato del piatto stesso, cercando di interpretare l’espressione dello chef, proprio come fanno i critici con le opere d’arte.

LA BRESAOLA “Illusione” Quella che appare bresaola è in realtà passata di pomodoro disidratata servita con rucola, grana e una fettina di limone. Accompagnata da Tavel rosè Prieurè de Montezargues 2017 dai profumi freschi e leggeri che richiamano il lampone e la fragola anche al palato.

LA PECORA “Contrappunto”. Tartara di spalla di pecora lavorata con colatura di alice e spolverizzata di caolinite (pietra simile all’argilla), piatto che presenta una forte contrapposizione tra la succulenza indotta prodotta dalla pecora e la secchezza provocata dall’argilla. Abbinamento molto piacevole con Etna rosso “Ciauria” Paolo Ciaciorgna 2016.

OMAGGIO A CASTAGNA “Forma”. Da questa portata si evince il concetto di Forma: la pietanza diventa piatto e il piatto diventa pietanza. Tre ingredienti (baccalà, olive e crescione) creano tre macchie di colore, le stesse presenti nei piatti del ristorante creati dal ceramista Pino Castagna, recentemente scomparso. A un grande piatto non si poteva che abbinare un grande vino: Ribolla Gravner 2010.

IL MISO “Armonia”. Spaghetto firmato Mancini e condito con miso prodotto dalla fermentazione del fungo Koji, polvere di caffè e fresche foglie di Kaffir lime. Nel calice Jurancon sec “Mantoulan” Clos Lapeyere 2011. Non avevo assaggiato prima né un piatto simile né conoscevo il vino, ma è stata l’unione perfetta: abbinamento impeccabile.

RISO “Provocazione”. Per alcuni assaggiare questo piatto è una prova di coraggio. Risotto all’acqua di cozze, succo d’arancia, peperoncino, zenzero e un pizzico di cordyceps: fungo “killer” parassita che cresce sulla testa di insetti e ragni e ne determina la morte. Accompagnato da Clos de Coulaine Pierre Bise 2015. La morbidezza e il leggero residuo zuccherino del vino arrotondano il sapore leggermente piccante dei risotto.

TAMARINDO “Soavità”. Ricciola lasciata marinare per 8-10 ore nella sua stessa acqua, successivamente viene ricoperta da paprika, liquirizia, pane fritto e finocchietto e servita accompagnata da una salsa di tamarindo. La combinazione dei due sapori è perfetta. Piatto delicato accompagnato da “La Rocca” Soave classico Pieropan 2010.

LA STARNA “Acredine”. Filetto e petto di starna, selvaggina da piuma, cotti a basse temperature. Stesi su una salsa a base di latte fermentato con fiori di tarassaco e cipolla in polvere. Da accompagnare con il “Rocher” fatto di fegatini di starna ricoperto da granella di nocciola. Nel bicchiere Chateau Croix-Mouton Bordeaux superieur 2016, uvaggio bordolese della riva destra, contenente un’alta percentuale di merlot che gli conferisce una piacevole nota balsamica e morbidezza in bocca.

LA CREMA CARBONIZZATA “Inganno”. Concludiamo il cerchio con un’altra illusione.  L’aggettivo carbonizzata si riferisce al colore della crema, perché pur essendo di base una semplice crema catalana, è grigia, causa l’aggiunta del carbone vegetale. E' inoltre ricoperta da uno strato di caffè crudo, scagliette di radice di polipodio (nota anche come liquirizia selvatica o di monte), lime e qualche granello di acido citrico. Quando si dice l’apparenza inganna: dolce dall’aspetto poco invitante, ma dal sapore squisito! In abbinamento Domaine Ostertag Riesling Alsace Vendages Tardives 2011. Eccellente. Anche se non tutti i piatti possono essere subito capiti, è un’esperienza che vale la pena fare.

Se il sapore può essere inteso come sapere, nel momento in cui si acquisisce una consapevolezza legata alla MATERIA, lo stesso sapere può esser associato al sapore.  Nella piazza di un piccolo paese inizia una grande storia d’amore per il caffè. Tutto comincia nel 1859 quando nasce Luigi, orfano di padre, al quale per una serie di combinazioni sconosciute e solo ipotizzate viene assegnato il cognome Goppion.  Oggi l’azienda con il suo nome è giunta alla quinta generazione, occupa trentacinque dipendenti ed esporta in quasi trenta paesi in tutto il mondo.  Per la Goppion Caffè il rispetto del tempo è fondamentale, necessario per poter scegliere con cura i migliori caffè dalla raccolta alla lavorazione nelle terre d’origine, fino alla torrefazione. Altrettanto importante il tempo che il consumatore si prende per gustare il frutto di questo lavoro. La torrefazione non vende il prodotto finito, il caffè, una volta tostato e macinato, dev’essere ulteriormente lavorato dal barista o a casa dal consumatore finale. L’estrazione del caffè è un momento fondamentale per ottenere un prodotto di qualità. “Da oltre quindici anni – spiega Paola Goppion, responsabile marketing – organizziamo corsi di formazione per professionisti e appassionati. Da sempre pensiamo sia fondamentale fare formazione, e soprattutto farla bene: dare al barista opportunità di miglioramento fa parte delle nostre responsabilità di torrefattori, far sì che il consumatore possa avere il piacere di bere finalmente un caffè fatto bene”.


La torrefazione quindi da quest'anno diventa scuola. Goppion Caffè ha inaugurato una sala interna all’azienda con banchi per le degustazioni, nuove macchine da caffetteria e postazioni per le infusioni a filtro. I trainer della nuova Scuola di Caffè sono Denis Dzekulic, insegnante certificato e Chiara Bergonzi latte art specialist, docente ufficiale della Specialty Coffee Association Italiana.
Spesso il caffè fatto a casa con la moka non dà molte soddisfazioni, noi di q.b. abbiamo chiesto a Denis Dzekulic quali sono le regole da seguire per un caffè buono e fatto bene. “Bastano piccoli accorgimenti per un risultato soddisfacente. Iniziamo dall’acqua che è un elemento molto importante: meglio evitare quella di rubinetto e utilizzare l’acqua in bottiglia preferibilmente a una temperatura di 30-40 gradi. Riempire quindi la caldaia fino a livello della valvola, né più né meno. Inserire il filtro nella caldaia e riempirlo con il caffè senza creare una “montagna”, ma cospargendolo in maniera omogenea e livellandolo, ma attenzione a non pressarlo troppo. Avvitare bene il raccoglitore sulla caldaia e mettere sul fuoco a fiamma bassa, già a 60 gradi si cominciano a liberare i primi vapori, ma l’estrazione migliore avviene a circa 90-93 gradi. Il caffè all’interno della moka deve salire in maniera lineare e uscire regolarmente senza fare troppi borbottii. Appena la moka comincia a gorgogliare significa che l’acqua all’interno della caldaia ha raggiunto i 100 gradi, quindi è opportuno togliere la moka del fuoco ed attendere fino a completa estrazione. Prima di servire il caffè è buona cosa mescolarlo per renderlo più omogeneo. Infine si consiglia di lavare bene la moka dopo ogni utilizzo, anche con detersivi purché inodore.” Un buon caffè deve avere acidità inserita in un corpo caratterizzato da struttura e dolcezza e una chiusura piacevolmente amarognola. “Come con arte va preparato, così con arte va bevuto" (Abd el Kader, XVI secolo). 

Presepe di Luce a Piancada

Festeggiato San Nicolò, arriva subito il tempo di Santa Lucia. E nella comunità di Piancada, in comune di Palazzolo dello Stella, domenica 9 dicembre 2018, dopo il Canto dei Vesperi,  alle 16.45 potremo assistere alla quarta edizione dell'accensione del suggestivo Presepe di Luce che rientra nel progetto Giro Presepi dell'UNPLI della nostra regione. Ogni anno il Presepio si arricchisce di nuove figure illuminate che, dal giardino della canonica, si espandono oltre il suo perimetro, per il desiderio dei numerosi e instancabili volontari, di portarlo anche fino ad alcuni cortili privati. A oggi il presepe di Piancada è illuminato da mezzo chilometro di luci e ogni anno richiama numerosi visitatori da tutta la regione. La manifestazione, organizzata dalla Parrocchia di Santa Caterina in collaborazione con il Comune di Palazzolo dello Stella, la Pro Loco di Palazzolo, la Casa del Fanciullo e la sezione ANA locale, prevede anche la sfilata di Santa Lucia con i bambini, carro luminoso e il pony, in perfetto stile nordico. Seguono la benedizione delle candele natalizie e la tradizionale accensione dell'albero di Natale. Alla fine momento conviviale per tutti. 

 

Nuovi vitigni resistenti per la cantina Lorenzon

sauvignon kretossauvignon kretos

La cantina Lorenzon di San Canzian d’Isonzo (GO) investe nel biologico con i nuovi vigneti resistenti alle malattie.  «A maggio di quest’anno - spiega Lorenzon - sono stati impiantati due nuovi ettari - a Cassegliano nella zona di Boseano - destinati alla produzione di vini bio. 

sauvignon rytossauvignon rytos

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si tratta di Soreli, Sauvignon Kretos e Sauvignon Rytos, i vitigni a bacca bianca di nuova generazione resistenti alla peronospora e all’oidio.

sorelisoreli

Grazie a queste varietà di vite, recentemente introdotte, si potranno ottenere vini di qualità con un’attenzione maggiore alla tutela dell'equilibrio naturale del vigneto nell'ottica della sempre crescente attenzione alla sostenibilità ambientale». I nuovi vigneti entreranno in produzione fra 2 anni. «Nel 2019 - conclude - potremo già raccogliere i primi grappoli, anche se la prima vera vendemmia sarà nel 2020». Sono in tutto 7 i nuovi ettari impiantati quest’anno. L’Azienda Agricola Lorenzon ha, infatti, acquistato altri 5 ettari destinati a ribolla gialla, cabernet sauvignon e chardonnay, tutti posti in località che producono uve di eccellente qualità. L’Azienda Agricola Lorenzon Srl, ubicata nel comune di San Canzian d'Isonzo (GO), è stata fondata nel 1974 ed è a conduzione familiare. Enzo Lorenzon, insieme ai figli Davide, enologo e responsabile di produzione, e Nicola, direttore commerciale e marketing, dirige e gestisce 70 ettari di vigneto nel cuore della DOC Friuli Isonzo. L’azienda distribuisce ogni anno 500 mila bottiglie in Italia e nei più importanti Paesi esteri. 

Coscette di pollo al miele

Va di moda il taglio casereccio anche nelle patatine surgelate.  Noi che adoravamo quelle sottili che si friggevano meravigliosamente e uniformemente , ora siamo interessati anche a queste tipologie (una volta cotte sono croccanti fuori e morbide dentro). Ovviamente le patate di godia o quelle del contadino sono tutta un'altra cosa, ma non sempre le abbiamo a disposizione. Le patatine Mc Cain Bistrò style ci suggeriscono simpatici abbinamenti per un abbinamento di gusto. In questo caso con i fusi o le coscette di pollo. 
Per 4 persone:
8 fusi di pollo, 50 g zucchero di canna muscovado, 15 g sale, 20 g paprika, 3 g pepe nero, 5 g aglio granulare+ 5 g cipolla disidratata, 2 peperoncini cajenna), 200 g di patate surgelate McCain Bistrot-Style fries

Spalmare di senape i fusi di pollo e applicare il rub. Metterli in frigo coperti per 2h. Grigliare i fusi a temperatura media su entrambi i lati fino a doratura (circa un'ora).
In un padellino mettere 100 g di salsa bbq dry rub, 50 r di miele millefiori e 10 grdi burro. Mescolare e far bollire per 10 min. Passare il tutto col minipimer e tenere al caldo.
Una volta pronte girare le coscette nella salsa calda. Servire bollenti con le patate.

Ricetta suggerita dal cookbook Gruppo Galli. 

**Dry Rub, letteralmente “massaggio a secco”  è un modo di insaporire la carne se non volete marinarla, ungerla eccessivamente o lasciarla a mollo in un liquido. Il nome deriva dal  massaggio con il quale si applica questa miscela, premendo con le dita e i palmi delle mani perché le spezie aderiscano bene e gli aromi penetrino tra le fibre. Una volta terminato, fasciate con pellicola trasparente e lasciate in frigorifero da 2 ore a una notte intera. La base di ogni Rub è un misto di sale, spezie e talvolta zucchero, con cui si preparano certi tipi di carne prima della cottura. 

Rossi delle terre di Aquileia Refosco p.r. di Tarlao

Francesco Tarlao presenta i suoi vini al ristorante Tarabusino Francesco Tarlao presenta i suoi vini al ristorante Tarabusino

Se dell'azienda Tarlao Vignis in Aquileia conoscete sicuramente la Malvasia Ninive,due volte campione del mondo al concorso della Malvasie Vinistra, è giunto il momento di presentarvi un vino rosso davvero eccellente, che dà molte soddisfazioni a chi l’ha prodotto e a noi che lo beviamo.

E' un Refosco dal peduncolo rosso che fa parte della linea Mosaic (un evidente richiamo alla Terra di Aquileia e ai suoi manufatti storici più famosi, i mosaici). Il Mosaic Ros Doc Friuli Aquileia 2015 è stato premiato ai primi di settembre  2018 nella Selezione dei vini di Aquileia come miglior Refosco. Ma ancora più prestigioso è il certificato di eccellenza che gli è stato attribuito dal The WineHunter Award del Festival di Merano. Altrettanto importante e significativo il simbolo della moneta assegnato da Slow Wine 2019: simbolo assegnato a quell’azienda “che ha espresso un buon rapporto tra la qualità e il prezzo per tutte le bottiglie presentate alle degustazioni”. In particolare ci si riferisce al Merlot 2016 suggerito da Slow food come Vino Quotidiano, in quanto bottiglia eccellente sotto il profilo organolettico a meno di 10 euro in enoteca. Vediamo più da vicino questa azienda giovane dal cuore antico, quello di nonno Igino e di papà Sabino. Il giovane Francesco (a sinistra nella foto sotto, durante Calici di Stelle 2018) ha studiato enologia e ha lavorato in prestigiose cantine in Argentina e Stati Uniti facendo esperienze importanti e conoscendo tecnologie nuove.

tarlao calici di stelletarlao calici di stelle
10 ettari totali di cui 5 a vigneto per una produzione artigianale: 27.000 bottiglie. Che racchiudono profumi, colori, sapori del luogo in cui le uve nascono e crescono: suoli di origine alluvionale ricchi di sali minerali, accarezzati
dai caldi influssi adriatici. 

courtesy ph foodyascourtesy ph foodyas

Scheda sintetica del Refosco dal peduncolo rosso 
Vigneto : 35 anni
Colore : rosso rubino intenso, profumi di frutti a bacca piccola, ribes e mirtillo con leggera speziatura. Al palato ben bilanciato e rotondo, spiccano nel finale leggere note di frutta appassita.
Denominazione: DOC Aquileia
Uvaggio : 50%-70% Refosco passito (a seconda dell’annata) 30% Refosco normale
Affinamento : 100% barrique 18 mesi più un anno di affinamento in bottiglia.

L’uva viene vendemmiata verso la terza decade di settembre e poi è posta in piccole cassette ad appassire per circa 5 settimane. Una volta raggiunto il giusto grado di appassimento si procede con la diraspatura e la fermentazione in botti di legno di 5 hl per circa 20-40 giorni a seconda dell’annata. In seguito si separano le vinacce e si fa decantare per alcune settimane per poi procedere all’affinamento per 18-24 mesi in apposite botti di legno di 2.25 hl

Abbinamenti: carni rosse alla griglia, brasati di manzo o selvaggina. Questo vino si presta anche al fine cena magari accompagnato con del cioccolato.

Gault Millau Slovenia. 5 cappelli per i ristoranti HIT

Gault & Millau Slovenia. 130 ristoranti. 50 cantine. Piccoli birrifici e 50 pop places. 5 cappelli per i ristoranti del Gruppo Hit di Nova Gorica. Due i ristoranti premiati. Del Calypso (Hotel Perla) al 7° posto assoluto con tre cappelli, 16,5 punti, miglior ristorante alberghiero l’autorevole Guida segnala “materie prime di altissima qualità, sapori inconfondibili, combinazioni sorprendenti, tecnica elaborata e in linea con le tendenze culinarie mondiali, ma soprattutto servizio di alto livello".

Il team dei ristoranti Calypso (Hotel Perla) e Tiffany (Hotel Park) di Nova GoricaIl team dei ristoranti Calypso (Hotel Perla) e Tiffany (Hotel Park) di Nova Gorica

Anche il ristorante Tiffany (Hotel Park) 2 cappelli, 13 punti, è noto per la professionalità del personale di sala e i servizi di alta qualità. Per andare al ristorante non è necessario entrare nel casinò, inoltre è garantito il servizio di valet parking gratuito. “Pochi sanno che la società Hit è nata dal legame di alcuni locali di ristorazione e alberghi della regione di Goriška. Ancora oggi, l’enogastronomia rappresenta uno dei prodotti cardine dell’offerta del Gruppo. Gli ottimi voti dei nostri due ristoranti nella guida Gault & Millau Slovenia dimostrano che la competenza e l’impegno costante sanno sempre soddisfare anche i più esigenti amanti delle esperienze culinarie”, sottolinea Danjel Mlečnik, presidente del consiglio di amministrazione della Hit.

Dalibor Janačković, Mira Šemić (direttrice Gault & Millau Slovenia) e Matjaž Šinigoj.Dalibor Janačković, Mira Šemić (direttrice Gault & Millau Slovenia) e Matjaž Šinigoj.

La saga del sale italiano svenduto ai francesi

Margherita di Savoia vasche salanti prima selezioneMargherita di Savoia vasche salanti prima selezione

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa segnalazione di Giampietro Comolli, Presidente Ceves-Ovse - Economista Agronomo Enologo Giornalista - Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici. "Una recente asta finanziaria ha assegnato la più grande società di estrazione di sale matino italiano a una multinazionale francese, senza alcuna comunicazione pubblica. A seguito dell’importane DL del Senato sulla tutela dell’agroalimentare, forse anche il #saleitaliano – almeno quello destinato a cucine, ristoranti, ricette e nutrizione a tavola – meriterebbe una tutela. E’ una commodity strategica visto che è il Governo che assegna le concessioni temporanee di estrazione, ma è anche un fiore all’occhiello e può essere un plus nel mondo del made in Italy.  LA PIU’ GRANDE SALINA D’ITALIA a MARGHERITA DI SAVOIA IN PUGLIA (800.000 TON/ANNO) PASSA DI MANO A UNA MULTINAZIONALE DEL SALE EUROPEA E MONDIALE. IL SALE E’ UN PRODOTTO STRATEGICO PER IL BELPAESE. IL SALE ITALIANO PUO ESSERE RICONOSCIUTO MADE IN ITALY . ALCUNI SITI E SALINE DEVONO ESSERE IGP.

Le più grandi saline marine d’Europa di Margherita di Savoia in Puglia sono passate in mano alla multinazionale francese Salins spa, leader europea e co-leader mondiale nella commercializzazione di sale industriale, sale stradale e sale alimentare. Un'asta di vendita del credito gestito da Monte Paschi Siena, in assoluta forma riservata e a chiamata, ha assegnato a Salins spa tramite la controllata Cis oltre 500 ettari di sale marino italiano, inseriti in un contesto di 4000 ettari di parco e riserva, in zona altamente turistica. I sindacati dei lavoratori, gli ex titolari di Atisale-Salapia Sale spa detentori della concessione Demaniale fino al 2029 e autori del forte crack debitorio che ha portato l’impresa al concordato e alla cessione del 100% pacchetto azionario, al pegno fideiussorio delle azioni e alla garanzia delle proprietà personali dei soci tutto verso Mps, hanno scritto lettere di fuoco e le maestranze sono entrate immediatamente in sciopero. Come Ceves – centro studi attivo nelle ricerche tecniche-scientifiche-economiche sul #saleitaliano per valorizzarlo rispetto ad altri sali mondiali – chiediamo al Governo, al Demanio, alla Regione Puglia, al Comune di Margherita, a Coldiretti di attivarsi per una verifica delle procedure e delle azioni avviate, affinchè il #saleitaliano non faccia la fine dello #zuccheroitaliano che negli anni ’80-’90 passò di mano non con una cessione di impresa, ma anche in quel caso attraverso meccanismi di debiti e crediti contratti con Banche e scambi finanziari per necessità e interessi ben lontani dalla tutela dello zucchero italiano. Sollecitiamo quindi che un bene collettivo dello Stato italiano non sia ceduto a chi ha una leadership che potrebbe inficiare la “italianità”, l’origine e la provenienza del sale tricolore compreso il coinvolgimento diretto delle miniere di salgemma di Volterra. Anche attraverso il #saleitaliano può passare la valorizzazione dell’agroalimentare e del made in Italy dell’enogastronomia per tutti i risvolti culinari che implica, come segnalano a Ceves da tempo i più importanti chef e cuochi italiani all’estero e in Italia, costretti ad acquistare sali di altri paesi sostenuti da campagne di qualità, di sostenibilità, di pregio bene orchestrate, ma spesso non inerenti alle caratteristiche alimentari e salutari che le recenti ricerche e analisi scientifico-universitarie stanno avvalorando e dimostrando.

Sale marino siciliano raccolto a manoSale marino siciliano raccolto a mano

Il sale alimentare, da non confondere con quello per uso chimico e industriale, non è un nemico della salute se consumato con misura, con dosi e in modi corretti essendo sia un condimento a tavola sia un coadiuvante terapeutico per certe cure dell’organismo umano, dallo stress alla salute dermatologica, dalle vie respiratorie alla stanchezza congenita. Il recente DL del Senato a tutela dell’agroalimentare italiano dovrebbe interessarsi anche del #saleitaliano e aggiornare, rispetto ai tempi e modi di gestione monopolistica, le norme di qualità e qualificazione del sale per consumo umano oramai entrato nel libero mercato e soggetto a un'ampia concorrenza. Non è possibile che nei supermercati italiani ed europei ci siano sali confezionati e commercializzati integrali-grezzi a disposizione di un consumatore spesso non informato provenienti da altri continenti, sia marini che di miniera, con il 93% di purezza tecnica quando le norme di produzione nazionale prevedono un minimo del 97%. Inoltre perché il sale purissimo, bianco, grosso a fiocchi o a chicchi made in Italy ha un prezzo medio al consumo di 2-3 euro al chilo nei migliori casi e tutti i sali di importazione partano da 5 euro e fino a 40 euro al chilo? E’ evidente che non si vuole limitare il libero mercato, ma lo stesso vale anche nella leale concorrenza, a difesa dell’antitrust e sulla corretta informazione al consumatore. Come Ceves chiediamo una “etichetta parlante” sulle confezioni, un trattamento normativo uniforme fra sale nazionale e estero, oltre a vedere se è possibile identificare, tracciare e certificare altri siti produttivi nazionali meritevoli del riconoscimento Dop o Igp o di Presidio come già avviene per due sole parti ristrette delle saline di Trapani e di Cervia. Come Ceves abbiamo valutato tutte le saline attive in Italia e si potrebbero riconoscere, con un grande valore aggiunto anche per il territorio locale come parchi, ambiente, paesaggio, terme, musei e altre attività agricole, almeno altri 10 siti meritevoli di una Igp all’interno anche di più grandi saline marine e minerarie. L’auspicio è che si intervenga prima possibile per salvare il #saleitaliano prima che finisca, anche svenduto, in mani straniere (800.000 ton/anno di estrazione potenziali di Atisale-Salapia sale spa su un totale nazionale di 2,2 mio/ton/anno è una bella fetta) che non garantirebbero gli attuali posti di lavoro, il valore aggiunto territoriale, una libera concorrenza, la certezza dell’origine italiana del sale nelle confezioni commercializzate con marchio italiano, ma di contenuto assai dubbio e proveniente da chissà quale luogo magari anche più inquinato e meno controllato di quello delle coste italiane, del mar Mediterraneo. Il messaggio è anche indirizzato a Coldiretti e Slow Food notoriamente paladini di queste realtà produttive di nicchia: un valore aggiunto che deve restare al made in Italy anche per il “sale da cucina” come chiedono i ristoratori italiani.

Margherita di Savoia i colori della sacca marinaMargherita di Savoia i colori della sacca marina

 

 

C’era una volta una Principessa di nome Isabella

“C’era una volta, tra le dolci colline del coneglianese, una Principessa di nome Isabella... E c'è ancora". A Susegana, nell’area più a sud dell’ormai ben noto territorio del prosecco, è situata una delle più antiche cantine della zona. Una realtà vitivinicola che lega indissolubilmente il proprio nome a quello della famiglia Collalto, da oltre mille anni presente nel territorio, precisamente dal 958 con Rambaldo I della contea Lovadina. L’erede di questa importante dinastia è la principessa Isabella Collalto de Croÿ, che da poco più di dieci guida l’azienda con l’intenzione e il desiderio di rinnovare la secolare tradizione familiare.


La cantina Conte Collalto, così come la conosciamo oggi, è stata costruita nel 1904 e, nonostante i bombardamenti subiti durante la Prima Guerra Mondiale, mantiene ancora oggi le caratteristiche di allora. Simbolo dell’azienda è il castello di San Salvatore, alle cui pendici crescono alcuni vigneti della cantina. Conte Collalto vanta  complessivamente 160 ettari di vigneti di cui 100 destinati alla produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. 
Si intuisce quindi  la filosofia aziendale che prevede una produzione sostenibile, senza ricorso di conferitori esterni e con un’attenzione maniacale all’ambiente e ai microclimi. In tal senso, negli ultimi anni e sulla base delle caratteristiche degli ettari di proprietà, la produzione è stata diversificata sulle tre rive principali: Susegana, Colfosco e appunto, Collalto.


Espressione perfetta di quest’ultima è la nuova creazione Brut “Isabella” Rive di Collalto, che esordisce con il millesimo 2017. Con i suoi 5,5gr/l e poco più di 4 atmosfere, “Isabella” risulta un elegante spumante dalla delicata e sottile bollicina, che ha alle sue spalle 9 mesi di affinamento sui lieviti, periodo di certo non comune per la tipologia degli spumanti metodo Charmat. L’attenzione, la ricerca e la lungimiranza della famiglia Collalto hanno permesso però di osare e di ottenere un grande prodotto con un’inaspettata profondità. Alla vista si presenta di colore giallo paglierino tenue con leggeri riflessi verdognoli. Il perlage finissimo e persistente esplode in bocca, avvolgendola di una morbida, cremosa e vivace bollicina. I sentori fruttati e floreali ben si sublimano con gli aromi terziari di crosta di pane e lievito. Potremmo definirlo… un prosecco emancipato. Anche l’occhio però vuole la sua parte: bottiglia satinata, etichetta scudata come vuole la tradizione e bianca per il candido colore che veste la principessa. Il bollino a completa il raffinato quadro d'insieme garantendone l'autenticità.


La presentazione Brut “Isabella” Rive di Collalto si è svolta nello scenario seducente del Castello di San Salvatore, luogo incantevole che merita necessariamente una visita. Insolito il luogo scelto per il brindisi di benvenuto: la “Sala delle Torture”, aperta per la prima volta al pubblico. Io ero presente per qbquantobasta.

Entrati al piano terra della fortezza, in una semplice quanto elegante sala denominata Favorita (dalla Principessa), siamo stati accolti in una conviviale “tavola quadrata” in cui la Principessa Isabella, da perfetta padrona di casa, ha tenuto le redini della serata, concedendosi ad allegri e simpatici aneddoti.


Accompagnati dalle creazioni dello chef Renzo Dal Farra della Locanda San Lorenzo di Puos d'Alpago (BL), una stella Michelin, abbiamo potuto apprezzare gli accostamenti, particolarmente azzeccati, tra cibo e vino, come anche tra ingredienti del medesimo piatto. Un’esplosione di gusto fra incontri inconsueto: senza dubbio una notevole scoperta. 

 

 

 


Una serata intensa e piacevole, in un luogo straordinario.

Una cantina con una grande storia da raccontare, vini mai banali, persone competenti e appassionate.

Nocciola day 2018

#NOCCIOLADAY 2018 indetto dall’Associazione Nazionale Città della Nocciola. DOMENICA 9 DICEMBRE A FONDAZIONE FICO dalle 10.30 alle 12.30 nello Spazio 118 del Parco agroalimentare. CONVEGNO NAZIONALE DEDICATO ALLE NUOVE SFIDE E POLITICHE DI SVILUPPO DELLA NOCCIOLA ITALIANA. INTERVENTI DEI MAGGIORI OPERATORI DEL SETTORE. Con un’ampia riflessione dedicata alle nuove sfide e politiche di sviluppo per la nocciola italiana: l'Italia è il secondo produttore mondiale con oltre settanta mila ettari coltivati a noccioli con una produzione media di nocciola in guscio di circa 110.000 t/anno (dato medio/anno ultimi 10 anni).  Saldamente in testa la Turchia con il 70% del mercato complessivo. Il convegno, che si aprirà con con il saluto di Andrea Segrè presidente di Fondazione Fico, sarà coordinato e introdotto dal coordinatore scientifico della Fondazione Duccio Caccioni: sua la relazione sul tema Il marketing territoriale come elemento strategico per la valorizzazione dei prodotti e dei territori. Interverranno Rosario D’Acunto, presidente Associazione Nazionale Città della Nocciola; Alessandro Annibali, presidente New Factor Il caso-studio della noce di Romagna; Alberto Manzo, Funzionario Tecnico coordinatore del Tavolo di filiera frutta in guscio del MiPAAFT Il ruolo del tavolo di filiera frutta in guscio nazionale al fine di definire le strategie del settore; Claudio Scalise, presidente SG marketing La valorizzazione della frutta secca: un’operazione vincente in Italia; Claudio Sonnati, ricercatore Agrion filiera corilicola Il contributo nazionale del Piemonte alla coltivazione sostenibile della nocciola. Testimonianze dalla Catalogna: Pere Arbonès, Avellana de Brunyola i comarques; Pere Guinovart Dalmart, president del Consell Regulador de la Denominació d’Origen Protegida Avellana de Reus. Ulteriori testimonianze dai territori corilicoli italiani di Biagio Estatico, presidente Terre Abellanae, Campania; Enzo Ioppolo, presidente della Comunità Nocciola dei Nebrodi, Sicilia; Sergio Lasagna, presidente del Consorzio Nocciola Piemonte Igp; Corrado Martinangelo, Presidente Nazionale Agrocepi; Massimo Gerardo Roritori, Consorzio Nocciola Calabria; Giuseppe Russo, Presidente Rete Frutta in guscio Terre Campane.

Cena stellata con piatti salati e dolci a base di nocciola. Aperitivo domenicale della tradizione catalana: Nocciola Dop di Reus con il Vermut di Reus.

 

Whisky around the world

Cinque whisky provenienti da diverse parti del mondo abbinati a piatti preparati per l’occasione in un evento di degustazione esclusivo presso il ristorante a una Stella Michelin, Marco Martini Restaurant a Roma (viale Aventino 121). 

Il racconto di quattro territori e dei loro rispettivi  whisky in una serata organizzata dal Gruppo Bacardi Martini. Quattro tappe con cinque whisky differenti, a cui sono stati abbinati cinque piatti pensati apposta per esaltarne le peculiarità. Un vero e proprio viaggio del gusto e, come in un romanzo ottocentesco, gli invitati sono saliti su un treno virtuale, elegante e accogliente per un grand tour con quattro fermate: Stati Uniti, Irlanda, Scozia e Giappone, accompagnati da tre capotreni d'eccezione: Giampiero Francesca e Massimo Macrì, de I Maestri del Cocktail e Cristina Folgore, whisky brand Ambassador del Gruppo Bacardi, che hanno accolto gli ospiti presentando loro la traversata alla scoperta di curiosità, aneddoti e ricordi fra whisky e cucina.

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Prima tappa gli Stati Uniti, in particolare lo Stato del Kentucky, patria del bourbon, con aneddoti che raccontano la cultura del barbecue e quella del Mint Julep, che si fondono con le radici di questa terra, la battaglia di Fort Pleasant e la vita di Louisville. Cristina introduce il whiskey bourbon Maker's Mark (raccontando anche la differenza di questa “e” in più), servito in un cocktail d'eccezione, un Boulevardier firmato dal barman Daniele Gentili, che prevede, nella ricetta escluiva, 4 cl di Maker’s Mark Bourbon, 4 cl di Martini Bitter, 4 cl di Martini Rosso e 1 fetta d'arancia, servito in un bicchiere old fashioned precedentemente riempito di ghiaccio.

Ed ecco il Giappone. Massimo, storico e studioso, racconta, insieme a Cristina, l’arrivo del whisky sulle coste del Sol Levante. Per portare il pubblico nella nuova atmosfera Giampiero racconterà di altre esperienze di viaggio, fino alla città dei foodies, Osaka. Cristina introduce il Toki, servito con un cannolo di merluzzo, ceci, rosmarino e camomilla.

Il viaggio prosegue in Europa, in Scozia, per la precisione ad Islay. Giampiero racconta l'arrivo in quest'isola, il ferry da Kennacraig, attraversando un mare burrascoso, per scoprire le distillerie, i villaggi, la cittadina di Bowmore con la sua chiesa rotonda: sembra di essere pervasi di fumo e salsedine. Solo assaporando davvero l’esperienza in un terra tanto selvaggia e particolare si può capire davvero cosa sia il whisky torbato. Tocca quindi a Cristina presentare, in questo caso, due whisky, gli scottish Bowmore 15 e Aberfeldy 12, abbinati a due piatti, risotto cacio e pepe, frutti di mare e lime e un maialino, mela patate e senape.

 

Ultima meta, l'Irlanda, fra le strade tortuose del Connemara, le incredibili rocce delle Giant’s Causeway, le scogliere a strapiombo delle Cliff of Moher, trasporta i viaggiatori nelle magiche atmosfere irlandesi, da gustare anche con l’olfatto ed il gusto. Cristina fa così assaggiare l'ultimo whisky, il Connemara, raccontandone caratteristiche e peculiarità. La cena e il lungo viaggio attorno al mondo si completano con i dolci, presentati come piccola pasticceria e un cannolo di mont blanc

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Nota bene: Il Gruppo Bacardi è da anni attento alle attività volte a proteggere l’ambiente e a diffondere le buone pratiche del Consumo Responsabile. In quest’ottica, nel 2012 ha dato vita allo Slow Drinking, un’iniziativa volta a diffondere i principi dello Stile Mediterraneo e del Consumo Moderato, per portare i propri consumatori verso la filosofia della “Degustazione” anziché del Consumo, dando spazio al piacere del palato e al tempo necessario per assaporare il drink, in un ambito di amichevole convivialità. Il tempo ai nostri giorni è la vera ricchezza e il mezzo per un approccio consapevole e moderato verso le bevande alcoliche in generale. I 10 principi semplicissimi sono illustrati QUI

Coltivazione del nocciolo

Ersa Agenzia Regionale per lo Sviluppo rurale approfondisce la gestione degli impianti di colture di nocciòlo, con l’esperto Claudio Sonnati di Agrion - Fondazione per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese.  Appuntamento venerdì 7 dicembre 2018 dalle 9.30 nella sede di Ersa. Sonnati, figura professionale di comprovata esperienza in corilicoltura, cercherà di trasferire ai presenti le proprie conoscenze scientifiche sia dal punto di vista della gestione agronomica e dell’innovazione varietale, sia per quanto riguarda la protezione dalle avversità. Alle 15 intervento di Giorgio Malossini del Servizio Fitosanitario e chimico, ricerca, sperimentazione e assistenza tecnica dell’Ersa riguardo alla diffusione della cimice marmorata asiatica, tematica estremamente attuale. Prima delle conclusioni ci sarà spazio anche per l’intervento di Alessandro Fiori sulla certificazione del materiale vivaistico. Per partecipare inviare una mail ai seguenti indirizzi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

FOGOLÂR FURLAN DI MALTA

8 DICEMBRE 2018: INAUGURAZIONE del FOGOLÂR FURLAN DI MALTA. A La Valletta, Capitale Europea della Cultura 2018,  un nuovo punto di riferimento per i friulani all’estero. Sarà presente anche il Duca Loris II - Loris Basso del Ducato dei Vini Friulani: illustrerà la produzione enogastronomica d’eccellenza della Regione FVG e nominerà il nuovo responsabile della Contea del Ducato a Malta. L’inaugurazione ufficiale del Fogolâr Furlan di Malta è in programma nella prestigiosa sala “Vassalli” del Mediterranean Conference Centre della capitale di Malta, La Valletta. L’evento “Friuli meets Malta” rientra nella programmazione annuale finanziata all’Ente Friuli nel Mondo dalla Regione FVG - Servizio volontariato, lingue minoritarie e corregionali all’estero. Il sodalizio, entrato ufficialmente a far parte della rete dell’Ente Friuli nel Mondo, è stato costituito il 30 ottobre 2017 quando sull’isola di Malta alcuni friulani si sono riuniti per dar vita a un nuovo punto di riferimento per i corregionali che vivono sull’isola.  I membri del sodalizio sono oltre una ventina e, grazie al Presidente Stefano De Stalis, la comunità sta coinvolgendo sempre più persone e simpatizzanti. 

“Con i corregionali - spiega il presidente del Fogolâr Furlan di Malta - desideriamo arrivare all'obiettivo principale di promuovere la nostra cultura, arte e lingua friulana, non solo trasmettendola alle generazioni future, ma anche nel Paese che ci ospita, ricambiando questa ospitalità portando l'anno prossimo Malta in Friuli".
All’inaugurazione, dopo l’introduzione del Presidente De Stalis, seguiranno gli interventi del rappresentante del Governo di Malta Silvio Parnis (Parliamentary Secretary of Local Government and Communities), dell'Ambasciatore d’Italia Mario Sommartino, del Presidente di Ente Friuli nel Mondo Adriano Luci, che parlerà delle potenzialità economiche e culturali tra il FVG a Malta e del Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia Piero Mauro Zanin che ha sottolineato l’importanza dei nuovi Fogolârs che si vanno costituendo in Paesi emergenti , nei quali i corregionali rivestono ruoli importanti e hanno avviato attività che possono rappresentare uno straordinario veicolo di rappresentanza della nostra Regione non soltanto sul piano culturale ma anche su quello dello scambio commerciale .
Sono in programma la proiezione di un video multimediale sul Friuli Venezia Giulia girato dai fotografi Sonia Fattori e Pier Paolo Mazzon e la presentazione della mostra fotografica dell'artista Ulderica Da Pozzo dedicata ai paesaggi delle colline e delle montagne friulane. A seguire il Duca Loris II - Loris Basso, presidente del Ducato dei Vini Friulani, illustrerà la produzione enogastronomica d’eccellenza della Regione FVG e nominerà il Conte della Contea del Ducato dei Vini Friulani a Malta. Al termine il direttore di Telefriuli Alessandra Salvatori presenterà la versione in lingua inglese del libro Le nostre radici a tavola - La cultura del cibo legame con la terra d’origine. I prodotti e la cucina friulana, giuliana e slovena (Our roots at table - Food culture a bond with the land of origin. Friulian, Julian and Slovenian products and cuisine) edito dalla Regione Friuli Venezia Giulia - Servizio volontariato, lingue minoritarie e corregionali all’estero. Coronerà l’inaugurazione una degustazione di prodotti tipici dell’enogastronomia nostrana in collaborazione con importanti aziende friulane del settore.

Intervista rilasciata da De Stalis a Italiani a Malta

 

 

 

 

 

 

 

 

8 DICEMBRE: INAUGURAZIONE
DEL FOGOLÂR FURLAN DI MALTA

A La Valletta, Capitale Europea della Cultura 2018,
un nuovo punto di riferimento per i friulani all’estero

L’inaugurazione ufficiale del Fogolâr Furlan di Malta si terrà sabato 8 dicembre nella prestigiosa sala “Vassalli” del Mediterranean Conference Centre della capitale di Malta, La Valletta. L’evento “Friuli meets Malta” rientra nella programmazione annuale finanziata all’Ente Friuli nel Mondo dalla Regione FVG - Servizio volontariato, lingue minoritarie e corregionali all’estero.
Il sodalizio, entrato ufficialmente a far parte della rete dell’Ente Friuli nel Mondo, è stato costituito il 30 ottobre 2017 quando sull’isola di Malta alcuni friulani si sono riuniti per dar vita a un nuovo punto di riferimento per i corregionali che vivono sull’isola
I membri del sodalizio sono oltre una ventina e, grazie al Presidente Stefano De Stalis, la comunità sta coinvolgendo sempre più persone e simpatizzanti.
“Con i corregionali - spiega il presidente del Fogolâr Furlan di Malta - desideriamo arrivare all'obiettivo principale di promuovere la nostra cultura, arte e lingua friulana, non solo trasmettendola alle generazioni future, ma anche nel Paese che ci ospita, ricambiando questa ospitalità portando l'anno prossimo Malta in Friuli. Malta è un paese con interessi culturali ed economici molto importanti e questa sarà un'occasione non solo per farci conoscere in un'altra parte del mondo, ma anche per poter stringere collaborazioni che potranno sfociare in opportunità di scambio, amicizia e collaborazioni professionali. Questo evento ha lo scopo di sviluppare uno scambio culturale che troverà continuità l'anno prossimo in Friuli, dove porteremo la cultura maltese alla ricerca di un percorso comune di sviluppo che potrà sfociare nella crescita in settori diversi ma complementari dell’economia dei due Paesi”.
All’inaugurazione, dopo l’introduzione del Presidente De Stalis, seguiranno gli interventi del rappresentante del Governo di Malta Silvio Parnis (Parliamentary Secretary of Local Government and Communities), dell'Ambasciatore d’Italia Mario Sommartino, del Presidente di Ente Friuli nel Mondo Adriano Luci, che parlerà delle potenzialità economiche e culturali tra il FVG a Malta e del Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia Piero Mauro Zanin che ha sottolineato l’importanza dei nuovi Fogolârs che si vanno costituendo in Paesi emergenti , nei quali i corregionali rivestono ruoli e hanno avviato attività che possono rappresentare uno straordinario veicolo di rappresentanza della nostra Regione non soltanto sul piano culturale ma anche su quello dello scambio commerciale .
Nell’importante vetrina di Valletta, dichiarata Capitale Europea della Cultura 2018, la delegazione regionale coglierà l’opportunità di dare visibilità internazionale ad alcune delle sue peculiarità.
Sono in programma la proiezione di un video multimediale sul Friuli Venezia Giulia girato dai fotografi Sonia Fattori e Pier Paolo Mazzon e la presentazione della mostra fotografica dell'artista Ulderica Da Pozzo dedicata ai paesaggi delle colline e delle montagne friulane. A seguire il Duca Loris II - Loris Basso, presidente del Ducato dei Vini Friulani, illustrerà la produzione enogastronomica d’eccellenza della Regione FVG e nominerà il Conte della Contea del Ducato dei Vini Friulani a Malta. Al termine il direttore di Telefriuli Alessandra Salvatori presenterà la versione in lingua inglese del libro Le nostre radici a tavola - La cultura del cibo legame con la terra d’origine. I prodotti e la cucina friulana, giuliana e slovena (Our roots at table - Food culture a bond with the land of origin. Friulian, Julian and Slovenian products and cuisine) edito dalla Regione Friuli Venezia Giulia - Servizio volontariato, lingue minoritarie e corregionali all’estero.
Coronerà l’inaugurazione una degustazione di prodotti tipici dell’enogastronomia nostrana in collaborazione con importanti aziende friulane del settore.

 

Immagine di gruppo di alcuni componenti del Fogolâr Furlan di Malta.
https://malta.italiani.it/intervista-a-stefano-de-stalis-fondatore-di-fogolar-furlan-malta/
8 DICEMBRE: INAUGURAZIONE
DEL FOGOLÂR FURLAN DI MALTA

A La Valletta, Capitale Europea della Cultura 2018,
un nuovo punto di riferimento per i friulani all’estero

L’inaugurazione ufficiale del Fogolâr Furlan di Malta si terrà sabato 8 dicembre nella prestigiosa sala “Vassalli” del Mediterranean Conference Centre della capitale di Malta, La Valletta. L’evento “Friuli meets Malta” rientra nella programmazione annuale finanziata all’Ente Friuli nel Mondo dalla Regione FVG - Servizio volontariato, lingue minoritarie e corregionali all’estero.
Il sodalizio, entrato ufficialmente a far parte della rete dell’Ente Friuli nel Mondo, è stato costituito il 30 ottobre 2017 quando sull’isola di Malta alcuni friulani si sono riuniti per dar vita a un nuovo punto di riferimento per i corregionali che vivono sull’isola
I membri del sodalizio sono oltre una ventina e, grazie al Presidente Stefano De Stalis, la comunità sta coinvolgendo sempre più persone e simpatizzanti.
“Con i corregionali - spiega il presidente del Fogolâr Furlan di Malta - desideriamo arrivare all'obiettivo principale di promuovere la nostra cultura, arte e lingua friulana, non solo trasmettendola alle generazioni future, ma anche nel Paese che ci ospita, ricambiando questa ospitalità portando l'anno prossimo Malta in Friuli. Malta è un paese con interessi culturali ed economici molto importanti e questa sarà un'occasione non solo per farci conoscere in un'altra parte del mondo, ma anche per poter stringere collaborazioni che potranno sfociare in opportunità di scambio, amicizia e collaborazioni professionali. Questo evento ha lo scopo di sviluppare uno scambio culturale che troverà continuità l'anno prossimo in Friuli, dove porteremo la cultura maltese alla ricerca di un percorso comune di sviluppo che potrà sfociare nella crescita in settori diversi ma complementari dell’economia dei due Paesi”.
All’inaugurazione, dopo l’introduzione del Presidente De Stalis, seguiranno gli interventi del rappresentante del Governo di Malta Silvio Parnis (Parliamentary Secretary of Local Government and Communities), dell'Ambasciatore d’Italia Mario Sommartino, del Presidente di Ente Friuli nel Mondo Adriano Luci, che parlerà delle potenzialità economiche e culturali tra il FVG a Malta e del Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia Piero Mauro Zanin che ha sottolineato l’importanza dei nuovi Fogolârs che si vanno costituendo in Paesi emergenti , nei quali i corregionali rivestono ruoli e hanno avviato attività che possono rappresentare uno straordinario veicolo di rappresentanza della nostra Regione non soltanto sul piano culturale ma anche su quello dello scambio commerciale .
Nell’importante vetrina di Valletta, dichiarata Capitale Europea della Cultura 2018, la delegazione regionale coglierà l’opportunità di dare visibilità internazionale ad alcune delle sue peculiarità.
Sono in programma la proiezione di un video multimediale sul Friuli Venezia Giulia girato dai fotografi Sonia Fattori e Pier Paolo Mazzon e la presentazione della mostra fotografica dell'artista Ulderica Da Pozzo dedicata ai paesaggi delle colline e delle montagne friulane. A seguire il Duca Loris II - Loris Basso, presidente del Ducato dei Vini Friulani, illustrerà la produzione enogastronomica d’eccellenza della Regione FVG e nominerà il Conte della Contea del Ducato dei Vini Friulani a Malta. Al termine il direttore di Telefriuli Alessandra Salvatori presenterà la versione in lingua inglese del libro Le nostre radici a tavola - La cultura del cibo legame con la terra d’origine. I prodotti e la cucina friulana, giuliana e slovena (Our roots at table - Food culture a bond with the land of origin. Friulian, Julian and Slovenian products and cuisine) edito dalla Regione Friuli Venezia Giulia - Servizio volontariato, lingue minoritarie e corregionali all’estero.
Coronerà l’inaugurazione una degustazione di prodotti tipici dell’enogastronomia nostrana in collaborazione con importanti aziende friulane del settore.

 

8 DICEMBRE: INAUGURAZIONE
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A La Valletta, Capitale Europea della Cultura 2018,
un nuovo punto di riferimento per i friulani all’estero

L’inaugurazione ufficiale del Fogolâr Furlan di Malta si terrà sabato 8 dicembre nella prestigiosa sala “Vassalli” del Mediterranean Conference Centre della capitale di Malta, La Valletta. L’evento “Friuli meets Malta” rientra nella programmazione annuale finanziata all’Ente Friuli nel Mondo dalla Regione FVG - Servizio volontariato, lingue minoritarie e corregionali all’estero.
Il sodalizio, entrato ufficialmente a far parte della rete dell’Ente Friuli nel Mondo, è stato costituito il 30 ottobre 2017 quando sull’isola di Malta alcuni friulani si sono riuniti per dar vita a un nuovo punto di riferimento per i corregionali che vivono sull’isola
I membri del sodalizio sono oltre una ventina e, grazie al Presidente Stefano De Stalis, la comunità sta coinvolgendo sempre più persone e simpatizzanti.
“Con i corregionali - spiega il presidente del Fogolâr Furlan di Malta - desideriamo arrivare all'obiettivo principale di promuovere la nostra cultura, arte e lingua friulana, non solo trasmettendola alle generazioni future, ma anche nel Paese che ci ospita, ricambiando questa ospitalità portando l'anno prossimo Malta in Friuli. Malta è un paese con interessi culturali ed economici molto importanti e questa sarà un'occasione non solo per farci conoscere in un'altra parte del mondo, ma anche per poter stringere collaborazioni che potranno sfociare in opportunità di scambio, amicizia e collaborazioni professionali. Questo evento ha lo scopo di sviluppare uno scambio culturale che troverà continuità l'anno prossimo in Friuli, dove porteremo la cultura maltese alla ricerca di un percorso comune di sviluppo che potrà sfociare nella crescita in settori diversi ma complementari dell’economia dei due Paesi”.
All’inaugurazione, dopo l’introduzione del Presidente De Stalis, seguiranno gli interventi del rappresentante del Governo di Malta Silvio Parnis (Parliamentary Secretary of Local Government and Communities), dell'Ambasciatore d’Italia Mario Sommartino, del Presidente di Ente Friuli nel Mondo Adriano Luci, che parlerà delle potenzialità economiche e culturali tra il FVG a Malta e del Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia Piero Mauro Zanin che ha sottolineato l’importanza dei nuovi Fogolârs che si vanno costituendo in Paesi emergenti , nei quali i corregionali rivestono ruoli e hanno avviato attività che possono rappresentare uno straordinario veicolo di rappresentanza della nostra Regione non soltanto sul piano culturale ma anche su quello dello scambio commerciale .
Nell’importante vetrina di Valletta, dichiarata Capitale Europea della Cultura 2018, la delegazione regionale coglierà l’opportunità di dare visibilità internazionale ad alcune delle sue peculiarità.
Sono in programma la proiezione di un video multimediale sul Friuli Venezia Giulia girato dai fotografi Sonia Fattori e Pier Paolo Mazzon e la presentazione della mostra fotografica dell'artista Ulderica Da Pozzo dedicata ai paesaggi delle colline e delle montagne friulane. A seguire il Duca Loris II - Loris Basso, presidente del Ducato dei Vini Friulani, illustrerà la produzione enogastronomica d’eccellenza della Regione FVG e nominerà il Conte della Contea del Ducato dei Vini Friulani a Malta. Al termine il direttore di Telefriuli Alessandra Salvatori presenterà la versione in lingua inglese del libro Le nostre radici a tavola - La cultura del cibo legame con la terra d’origine. I prodotti e la cucina friulana, giuliana e slovena (Our roots at table - Food culture a bond with the land of origin. Friulian, Julian and Slovenian products and cuisine) edito dalla Regione Friuli Venezia Giulia - Servizio volontariato, lingue minoritarie e corregionali all’estero.
Coronerà l’inaugurazione una degustazione di prodotti tipici dell’enogastronomia nostrana in collaborazione con importanti aziende friulane del settore.

 

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https://malta.italiani.it/intervista-a-stefano-de-stalis-fondatore-di-fogolar-furlan-malta/
8 DICEMBRE: INAUGURAZIONE
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A La Valletta, Capitale Europea della Cultura 2018,
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L’inaugurazione ufficiale del Fogolâr Furlan di Malta si terrà sabato 8 dicembre nella prestigiosa sala “Vassalli” del Mediterranean Conference Centre della capitale di Malta, La Valletta. L’evento “Friuli meets Malta” rientra nella programmazione annuale finanziata all’Ente Friuli nel Mondo dalla Regione FVG - Servizio volontariato, lingue minoritarie e corregionali all’estero.
Il sodalizio, entrato ufficialmente a far parte della rete dell’Ente Friuli nel Mondo, è stato costituito il 30 ottobre 2017 quando sull’isola di Malta alcuni friulani si sono riuniti per dar vita a un nuovo punto di riferimento per i corregionali che vivono sull’isola
I membri del sodalizio sono oltre una ventina e, grazie al Presidente Stefano De Stalis, la comunità sta coinvolgendo sempre più persone e simpatizzanti.
“Con i corregionali - spiega il presidente del Fogolâr Furlan di Malta - desideriamo arrivare all'obiettivo principale di promuovere la nostra cultura, arte e lingua friulana, non solo trasmettendola alle generazioni future, ma anche nel Paese che ci ospita, ricambiando questa ospitalità portando l'anno prossimo Malta in Friuli. Malta è un paese con interessi culturali ed economici molto importanti e questa sarà un'occasione non solo per farci conoscere in un'altra parte del mondo, ma anche per poter stringere collaborazioni che potranno sfociare in opportunità di scambio, amicizia e collaborazioni professionali. Questo evento ha lo scopo di sviluppare uno scambio culturale che troverà continuità l'anno prossimo in Friuli, dove porteremo la cultura maltese alla ricerca di un percorso comune di sviluppo che potrà sfociare nella crescita in settori diversi ma complementari dell’economia dei due Paesi”.
All’inaugurazione, dopo l’introduzione del Presidente De Stalis, seguiranno gli interventi del rappresentante del Governo di Malta Silvio Parnis (Parliamentary Secretary of Local Government and Communities), dell'Ambasciatore d’Italia Mario Sommartino, del Presidente di Ente Friuli nel Mondo Adriano Luci, che parlerà delle potenzialità economiche e culturali tra il FVG a Malta e del Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia Piero Mauro Zanin che ha sottolineato l’importanza dei nuovi Fogolârs che si vanno costituendo in Paesi emergenti , nei quali i corregionali rivestono ruoli e hanno avviato attività che possono rappresentare uno straordinario veicolo di rappresentanza della nostra Regione non soltanto sul piano culturale ma anche su quello dello scambio commerciale .
Nell’importante vetrina di Valletta, dichiarata Capitale Europea della Cultura 2018, la delegazione regionale coglierà l’opportunità di dare visibilità internazionale ad alcune delle sue peculiarità.
Sono in programma la proiezione di un video multimediale sul Friuli Venezia Giulia girato dai fotografi Sonia Fattori e Pier Paolo Mazzon e la presentazione della mostra fotografica dell'artista Ulderica Da Pozzo dedicata ai paesaggi delle colline e delle montagne friulane. A seguire il Duca Loris II - Loris Basso, presidente del Ducato dei Vini Friulani, illustrerà la produzione enogastronomica d’eccellenza della Regione FVG e nominerà il Conte della Contea del Ducato dei Vini Friulani a Malta. Al termine il direttore di Telefriuli Alessandra Salvatori presenterà la versione in lingua inglese del libro Le nostre radici a tavola - La cultura del cibo legame con la terra d’origine. I prodotti e la cucina friulana, giuliana e slovena (Our roots at table - Food culture a bond with the land of origin. Friulian, Julian and Slovenian products and cuisine) edito dalla Regione Friuli Venezia Giulia - Servizio volontariato, lingue minoritarie e corregionali all’estero.
Coronerà l’inaugurazione una degustazione di prodotti tipici dell’enogastronomia nostrana in collaborazione con importanti aziende friulane del settore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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A La Valletta, Capitale Europea della Cultura 2018,
un nuovo punto di riferimento per i friulani all’estero

L’inaugurazione ufficiale del Fogolâr Furlan di Malta si terrà sabato 8 dicembre nella prestigiosa sala “Vassalli” del Mediterranean Conference Centre della capitale di Malta, La Valletta. L’evento “Friuli meets Malta” rientra nella programmazione annuale finanziata all’Ente Friuli nel Mondo dalla Regione FVG - Servizio volontariato, lingue minoritarie e corregionali all’estero.
Il sodalizio, entrato ufficialmente a far parte della rete dell’Ente Friuli nel Mondo, è stato costituito il 30 ottobre 2017 quando sull’isola di Malta alcuni friulani si sono riuniti per dar vita a un nuovo punto di riferimento per i corregionali che vivono sull’isola
I membri del sodalizio sono oltre una ventina e, grazie al Presidente Stefano De Stalis, la comunità sta coinvolgendo sempre più persone e simpatizzanti.
“Con i corregionali - spiega il presidente del Fogolâr Furlan di Malta - desideriamo arrivare all'obiettivo principale di promuovere la nostra cultura, arte e lingua friulana, non solo trasmettendola alle generazioni future, ma anche nel Paese che ci ospita, ricambiando questa ospitalità portando l'anno prossimo Malta in Friuli. Malta è un paese con interessi culturali ed economici molto importanti e questa sarà un'occasione non solo per farci conoscere in un'altra parte del mondo, ma anche per poter stringere collaborazioni che potranno sfociare in opportunità di scambio, amicizia e collaborazioni professionali. Questo evento ha lo scopo di sviluppare uno scambio culturale che troverà continuità l'anno prossimo in Friuli, dove porteremo la cultura maltese alla ricerca di un percorso comune di sviluppo che potrà sfociare nella crescita in settori diversi ma complementari dell’economia dei due Paesi”.
All’inaugurazione, dopo l’introduzione del Presidente De Stalis, seguiranno gli interventi del rappresentante del Governo di Malta Silvio Parnis (Parliamentary Secretary of Local Government and Communities), dell'Ambasciatore d’Italia Mario Sommartino, del Presidente di Ente Friuli nel Mondo Adriano Luci, che parlerà delle potenzialità economiche e culturali tra il FVG a Malta e del Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia Piero Mauro Zanin che ha sottolineato l’importanza dei nuovi Fogolârs che si vanno costituendo in Paesi emergenti , nei quali i corregionali rivestono ruoli e hanno avviato attività che possono rappresentare uno straordinario veicolo di rappresentanza della nostra Regione non soltanto sul piano culturale ma anche su quello dello scambio commerciale .
Nell’importante vetrina di Valletta, dichiarata Capitale Europea della Cultura 2018, la delegazione regionale coglierà l’opportunità di dare visibilità internazionale ad alcune delle sue peculiarità.
Sono in programma la proiezione di un video multimediale sul Friuli Venezia Giulia girato dai fotografi Sonia Fattori e Pier Paolo Mazzon e la presentazione della mostra fotografica dell'artista Ulderica Da Pozzo dedicata ai paesaggi delle colline e delle montagne friulane. A seguire il Duca Loris II - Loris Basso, presidente del Ducato dei Vini Friulani, illustrerà la produzione enogastronomica d’eccellenza della Regione FVG e nominerà il Conte della Contea del Ducato dei Vini Friulani a Malta. Al termine il direttore di Telefriuli Alessandra Salvatori presenterà la versione in lingua inglese del libro Le nostre radici a tavola - La cultura del cibo legame con la terra d’origine. I prodotti e la cucina friulana, giuliana e slovena (Our roots at table - Food culture a bond with the land of origin. Friulian, Julian and Slovenian products and cuisine) edito dalla Regione Friuli Venezia Giulia - Servizio volontariato, lingue minoritarie e corregionali all’estero.
Coronerà l’inaugurazione una degustazione di prodotti tipici dell’enogastronomia nostrana in collaborazione con importanti aziende friulane del settore.

 

Immagine di gruppo di alcuni componenti del Fogolâr Furlan di Malta.
https://malta.italiani.it/intervista-a-stefano-de-stalis-fondatore-di-fogolar-furlan-malta/
8 DICEMBRE: INAUGURAZIONE
DEL FOGOLÂR FURLAN DI MALTA

A La Valletta, Capitale Europea della Cultura 2018,
un nuovo punto di riferimento per i friulani all’estero

L’inaugurazione ufficiale del Fogolâr Furlan di Malta si terrà sabato 8 dicembre nella prestigiosa sala “Vassalli” del Mediterranean Conference Centre della capitale di Malta, La Valletta. L’evento “Friuli meets Malta” rientra nella programmazione annuale finanziata all’Ente Friuli nel Mondo dalla Regione FVG - Servizio volontariato, lingue minoritarie e corregionali all’estero.
Il sodalizio, entrato ufficialmente a far parte della rete dell’Ente Friuli nel Mondo, è stato costituito il 30 ottobre 2017 quando sull’isola di Malta alcuni friulani si sono riuniti per dar vita a un nuovo punto di riferimento per i corregionali che vivono sull’isola
I membri del sodalizio sono oltre una ventina e, grazie al Presidente Stefano De Stalis, la comunità sta coinvolgendo sempre più persone e simpatizzanti.
“Con i corregionali - spiega il presidente del Fogolâr Furlan di Malta - desideriamo arrivare all'obiettivo principale di promuovere la nostra cultura, arte e lingua friulana, non solo trasmettendola alle generazioni future, ma anche nel Paese che ci ospita, ricambiando questa ospitalità portando l'anno prossimo Malta in Friuli. Malta è un paese con interessi culturali ed economici molto importanti e questa sarà un'occasione non solo per farci conoscere in un'altra parte del mondo, ma anche per poter stringere collaborazioni che potranno sfociare in opportunità di scambio, amicizia e collaborazioni professionali. Questo evento ha lo scopo di sviluppare uno scambio culturale che troverà continuità l'anno prossimo in Friuli, dove porteremo la cultura maltese alla ricerca di un percorso comune di sviluppo che potrà sfociare nella crescita in settori diversi ma complementari dell’economia dei due Paesi”.
All’inaugurazione, dopo l’introduzione del Presidente De Stalis, seguiranno gli interventi del rappresentante del Governo di Malta Silvio Parnis (Parliamentary Secretary of Local Government and Communities), dell'Ambasciatore d’Italia Mario Sommartino, del Presidente di Ente Friuli nel Mondo Adriano Luci, che parlerà delle potenzialità economiche e culturali tra il FVG a Malta e del Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia Piero Mauro Zanin che ha sottolineato l’importanza dei nuovi Fogolârs che si vanno costituendo in Paesi emergenti , nei quali i corregionali rivestono ruoli e hanno avviato attività che possono rappresentare uno straordinario veicolo di rappresentanza della nostra Regione non soltanto sul piano culturale ma anche su quello dello scambio commerciale .
Nell’importante vetrina di Valletta, dichiarata Capitale Europea della Cultura 2018, la delegazione regionale coglierà l’opportunità di dare visibilità internazionale ad alcune delle sue peculiarità.
Sono in programma la proiezione di un video multimediale sul Friuli Venezia Giulia girato dai fotografi Sonia Fattori e Pier Paolo Mazzon e la presentazione della mostra fotografica dell'artista Ulderica Da Pozzo dedicata ai paesaggi delle colline e delle montagne friulane. A seguire il Duca Loris II - Loris Basso, presidente del Ducato dei Vini Friulani, illustrerà la produzione enogastronomica d’eccellenza della Regione FVG e nominerà il Conte della Contea del Ducato dei Vini Friulani a Malta. Al termine il direttore di Telefriuli Alessandra Salvatori presenterà la versione in lingua inglese del libro Le nostre radici a tavola - La cultura del cibo legame con la terra d’origine. I prodotti e la cucina friulana, giuliana e slovena (Our roots at table - Food culture a bond with the land of origin. Friulian, Julian and Slovenian products and cuisine) edito dalla Regione Friuli Venezia Giulia - Servizio volontariato, lingue minoritarie e corregionali all’estero.
Coronerà l’inaugurazione una degustazione di prodotti tipici dell’enogastronomia nostrana in collaborazione con importanti aziende friulane del settore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Panettone al profumo di MOST

Alla ricerca di un panettone originale, con i profumi dei frutti della nostra terra? Provate il panettone al profumo di Most Tosolini. Most è acquavite finissima da mosto d'uva e anche le uvette, tradizionale e obbligatorio ingrediente del panettone, sono state fatte riposare nel Most per assumerne l'essenza! 

Hamburger e patatine? Co-marketing tra Gruppo Galli e McCain

Hamburger e patatine: per molti di noi il matrimonio perfetto del gusto. Per confermare e rilanciare questa gustosa e amatissima combinazione gastronomica, l’azienda Gruppo Galli Spa - proprietaria e licenziataria del marchio TBSP-The Bbq & Smoke Project, autentica cucina barbecue americana – ha deciso di accompagnare ogni ricetta del suo gustoso menù con le patate prodotte dalla multinazionale McCain, leader mondiale del settore (una patatina su tre nel mondo è McCain).  L’accordo di co-marketing unisce due aziende che puntano alla qualità, attente alle materie prime e con la mission comune di offrire ai consumatori esperienze di gusto uniche. E' nato così anche il progetto CookBook, creato dal Gruppo Galli in collaborazione con McCain: un vero e proprio menu fotografico che presenta l’abbinamento perfetto tra i migliori tagli di carne, ricettati a regola d‘arte, e i contorni McCain più innovativi: un piacere per il palato e una fonte di ispirazione per 1.000 ristoratori di tutta Italia: 1.000 copie disponibili e ordinabili inviando una mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. L’ambizione del Gruppo Galli, grazie alla complementarità di due importanti categorie merceologiche in continua crescita, è quello di creare valore sul mercato, offrendo qualità, unicità e consulenza ai professionisti della ristorazione.

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