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Rosa di Gorizia cos'è e come nasce

Tutto nasce da un seme. Anzi da alcuni semi gelosamente e caparbiamente conservati da alcuni agricoltori-orticoltori. il frutto della memoria, dell'attaccamento alla tradizione. Nel segno di un'identità territoriale forte.

Fabio Brumat, giovane portavoce dei dodici agricoltori che fanno parte dell'associazione che produce e tutela la Rosa di Gorizia, l'ha dimostrato con il suo intervento appassionato e competente, puntuale ed esaustivo, nel corso della conferenza stampa del Festival Rosa rosae rosae.

Il lungo ciclo della "cicoria rossastra" come veniva definita a fine Ottocento, comincia ad aprile con la semina - in terreni dal fondo ghiaioso per consentire un buon drenaggio ed evitare marciumi con eventuali ristagni dovuti a eccessi di piovosità- dei semi migliori e selezionati fra quelli raccolti nell'annata precedente. A fine novembre dopo le prime brine si arriva alla raccolta. Le piantine vengono estratte a mano mantenendo la radice e sono poi raccolte in mazzi successivamente legati e avviati alla forzatura. Lo sbiancamento avviene in modo naturale sistemando i mazzi in locali riparati e privi di luce. Nella foto in alto potete notare le tre diverse gradazioni di colore e il successivo apparire della parte bianca. E qui, la pianta, alimentata dalle foglie esterne che vengono eleiminate man mano che marciscono marce, dà alla luce il bocciolo, cioè le poche foglie rimaste si raggrinziscono e creano la fantastica forma identificativa a fiore.

In questo processo va perso circa il 70% del prodotto, un dato che fa capire anche il motivo del prezzo più elevato rispetto ad altri radicchi. 

 

 

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