cibo, vino e quantobasta per essere felici

Flash News!

Il tenore fa i capricci

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Serata di gala a Talmassons. Appuntamento domenica 18 agosto 2019  alle 20.45, nel piazzale del Municipio di Talmassons. Ingresso libero. Lo...

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Piazzolla secondo Aisemberg

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Al Castello di Colloredo di Monte Albano Sala Ovest, sabato 17 agosto 2019 alle 21.00, penultimo appuntamento con Tango da...

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New virtuosi a Trieste

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GIOVEDì 15 AGOSTO 2019 alle 21 i NEW VIRTUOSI A TRIESTE.  Giovani virtuosi del violino provenienti da tutto il mondo si esibiscono al Museo...

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Grandi maestri in concerto a Sacile

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Oltre 100 giovani provenienti da tutta Italia ed Europa e artisti quotati in campo didattico e concertistico hanno animato in questi giorni la città...

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Festa della trebbiatura a Casarsa

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Sabato 3 dalle 19 e domenica 4 agosto 2019 dalle 9 al Centro Comunitario Parrocchiale di Casarsa della Delizia si svolgerà la dimostrazione della...

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Sharing & social: condivisioni anche nel mondo della birra

Negli ultimi anni c’è stato un boom di socializzazione e condivisione. Si parla in generale di sharing economy. Tre i fattori caratterizzanti: la condivisione di risorse, la relazione tra persone e gli strumenti informatici. Con un ruolo fondamentale dei concetti di fiducia e reputazione. Passato il tempo delle classiche cene attorno al caminetto, superati i conflitti dei temuti “incontri al buio”, stiamo assistendo a nuove forme di socializzazione collaterale che nascono dalla insopprimibile voglia di condividere esperienze e di creare nuove stimolanti relazioni. C’era il tempo delle amicizie da dopo scuola, di quelle da stadio o da bar, complice la partita della squadra del cuore, della pizza del venerdì, del muretto sotto casa, della discoteca in gruppo. Con i social network è esplosa l’amicizia virtuale, in cui un like acquista un valore predominante. In questo contesto che ho supersintetizzato per sommi capi si diffonde appunto lo/la sharing, dall’inglese CONDIVISIONE. Questo articolo è stato pubblicato nel numero di luglio 2019 del mensile qbquantobasta 

Le nuove forme dello sharing 

Home sharing, car sharing, social working, crowdfunding e bartering (baratto) si basano su questa evoluzione del vivere che altro non è che un ritorno alle origini in chiave moderna. Sempre più diffusi e apprezzati anche il social eating e il social drinking (“un settore di mercato all’interno della sharing economy che prevede la preparazione di pasti come pranzi o cene nel proprio domicilio, a pagamento, o in luoghi definiti con persone sconosciute e incontrate tramite una piattaforma software on line”).

Social drinking delle donne della birra

Dopo alcuni esperimenti realizzati qualche mese fa, il prossimo 18 luglio si svolgerà la prima serata ufficiale di social drinking realizzata dall’Associazione Le Donne della Birra. L’idea della serata è promossa dall’Ambasciatrice lombarda Michela Cimatoribus, coinvolge quattro birraie socie e propone in abbinamento l’assaggio di quattro insoliti formaggi svizzeri.
Le adesioni dei beer lovers arriveranno sia attraverso i social sia utilizzando GoDrink, uno dei portali di social drinking attualmente in voga nell’hinterland milanese. Nato a febbraio 2018 come prima wine sharing experience platform, GoDrink è un luogo virtuale di incontro tra produttori e consumatori. La modalità è innovativa: chiunque può creare un evento a casa o in un locale di sua fiducia per condividere bottiglie di vino o birra e cibi - locali o particolari - con nuovi amici, conoscenti e simpatizzanti, dividendone i costi.

Un momento di aggregazione che porta persone diverse a incontrarsi in ambienti privati e protetti, con l’obiettivo di scoprire bevande e cibi o semplicemente di fare nuove amicizie. In un’ottica di stimolo alla conoscenza e con l’intento di proporre una formazione innovativa basata non soltanto su corsi didattici, l’Associazione Le Donne Della Birra intende promuovere un ciclo di eventi dove far conoscere tutte le peculiarità del vasto mondo brassicolo con un approccio moderno e in chiave femminile in cui contano soprattutto il piacere dell’accoglienza e dell’ospitalità.

Donne della Birra: prima assemblea associativa FVG

Si è svolta giovedì 11 luglio u.s. alla Birreria Brasserie di Tricesimo, la prima riunione ufficiale della delegazione regionale FVG dell’Associazione Le Donne della Birra. Le Ambasciatrici Federica Felice e Chiara Andreola hanno dato avvio a un percorso tutto al femminile di avvicinamento alla birra; il piccolo gruppo che si è costituito in Regione conta per ora 13 associate, di cui 3 lavorano presso birrifici, 2 sono titolari di pub, 1 è giornalista e 7 sono  appassionate, tra cui anche homebrewers.  In questo primo appuntamento sono emerse diverse idee che saranno perseguite nei mesi futuri. Realizzazione di occasioni di abbinamento cibo-birra, organizzazione di visite didattiche dei birrifici regionali, momenti “beer for dummies” itinerando nei tanti locali e pub della zona per degustare e chiacchierare di birra in modo spensierato: queste alcune delle iniziative che prenderanno avvio dopo la pausa estiva. Un approccio più ludico e meno didattico, mirato alla socialità e alla socializzazione, dove una buona birra artigianale è l’occasione per conversazioni interessanti e non scontate. Una piccola ma molto spumeggiante delegazione friulana: prossima tappa la visita a un luppoleto sperimentale. Vi ricordiamo che ogni mese sul mensile cartaceo qbquantobasta Federica Felice cura una rubrica dedicata all'associazione nazionale Le donne della Birra. Potete anche abbonarvi a prezzo scontato grazie alla speciale convenzione!

Convention delle Donne del Vino in Sicilia

Donne del Vino ai piedi dell'EtnaDonne del Vino ai piedi dell'Etna

Nascerà «un tavolo di confronto, di ascolto, di progettazione e rinnovamento della viticoltura e dell’agricoltura siciliana». È l’annuncio fatto dall’assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera durante la convention nazionale dell’Associazione delle Donne del Vino ospitata a Castiglione di Sicilia (Catania). Iniziativa applaudita dalla presidente nazionale Donatella Cinelli Colombini, dalla delegata siciliana Roberta Urso e da numerose Donne del vino arrivate da tutta Italia per vivere tre giorni intensi di eventi, visite, degustazioni.  «Parte dalla Sicilia un’iniziativa importante che apre un dialogo diretto con l’istituzione – sotolinea Cinelli Colombini – crediamo che possa essere un esempio da seguire anche in altre regioni per progettare strategie, rinnovare e fare rete nelle cantine italiane. Nell’agricoltura italiana, secondo gli ultimi dati Censis, le donne a capo di aziende agricole coltivano il 21% del SAU ovvero la superficie agricola utilizzabile ma producono ben il 28% del PIL agricolo. Dal 2003 al 2017 le donne manager rurali sono cresciute del 2,3%, portando un pensiero differente e orientato all’accoglienza e alla diversificazione». Aggiunge la presidente: «Abbiamo ricevuto un’accoglienza straordinaria, curata nei minimi dettagli dalla delegazione siciliana, dalla delegata Roberta Urso e dal sindaco di Castiglione di Sicilia Antonio Camarda che ringraziamo col cuore».

Nuove realtà vitivinicole tenute a battesimo dalla Donne del vino 


Le Donne del Vino hanno tenuto a battesimo due nuove realtà: la prima alla tenuta Sciaranuova a Passopisciaro di proprietà della famiglia Planeta, dove Francesca Planeta ha inaugurato l’opera site-specific di Claire Fontaine, dal titolo, Ettore Majorana. Un’iniziativa nell’ambito di Viaggio in Sicilia, che segna l’inizio di un nuovo orientamento del progetto di Planeta Cultura per il territorio dedicato alla creazione di un itinerario di opere d’arte all’aperto nelle proprie tenute vitivinicole. L’altro debutto a Verzella dove l’azienda Firriato, imprenditori vinicoli trapanesi, ha inaugurato il nuovo Bistrot & Wine Experience di Tenuta Cavanera con un grande pranzo orchestrato da mamma Vinzia Novara Di Gaetano con la figlia Irene Di Gaetano di Monte Iato.  L'altra all’azienda Cottanera dalla socia Mariangela Cambria, con una bella vista dei vigneti sull’Etna fumante. Mariangela ha offerto l’aperitivo accogliendo le Donne del Vino in un baglio ottocentesco in pietra lavica rispettato nella sua integrità architettonica.

Convegni delle Donne del Vino


La convention ha avuto una parte convegnistica, moderata dalla giornalista dell’economia e dell’agroalimentare del TG 1 Anna Scafuri, a cui sono intervenuti Santo Giunta, architetto e docente di Architettura Università di Palermo, ed Enrica Arena, ideatrice di Orange Fiber, la prima fibra ricavata dalla cellulosa delle arance per farne un tessuto, insieme ad Adriana Santonocito. Altri interventi interessanti da parte di Carlos Santos, CEO di Amorim Cork Italia, azienda leader mondiale dei tappi in sughero, ha raccontato di nuove sfide del design e del packaging, e Guia Bartolozzi, designer e comunicazione di Vetreria Etrusca, che ha presentato una linea di bottiglie in cui il design ha una grande importanza. Presenti alla giornata anche la Consigliera di Parità della Regione Sicilia Margherita Ferro e un portavoce del Parco di Radicepura, che ospita un festival permanente del giardino.

CHI SONO LE DONNE DEL VINO


Le Donne del vino sono un’associazione senza scopi di lucro che promuove la cultura del vino e il ruolo delle donne nella filiera produttiva del vino. Nata nel 1988, conta oggi 850 associate tra produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier e giornaliste. Le Donne del vino sono in tutte le regioni italiane coordinate in delegazioni. Altre info sul sito e sul blog

Only Wine Rosè Style

Si è svolto recentemente a Città di Castello Only Wine Festival, un appuntamento davvero particolare per le accurate selezioni di vini e di produttori.

Grado isola delle donne 2019

GRADO, ISOLA DELLE DONNE 3^ EDIZIONE, 26 / 28 APRILE 2019. Open-air, piaggia Imperiale GIT, lo spazio Velarium (in caso di maltempo gli appuntamenti saranno spostati al chiuso). Inaugurazione alle 17 del 26 aprile. Programma dettagliato qui. 

 

 

 

Archivi telematici e formazione a distanza per le DDV

BATTEZZATI DAI VERTICI DI VERONAFIERE ALLA FESTA DI FINE VINITALY I NUOVI PROGETTI DI FORMAZIONE «FUTURE» E «E-LEARNING» PROMOSSI DALLE DONNE DEL VINO. Una scommessa sul contributo che le donne del vino possono dare all’intero comparto enologico in termini di gestione delle imprese, di capacità comunicative e di relazione. Il lancio è stato fatto alla cena di fine Vinitaly, al Palazzo della Gran Guardia, dalla presidente delle Donne del Vino Donatella Cinelli Colombini e dal presidente di Veronafiere Maurizio Danese con il direttore Giovanni Mantovani, il brand manager Gianni Bruno e Stevie Kim, managing director of Vinitaly International.
Due i progetti con obiettivi diversi: il primo, «Future», è pensato come opportunità di formazione per le under 30; l’altro, «E-Learning», è rivolto alle wine business manager.
FUTURE è un archivio telematico con tutte le opportunità formative in cantine, enoteche, ristoranti, agenzie giornalistiche e di pr, studi di consulenza enologica, cioè in ogni segmento della filiera del vino. Sono proposte dalle aziende delle Donne del Vino alle under 30. Il progetto parte da un’idea di Alessandra Boscaini, delegata del Veneto. Lezioni, stage, corsi, visite didattiche, borse di studio: l’obiettivo è di offrire ogni anno un calendario di centinaia di opportunità formative diversificate e distribuite in ogni parte d’Italia. Mira a riunire in un solo database le attività esistenti. La creazione di un’offerta complessiva renderà più agevole, alle giovani leve, la ricerca di opportunità formative adatte alle loro esigenze in base alla tipologia di lavoro, la data e la regione. Le offerte formative verranno pubblicate in uno spazio del sito web

E-LEARNING è un progetto di formazione a distanza creata dalla società veronese WineMeridian-WinePeople per accrescere le performance degli addetti alla vendita del vino e specificamente delle donne. Punta a potenziare il naturale talento femminile nella comunicazione, nello storytelling e nel «procedere creando relazioni» come dice il professore di neuromarketing della IULM Vincenzo Russo descrivendo quel sistema di rapporti che consolida i rapporti di business trasformandoli in relazioni commerciali stabili. Due le proposte: un corso on line sarà rivolto a chi sta già lavorando nel mondo vitivinicolo e l’altro a chi desidera entrarci, sia come prima esperienza professionale sia come evoluzione, cambiamento della propria attuale attività lavorativa. I docenti sono: Fabio Piccoli, direttore responsabile di Wine Meridian, esperto di marketing del vino e di comunicazione internazionale; Lavinia Furlani, fondatrice di Wine People, counselor e coach aziendale, esperta di comunicazione e di percorsi identitari; Andrea Pozzan, fondatore di Wine People, esperto di risorse umane e di percorsi di vendita.
«È un tassello importante nell’ottica di una sempre maggiore internazionalizzazione delle cantine italiane guidate da donne, spiega Donatella Cinelli Colombini.. Stiamo lavorando per creare un network mondiale di donne che lavorano nel vino. A novembre, si terrà il primo Forum internazionale di donne del vino a Simei 2019, a Fiera Milano-Rho. Ci sta lavorando una commissione che avrà il compito di contattare e creare una rete con le associazioni femminili del vino di tutto il mondo: dalla Francia agli Usa, dalla Grecia all’Argentina fino in Australia sono tantissime le unioni di donne occupate nel mondo vitivinicolo con cu scambiare opportunità, canali di comunicazione per diffondere notizie sulle rispettive attività, viaggi del vino».

 

Campionato italiano Biersommeliers Doemens

Primo posto per Giovanna Merloni al Campionato Italiano dei Biersommelier Doemens. Giovanna Merloni e titolare di IBEER Birrificio Agricolo Fabriano; al secondo posto Ingrid Facchinelli, entrambe sono socie dell'Associazione Le Donne della Birra. Al terzo posto si è classificato Daniele Vivian. La manifestazione premia ogni anno le competenze nel servizio della birra, dalla spillatura alla degustazione fino all'abbinamento gastronomico. Quest’anno hanno meritato il podio due donne che hanno rivelato ottime doti di analisi sensoriale e un'approfondita conoscenza del prodotto.

La competizione prevedeva la degustazione di una birra 'a sorpresa', che i concorrenti dovevano presentare davanti a una giuria qualificata nello spazio di 6 minuti. ''Questa vittoria - ha dichiarato Giovanna Merloni - è il coronamento di un sogno".  Ma le sfide non finiscono qui, perchè il 27 settembre a Rimini, Giovanna Merloni e Ingrid Facchinelli parteciperanno ai Campionato mondiale dei Biersommelier, dove si confronteranno con una nutrita platea di colleghi in arrivo da 18 Paesi. Sostegno assicurato da parte dell'Associazione Le Donne della Birra, assicurato da parte dell'Associazione Le Donne della Birra, che al suo interno conta 12 biersommelières Doemens, e sarà al fianco delle due socie per sostenere la professionalità tutta al femminile che si sta facendo spazio nel mondo birrario italiano.

Le donne della birra ogni mese su qb

Quella che vi presentiamo in queste pagine e che - certa di farvi piacere e di suscitare interesse - diventerà una rubrica fissa mensile di qbquantobasta, curata da me, è l’Associazione Le Donne della Birra. Costituitasi nell’aprile del 2015 e presentata ufficialmente a Torino a fine maggio dello stesso anno, l’Associazione è rivolta alle donne che lavorano nel settore birrario e a tutte quelle che, più semplicemente, amano la birra. Birraie e birrifici al femminile, beer sommelier, beer chef, consulenti e giornaliste di settore, negozianti, publican e un nutrito gruppo di entusiaste appassionate che, oltre a partecipare agli eventi promossi o presenziati dall’Associazione, spesso interviene per aiutare agli stand fieristici e rendersi utile. Uno spirito di condivisione che è molto frequente nel mondo della birra, anche fra gli stessi birrifici che spesso si attivano per realizzare le cosiddette collaboration beers.

Elvira Ackermann, presidente dell’Associazione, beer sommelier e imprenditrice del settore, nata ad Amburgo ma genovese di adozione, ha costituito questo sodalizio per ampliare e diffondere la conoscenza della birra fra le donne e promuovere la cultura birraria attraverso degustazioni, abbinamenti ed eventi, corsi e viaggi, promuovendo nel contempo la parità di genere in un ambito tipicamente caratterizzato da una marcata presenza maschile. Accanto a lei, altre due socie fondatrici: Giuliana Valcavi, giornalista de Il Mondo della Birra e collaboratrice dei corsi Doemens per beer sommelier in Italia, mentre Caroline Noël è beer chef dal Belgio. In Consiglio Direttivo, Elvira e Giuliana sono affiancate da Michela Cimatoribus e Barbara Lombardi. Vanto dell’Associazione è il ruolo assunto dalle delegazioni regionali. Ogni Regione è rappresentata da un’Ambasciatrice che si occupa di ampliare il numero delle nuove associate, creando occasioni per incontri ed eventi che ruotino attorno alla birra. Per tutte le appassionate lettrici e anche per coloro che lavorano nei birrifici regionali o più in generale nel comparto birrario l’invito è di navigare
tra le pagine del sitodi seguire i nostri social e soprattutto le rubriche che di mese in mese si succederanno  su qb cartaceo e anche qui on line sul quotidiano. Per conoscere un po’ più da vicino questo spumeggiante universo e lasciarsi tentare dalla voglia associarsi entrando a far parte di una grande famiglia. L’Associazione Le Donne della Birra ha sede a Genova.  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Vi ricordiamo che anche per le Donne della Birra è disponibile l'abbonamento al mensile qbquantobasta al prezzo speciale convenzionato per le associazioni! 

Gusto divino il mondo del vino al femminile

Tra i numerosi appuntamenti di Vinitaly 2019 vi segnaliamo l’incontro di lunedì 8 aprile con Le Donne del Vino e il Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali Alessandra Pesce, in collaborazione con CREA. Appuntamento alle 16.00 in area talkshow (stand Mipaaft – Ingresso San Zeno/Palaexpo). Non un classico talk show, né un convegno frontale, ma un’occasione di dialogo diffuso, di confronto alla pari e di scambio a tutto campo, sul mondo del Vino al femminile, sulle questioni aperte, sulle cose da fare e sulla strada da percorrere, insieme ai tanti operatori che vi lavorano. Partecipano, tra gli altri, Donatella Cinelli Colombini (presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino), Angela Colmellere (deputato, segretario Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera), Mariagrazia Morgan, preside del Cerletti di Conegliano Veneto (la più antica delle scuole enologiche), Tiziana Nardi (ricercatrice CREA Viticoltura ed Enologia), Stefania Ruggeri (ricercatrice CREA e docente universitaria di food design), Massimiliano Borgia (direttore Festival giornalismo alimentare). Modera Cristina Giannetti (giornalista e coordinatore ufficio stampa CREA). Degustazione di Prosecco e Picolit a cura del CREA.

 

I vini rivoluzionari delle giovani Donne del Vino

I VINI RIVOLUZIONARI DELLE GIOVANI DONNE DEL VINO | VINITALY VERONA, 7 APRILE ALLE 15.  PALAEXPO – SALA TULIPANO – INGRESSO A1 – (Piano –1) DEGUSTAZIONE GUIDATA DA IAN D’AGATA

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Domenica 7 aprile 2019 (ore 15 sala Tulipano, Palaexpo) è in programma una degustazione che coinvolge otto vini creati da altrettante vignaiole under 40. Con una platea dicento tra giornalisti, master sommelier, buyer e palati esperti provenienti da tutto il mondo. L’assaggio è guidato da Ian D’Agata, Senior Editor Vinous, autore di «Native Wine Grapes of Italy».  «Si tratta di una degustazione rivoluzionaria – dice Donatella Cinelli Colombini, presidente nazionale delle Donne del Vino - e capace di mostrare lo straordinario contributo di valori, creatività e talento apportato dalla nuova generazione dell’enologia italiana. Vini di professioniste sotto i 40 anni di età, nati in zone molto diverse d’Italia, mostrano le scelte coraggiose di giovani donne che, con la loro vicenda personale e le loro scelte enologiche, stanno puntando veramente in alto. Alcuni di questi vini hanno già raggiunto il successo, altri stanno creando delle autentiche tendenze e in certi casi sono delle sorprendenti rivelazioni».

Le giovani vignaiole sono: Maria Vittoria Maculan, 34 anni Maculan (Veneto), Valvolpara - Vespaiolo Breganze Doc 2018; Benigna Sorrentino, 34 anni, Sorrentino Vini (Campania), Benita ’31 - Vesuvio Bianco Doc 2018; Serena Darini, 25 anni, Cantina Colognola Tenuta Musone (Marche), Incauto - Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc 2018 Biologico; Silvia Mandini, 37 anni, Mossi 1558 (Emilia Romagna), Semi Croma - Rosato Vino Da Tavola 2018; Elisabetta Pala, 34 anni, Mora&Memo (Sardegna), Nau - Cannonau Di Sardegna Doc 2017; Giovanna Caruso, 31 anni, Caruso & Minini (Sicilia), Naturalmente Bio Perricone - Rosso Sicilia Igt 2017; Elena Fucci, 38 anni, Azienda Agricola Elena Fucci (Basilicata), Titolo - Aglianico Del Vulture Doc 2017; Elisabetta Donati, 29 anni, Azienda Agricola Donati Marco (Trentino Alto Adige), Moscato Rosa Vigneti Delle Dolomiti Igp 2018.

L'appuntamento inaugura la quattro giorni veronese, dal 7 al 10 aprile, con un programma fitto per l’Associazione nazionale. Quest’anno le delegazioni regionali protagoniste sono Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Marche. A loro il compito di sviluppare il tema dell’anno 2019 «Donne vino e design» attraverso conferenze e incontri durante la fiera.  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Riconferma per la Delegata Donne del Vino del Veneto

ALESSANDRA BOSCAINI RIELETTA DELEGATA REGIONALE VENETO DELL’ASSOCIAZIONE “LE DONNE DEL VINO” per il triennio 2019-2022. L’imprenditrice, settima generazione della Famiglia Boscaini di Masi, rinnova l’impegno nella promozione del vino italiano di qualità e del patrimonio di cultura e di tradizioni che lo hanno reso famoso nel mondo. L’incarico da quest’anno si avvale della collaborazione di due vice-delegate: la sommelier Corinna Gianesini e la giornalista Mariangela Bonfanti. Alessandra Boscaini, nel segno della continuità, evidenzierà sempre di più l’aspetto innovativo dell’Associazione con il progetto da lei ideato “Future”: un archivio telematico con opportunità formative in cantine, enoteche, ristoranti, agenzie giornalistiche e di pr, studi di consulenza enologica, cioè in ogni segmento della filiera del vino. credit foto Bluearte. 

Eletta la nuova Delegata Donne del Vino della Campania

Il 21 gennaio 2019 a Villa Falanghina, Pozzuoli, è stata eletta la nuova delegata delle Donne del Vino della Campania: è Valentina Carputo, giovane produttrice dell’Azienda Carputo Vini, che sarà in carica per il prossimo triennio. Il seggio è stato presieduto dalla delegata uscente e consigliera nazionale de ‘Le Donne del Vino’ Lorella Di Porzio e dalla Vice-Presidente Nazionale Daniela Mastroberardino, che ha sottolineato: “Quale luogo migliore, nella terra del mito, per brindare a una nuova storia de Le Donne del Vino, che, oggi, comincerà". 

Maria Cristina Cigolotti eletta Delegata Donne del Vino FVG

Si è svolta il 21 gennaio 2019 l'elezione della nuova Delegata dell'associazione Nazionale Le Donne del Vino FVG per il triennio 2019-2022. E' stata eletta la produttrice Maria Cristina Cigolotti dell'Azienda del Poggio di Villalta di Fagagna alla quale esprimiamo le più sentite congratulazioni e auguri per il prestigioso e impegnativo incarico. Ringraziamenti da parte di tutte le associate alla delegata uscente Cristiana Cirielli, che è entrata a fare parte del direttivo nazionale DDV. Un caldo ringraziamento di vero cuore all'associata Silvia Delle Case dell'Hotel Ristorante Belvedere di Sequals, che non solo ci ha ospitato per le operazioni di voto, ma ci ha servito una deliziosa cenetta comfort food a base di piatti di stagione e di territorio. Nella foto la nuova Delegata FVG mentre ascolta la lettura dello scrutinio finale delle schede. 

DONATELLA CINELLI COLOMBINI CONFERMATA PRESIDENTE NAZIONALE DONNE DEL VINO

Donatella Cinelli ColombiniDonatella Cinelli Colombini

DONATELLA CINELLI COLOMBINI CONFERMATA PRESIDENTE NAZIONALE DELLE DONNE DEL VINO. IMPRENDITRICE DEL VINO TOSCANA, RESTERÀ IN CARICA PER IL TRIENNIO 2019-2022. E' stata rieletta il 14 gennaio 2019 dal nuovo Consiglio direttivo. «L’esperienza di guidare le Donne del Vino – commenta Cinelli Colombini - è stata più faticosa di quanto immaginassi, ma anche più entusiasmante perché ho scoperto un patrimonio di talenti, di voglia di fare e di altruismo che poche associazioni possiedono, specialmente dopo trent’anni di vita. Le Donne del Vino sono oltre 800 meravigliose persone. Negli scorsi tre anni, io ho chiesto loro un impegno e uno sforzo supplementari e i risultati sono stati straordinari. Siamo la più grande organizzazione femminile mondiale del settore enologico, la più organizzata e la più attiva».
Nel 2018 per la prima volta le Donne del Vino hanno rinnovato il loro Consiglio direttivo e Collegio dei Probiviri votando on line. Anche le candidature sono state raccolte via internet. Un nuovo metodo di votazione che ha riscontrato il parere positivo del 100% delle associate.  Donatella Cinelli Colombini sarà affiancata dal nuovo Consiglio direttivo. È composto da tre vice presidenti: Antonella Cantarutti (produttrice, Friuli Venezia Giulia); Daniela Mastroberardino (produttrice, Campania) e Paola Longo (enotecaria – Lombardia). Lo completano le consigliere: Pia Donata Berlucchi (produttrice, Lombardia); Sabrina Soloperto (produttrice, Puglia); Gilda Guida Martusciello (produttrice, Campania); Marilisa Allegrini (produttrice, Veneto); Lorella Di Porzio (ristoratrice, Campania); Cinzia Mattioli (ristoratrice, Liguria); Cristiana Cirielli (pr e comunicatrice, Friuli Venezia Giulia); Marina Ramasso (ristoratrice, Piemonte). Nel Collegio dei probiviri, Elena Walch (produttrice, Trentino Alto Adige); Francesca Poggio (produttrice, Piemonte) e Michela Guadagno (sommelier, Campania).

Nel prossimo futuro le Donne del Vino hanno nuove importanti sfide: «La prima e la più importante – continua la presidente - quella di internazionalizzarsi creando una rete mondiale basata sullo sharing; subito dopo quella di accrescere le opportunità per le socie, puntando sul networking cioè trasformando i rapporti in trasferimento di conoscenze, business, opportunità di stage o di lavoro».
Cinelli Colombini pensa soprattutto alle giovani donne under 30 che si affacciano, o vorrebbero, al settore vino. Per loro l’associazione sta predisponendo il progetto Future ovvero un archivio telematico con tutte le opportunità formative in cantine, enoteche, ristoranti, agenzie giornalistiche e di pr, studi di consulenza enologica cioè in ogni segmento della filiera del vino. Un’idea di Alessandra Boscaini, delegata del Veneto. Nel 2019 ci sono già molte iniziative in calendario: a ProWein 2019 (17-19 marzo) ci sarà una degustazione al femminile; sabato 2 marzo è Festa delle Donne del Vino in tutta Italia; a Milano, a novembre 2019, in occasione di SIMEI, salone delle macchine per l’enologia, si terrà un Forum mondiale di Donne del Vino.

200 anni dalla creazione del primo rosè

Lo sapevate che il primo rosè per assemblaggio è nato 200 anni fa? Fu creato infatti da Madame Cliquot con un atto audace e creativo che cambiava le regole e ricreava completamente l’intero processo. Il 19 giugno il Jardin d’Acclimatation a Parigi era pervaso di color rosé per i festeggiamenti del Bicentenario. Una delle creazioni Rosé più recenti della Maison è il Veuve Clicquot Rich Rosé, il primo Champagne da degustare “on the rocks” e creato espressamente per la mixologia.

L’inusuale garden party ha trasgredito i codici tradizionali, mescolando elegantemente i generi per rappresentare al meglio lo speciale “tocco” Veuve Clicquot. Le esperienze vertevano sui temi della creazione, della rivisitazione e della ricreazione (intesa come svago). Gli ospiti hanno scoperto il proprio lato giocoso con attrazioni come Rosé Vita, un fiume incantato; hanno espresso la loro creatività nei workshop Rosé Tattoo e Rosé Jewelry e hanno ballato al ritmo degli stili musicali di cinque gruppi diversi. La torta alta tre metri era composta da 200 Veuve Clicquot Anniversary Cake.  

Veuve Clicquot Anniversary Cake è un cofanetto di metallo realizzato con “barattoli di vernice”; quando si apre si trasforma in un secchiello per il ghiaccio che contiene una bottiglia di Veuve Clicquot Rosé, completa di manico per facilitare il trasporto. 

Premio Soroptimist Gorizia ad Antonia Klugman

Il Premio "Donna dell'Anno 2017" organizzato dal Soroptimist International Club di Gorizia è stato consegnato a una triestina che ha adottato il Collio goriziano come nuova casa: la chef Antonia Klugmann. Nell’accogliente casa Luzzatto di corso Italia (realizzata nel 1904 da Girolamo Luzzatto) si sono ritrovate le rappresentanti di club, associazioni e istituzioni cittadine e regionali per assistere alla premiazione. Un pubblico prevalentemente femminile, controbilanciato dai due delegati dell’Accademia della Cucina, di Gorizia e di Udine. La presidente Giuliana Battigelli, complimentandosi in primis per il libro recentemente pubblicato dalla chef Klugmann, ha ricordato le sue origini triestine e la famiglia di medici in cui è nata. Un percorso che non ha seguito, studiando giurisprudenza, per poi lasciarsi conquistare dalla cucina, liberando il talento affinché la portasse verso altre strade. Ha ricominciato dal basso, in un altro contesto, dove prevalgono generalmente gli uomini.

«Antonia Klugmann è un simbolo, un esempio - ha dichiarato Battigelli -, perciò la premiamo come donna. Una stella (non solo Michelin) del nostro territorio». Felice e onorata per il riconoscimento, la giudice di Masterchef ha spiegato come «sia difficile per una donna arrivare a tali risultati, perché deve sacrificare la propria vita privata. Ma per me era giusto intraprendere questa via e senza altre donne che hanno aperto la strada prima di me, io non ci sarei. Il destino ce lo costruiamo, assieme al compagno che ci sostiene, perché il contesto familiare è fondamentale». Una cuoca che sta sull’argine, a Dolegna, nell’ambiente incontaminato del Collio, dove oltre ai vigneti ci sono alberi da frutta, ulivi e tante erbe spontanee. «Per me l’osservazione della natura è un arricchimento. Nel prato – ha speigato – la conoscenza botanica è importante e mi permette di portare in cucina e a tavola tante “erbacce” che altri distruggono. Per ora ho un ettaro di terreno anche con varietà di mele autoctone». Ricordando il ricettario di cucina triestina, scritto da Maria Stelvio nel 1927,  ha concluso – con cuore e coraggio – che «una persona deve scegliere per essere speciale», ma con rara umiltà ha assaggiato il buffet di casa Luzzatto, compresa la gubana col cioccolato, con sorrisi e arguzia, che le signore del Soroptimist hanno apprezzato, come fossero suoi piatti.

 

Vecchie vigne con le DDV a Vinitaly

foto Ennevifoto Ennevi

Domenica 15 aprile 2018 degustazione di vini da vigneti di oltre 80 anni guidata da Ian D’Agata. Alle 15 nella Sala Tulipano (piano – 1). 10 vini provenienti da sei regioni e guidata da Ian D’Agata, autore del pluripremiato volume Native Wine Grapes of Italy. I vini, provenienti da vigneti, in gran parte, ottuagenari o addirittura più vecchi, offrono una panoramica ampia della ricchezza e della biodiversità del patrimonio viticolo italiano.  «Fino a ora, la logica del reimpianto – dice Ian D’Agata - ha privilegiato le maggiori quantità d’uva dei vigneti giovani a scapito della complessità e finezza, al timbro unico e distintivo trasmesso al vino dalle viti molto vecchie». Una strategia su cui vale la pena riflettere. 
Un approccio a cui la presidente delle Donne del Vino, Donatella Cinelli Colombini, ha voluto dare il significato di una riflessione sui vantaggi del restauro del vigneto storico italiano e sulla diffusione delle pratiche capaci di allungare la vita delle piante: «Un approccio rivoluzionario – ricorda la presidente - rispetto alla pratica dei reimpianti frequenti applicata in modo massiccio negli ultimi 50 anni, pratica che presenta indubbi vantaggi produttivi ma priva i vini del timbro unico che ricevono da viti molto vecchie».  
Ecco chi sono le Donne del Vino e le loro cantine nella degustazione:
Annalisa Zorzettig (Cividale del Friuli, Friuli Venezia Giulia), Zorzettig, Malvasia Myò Vigneti di Spessa doc Friuli Colli Orientali 2016
Gilda Martusciello Guida (Quarto, Campania), Salvatore Martusciello, Ottouve Gragnano della Penisola Sorrentina doc 2017
Elisabetta Donati (Mezzacorona, Trentino Alto Adige), Azienda Marco Donati, Teroldego Rotaliano doc Sangue di Drago 2015
Eliana Maffone (Pieve di Teco, Liguria), Tenuta Maffone, Ormeasco di Pornassio Superiore doc 2015
Gaetana Jacono (Acate, Sicilia), Valle Dell'Acate, Cerasuolo di Vittoria docg "Classico" 2014
Silvana Raniolo (Vittoria, Sicilia), Tenuta Bastonaca, Etna Rosso doc 2014
Restituita Somma (Bacoli, Campania), La Sibilla, Vigna Madre doc Campi Flegrei, Piedirosso 2013
Elena Bonelli (Serralunga d'Alba, Piemonte), Ettore Germano, Barolo docg Lazzarito Riserva 2011
José Rallo (Ragusa, Sicilia), Donnafugata, Ben Ryé Passito di Pantelleria doc 2015
Michela Marenco (Strevi, Piemonte), Marenco Vini, Passrì di Scrapona Strevi doc Moscato Passito 2013

Nella realizzazione del programma di Vinitaly 2018, le Donne del Vino sono state affiancate dalla Vetreria Etrusca 

Sabato 3 marzo è social Festa delle Donne del vino

Sabato 3 marzo 2018 è “social” Festa delle Donne del Vino. Sono moltissimi eventi sul web con diffusione di video e filmati, ma anche cantine aperte e un’alleanza con il Women of Wine Festival di Hong Kong . Saranno eventi soprattutto virtuali che inonderanno i social di filmati e video con il vino al femminile. È questa la principale novità della Festa delle Donne del Vino 2018, seconda edizione, in programma sabato 3 marzo con il tema: “Donne vino cinema".


Un tema che si presta a un’edizione più moderna della festa: «Molti video verranno diffusi per raccontare la vita delle Donne del vino con ironia, autenticità ma anche tanto orgoglio – spiega Donatella Cinelli Colombini, presidente dell’Associazione nazionale Le Donne del Vino che promuove la festa. Questa è un’autentica novità e un tentativo di usare i moderni strumenti di comunicazione per sovraesporre il ruolo delle donne come produttrici, comunicatrici e consumatrici di vino. Tutte possono partecipare con testimonianze e racconti video, anche chi non è Donna del Vino. Il progetto è di creare una nuova tendenza, una sorta di Women of Wine pride». La diffusione online e durante gli eventi farà conoscere personaggi e storie femminili pieni di valori e saperi, un universo in gran parte poco conosciuto, ma molto entusiasmante e in crescita. Sabato 3 marzo è solo la data d'inizio degli appuntamenti che proseguiranno per tutto l’anno e coinvolgeranno tutte le donne del vino e le winelover d’Italia. L'alleanza tra la Festa delle Donne del Vino e il Women of Wine Festival (WOW) di Hong Kong rende l'evento un network internazionale. «Con la Master of Wine Debra Meiburg – spiega la presidente Cinelli Colombini – abbiamo creato un legame tra la nostra festa e il Women of Wine Festival che si svolgerà il 1° marzo a Hong Kong per celebrare la giornata internazionale delle donne e i maggiori successi femminili nel vino. Durante la prima edizione il festival ha raggiunto, attraverso i media 4 milioni di wine lovers». Debra Meiburg è uno dei wine expert più noti al mondo: è il primo Master of Wine in Asia ed è 7° fra le donne del vino più influenti del mondo nella classifica del Global Ranking, il suo show televisivo trasmesso nei taxi cinesi ha 70 milioni di utenti al mese. 

Video e social dunque, ma anche una parte più “tradizionale” del programma che riguarda le visite nelle imprese delle Donne del Vino: cantine, enoteche, ristoranti, agenzie di PR, redazioni, centri di consulenza enologica. Visite accompagnate da assaggi, mini lezioni sul vino, brindisi diffusi, inviti in cantina, appuntamenti a cena. Eventi diffusi in tutta Italia: dal Piemonte alla Sicilia, dall’Emilia Romagna alla Puglia, dalla Campania alla Sardegna fino alla Toscana e all’Abruzzo. E naturalmente anche in Friuli Venezia Giulia. Tutti gli eventi si possono scoprire QUI 
Hashtag dell’evento: #festadonnedelvino2018 #donnevinocinema #donnedelvino #womenofwine

 

Le Donne del Vino festeggiano i loro 30 anni

Partono da Palazzo Vecchio a Firenze le celebrazioni per il 30° anniversario dell’Associazione Le Donne del vino. E' stata infatti presentata nei saloni dello storico palazzo la Festa delle Donne del Vino in programma sabato 3 marzo 2018 con eventi diffusi in tutta Italia a tema “Donne vino e cinema”. Non a caso Firenze: la città dove Le Donne del Vino sono nate alla fine dell’inverno di 30 anni fa, il 19 marzo 1988, su iniziativa di Elisabetta Tognana. L’associazione Donne del Vino ha sempre perseguito lo scopo di promuovere la cultura del vino e il ruolo delle donne nella società e nel comparto enologico. Oggi conta 770 associate: produttrici, enotecarie, ristoratrici, sommelier, giornaliste ed esperte. La Festa delle Donne del Vino avrà il suo clou sabato 3 marzo con eventi diffusi in tutta Italia. Degustazioni al cinema, video racconti, inviti in azienda. Una festa in versione film che accende i riflettori sui personaggi femminili che creano, vendono, promuovono le grandi bottiglie italiane.


Con il tema “Donne vino e cinema” l’iniziativa anticipa la festa della donna e «mira ad accendere i riflettori sul comparto enologico rivolgendosi in prima battura proprio all’universo femminile» ha detto la presidente delle Donne del Vino Donatella Cinelli Colombini.La scommessa è quella di cambiare i luoghi e i modi per raccontare il vino ponendo le donne come protagoniste. Sono in programma degustazioni di bottiglie d’autore nelle sale cinematografiche mettendo “più sapore nel piacere del film”.  Verranno autoprodotti video che raccontano la vita delle Donne del vino con ironia, autenticità ma anche tanto orgoglio. Una sorta di racconto a più voci, spesso cucito da registi e video maker, dove le protagoniste si mostrano in momenti della loro vita quotidiana. La diffusione on line e durante gli eventi fa conoscere personaggi e storie femminili pieni di valori e saperi, un universo in gran parte poco conosciuto, ma molto entusiasmante.  La parte più tradizionale del programma riguarda le visite nelle imprese delle Donne del Vino: cantine, enoteche, ristoranti, agenzie di PR, redazioni, centri di consulenza enologica. Visite accompagnate da assaggi e mini lezioni sul vino. Fra gli invitati un posto privilegiato va alle associazioni femminili con cui le Donne del vino puntano a consolidare i rapporti oltre, ovviamente, a diffondere la cultura del buon bere.  La Festa delle Donne del Vino costituisce il primo esempio di un comparto produttivo che apre le porte in modo coordinato e diffuso per far conoscere il proprio lato femminile.


DATI SULLA PRESENZA FEMMINILE NELLE IMPRESE ITALIANE E NELLE IMPRESE DEL VINO Secondo i dati Unioncamere del 2015 il 21% delle imprese italiane sono dirette da donne e un terzo di esse sono agroalimentari o turistiche. Il 35% della forza lavoro agricola è femminile.  Le donne dirigono il 28% delle cantine con vigneto e il 12% delle cantine industriali, il 24% delle imprese che commercializzano vino al dettaglio e il 12,5% di quelle all’ingrosso (dati Cribis- Crif).

DDV in Parlamento: obiettivo wine manager

Il presidente Commissione Agricoltura della Camera Luca Sani tiene a battesimo i corsi sul wine marketing a misura di donna e sui Consorzi di tutela per accrescere la presenza femminile nei CDA. Luca Sani, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, apre le porte di Montecitorio alle Donne del Vino per presentare il calendario delle prime sei master class destinate alle wine manager. Corsi intensivi di 7 ore incentrati sulla comunicazione commerciale e i Consorzi di tutela; qualcosa che porta un vento nuovo nel mondo del vino e punta «a trasformare l'alto livello di formazione delle donne presenti nel comparto enologico in una carta di sviluppo immediatamente spendibile» ha detto l'onorevole Sani. Due gli obbiettivi principali: aumentare le donne nel CDA dei consorzi di tutela, che attualmente sono meno del 10%, e potenziare il marketing del vino puntando sullo storytelling. La crescita di una classe dirigente femminile parte dunque dalla formazione e dalla consapevolezza che uomini e donne hanno cervelli diversi, che comunicano in modo diverso: lui per obiettivi, lei creando relazioni, come recentemente sottolineato da Vincenzo Russo dell’Università IULM. Circostanza che può essere trasformata in un punto di forza, «uno stile femminile di vendere il vino che usa meno i contenuti tecnici e più il racconto dei luoghi e delle persone cioè lo storytelling» sottolinea la presidente delle Donne del Vino, Donatella Cinelli Colombini.

Oltre ai corsi sulla comunicazione ci sono quelli sui consorzi di tutela, cioè le organizzazioni che gestiscono DOC e DOCG sui territori. Si tratta delle prime master class mai realizzate in Italia per formare chi aspira a fare parte della leadership del vino. Le donne dirigono il 28% delle cantine con vigneto e il 12% delle cantine industriali, il 24% delle imprese che commercializzano vino al dettaglio e il 12,5% di quelle all’ingrosso (dati Cribis- Crif) eppure nei posti dove viene decisa la politica del vino, come i CDA dei Consorzi di tutela, scendono sotto il 10%. Una circostanza che dipende principalmente dalla scarsa propensione delle donne a candidarsi. I corsi, che stanno per iniziare, hanno anche lo scopo di motivare una maggiore partecipazione. Avere donne nei CDA dei consorzi, vero cervello delle denominazioni, dovrebbe suscitare un trascinamento in alto delle carriere femminili nell’intero comparto enologico.
Possono partecipare ai corsi sulla comunicazione produttrici, ristoratrici, sommelier, enologhe, giornaliste, wine blogger, responsabili di marketing e comunicazione di aziende vinicole. I corsi sui consorzi sono invece destinati solo a chi lavora nelle cantine. L’invito a iscriversi va, in prima battuta, alle 770 socie delle Donne del vino e si allarga poi a tutto l’universo enologico femminile. Classi di 25 persone al massimo per giornate full immersion, dalle 10-18 con una piccola pausa per un light lunch.


MASTER CLASS SULLA COMUNICAZIONE DEL VINO
I docenti arrivano da WinePeople-WineMeridian una delle migliori agenzie italiane sulla formazione dei manager enologici: sono Lavinia Furlani, counselor filosofica e coach aziendale, esperta di comunicazione e di percorsi identitari e Andrea Pozzan, esperto di risorse umane e di percorsi di vendita.
Gli argomenti dei corsi:
• La comunicazione della propria azienda passa dalla creazione della propria identità: come essere riconoscibili?
• Il personal branding di una donna del vino: come costruire una immagine efficace
• La vendita: come passare dal “fare il venditore all’essere un venditore”
• Costruire un percorso di riconoscibilità aziendale per affrontare il mercato in continuo cambiamento
• La comunicazione come strumento di vendita
Date e luoghi dei corsi di Comunicazione
23 febbraio, Nord Veneto Cantine GIV Verona
11 maggio, Centro Toscana Tenuta Il Corno San Casciano Val di Pesa (Firenze)
26 ottobre, Sud Puglia
MASTER CLASS SUI CONSORZI
Saranno tenute da Fabio Piccoli, direttore responsabile di Wine Meridian, esperto di marketing del vino e di comunicazione internazionale e da Stefano Campatelli, esperto di gestione e direttore di Consorzi di tutela.

Ecco gli argomenti del corso:

• Le normative nazionali e comunitarie per la produzione dei vini italiani
• Il funzionamento dei Consorzi dei vini italiani
• Le produzioni di vino e i mercati del vino in Italia e nel mondo
• La valorizzazione e la protezione dei marchi collettivi dei vini italiani
• Come costruire una identità territoriale e come comunicarla
Date e luoghi dei corsi sui Consorzi:
27 aprile, Nord Cantine GIV Verona
22 giugno, Centro Toscana Tenuta Il Corno San Casciano Val di Pesa (Firenze)
30 novembre, Sud Puglia
COSTO DEI CORSI:
Il costo per le non associate è di 200 euro più iva, per le Donne del Vino è di 150 euro più iva.
Il costo per la seconda persona della stessa azienda è di 100 euro più iva
È inoltre richiesto un contributo di 15 euro per il pranzo.
PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

DDV presentano i calendari delle masterclass

Il Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati On. Luca Sani, le socie e la Presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino Donatella Cinelli Colombini saranno a Roma nella Sala Stampa di Palazzo Montecitorio il 31 gennaio 2018 alle 13 per la presentazione del calendario delle master class sul wine marketing di genere e per i consiglieri dei Consorzi di tutela dei vini, organizzati in collaborazione con WinePeople-WineMeridian. La pari dignità fra i generi, sancita dall’articolo 3 della Costituzione Italiana, ha nella formazione uno strumento di fondamentale importanza, soprattutto nel comparto vino che, per 8.000 anni è stato sostanzialmente di predominio maschile. Le Donne del Vino presentano due proposte formative innovative e capaci di dare nuove opportunità al settore enologico femminile. I corsi sul wine marketing a misura di donna trasformano lo stile femminile di comunicare, incentrato sulle relazioni, in una caratteristica vincente del profilo professionale.
I corsi sui Consorzi sono i primi in Italia mai realizzati destinati alla classe dirigente delle denominazioni. Le donne dirigono il 28% delle cantine con vigneto e il 12% delle cantine industriali, il 24% delle imprese che commercializzano vino al dettaglio e il 12,5% di quelle all’ingrosso (dati Cribis-Crif) eppure nei posti dove viene decisa la politica del vino, come i CDA dei Consorzi di tutela, scendono sotto il 10%. Una circostanza che discende principalmente dalla scarsa propensione delle donne a candidarsi. I corsi mirano a motivare una maggiore partecipazione e a innescare un processo di crescita nelle carriere femminili.
Il calendario delle prime sei master class riguarda Veneto, Toscana e Puglia con inizio il 23 febbraio a Verona. Potranno partecipare, in prima battuta, le 770 socie delle Donne del vino e poi tutto l’universo enologico
femminile. Altre informazioni QUI  Mercoledì 31 gennaio 2018 alle ore 13,00 Ingresso da Via Della Missione, 4 - Roma Confermare la presenza entro il 26 gennaio a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

D.One stella Michelin e Donne del Vino Abruzzo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo: D.One, ristorante neo stella Michelin, e le Donne del Vino d’Abruzzo alleati per un “Pranzo da star”. Eccellenze enogastronomiche abruzzesi al ristorante diffuso di Montepagano. Vini autoctoni al femminile e cucina da star. I piatti creati da Davide Pezzuto, talentuoso chef salentino neo stella Michelin, che propone una cucina fusion abruzzese-pugliese e una selezione di vini abruzzesi dell’Associazione nazionale Le Donne del Vino sono stati gli ingredienti di un pranzo all'insegna dell'eccellenza nel suggestivo ristorante D.One di Montepagano, la più antica frazione di Roseto degli Abruzzi (Te), domenica 17 dicembre 2017. Per l’occasione i piatti di Pezzuto sono stati accostati ai vini autoctoni al femminile, che hanno esaltato il valore della proposta culinaria. Ecco il menù del “Pranzo da star”: Bollicine di benvenuto, Cantine Mucci Spumante Extra-dry, e finger food; Cannolo di ricciola, emulsione al placton e verdure in agro-dolce abbinato a Chiusa Grande - "Vinosophia" Cococciola Bio 2015 ; Tonno marinato alla soia, maionese al wasabi e cipollotto al coppo accompagnato da Rabottini - "Per Iniziare" Trebbiano d'Abruzzo 2013; Cappuccio di seppia e spuma di patata di Avezzano con Stefania Pepe - "Cuore Di...Vino" Trebbiano d’Abruzzo Bio 2011; Granetti, jus di panocchia, burrata e crema di cascigni insieme a Tenuta I Fauri - Pecorino 2016; Raviolo di brodetto al nero di seppia e Bosco Nestore - Cerasuolo d'Abruzzo Superiore 2016; Fondente di vitello, sedano rapa ed erbe spontanee con Barone Cornacchia - "Vizzaro" Montepulciano d'Abruzzo Bio Docg Colline Teramane 2013 e Croccante al cacao, spuma al Cointreau e gelato al caffè degustato con Rabottini - "Per concludere" Passito Rosso. In assaggio libero i Vini Monti.

La responsabile della delegazione Abruzzo, Jenny Viant Gómez, spiega che questa iniziativa si inserisce nel progetto di divulgazione del patrimonio vitivinicolo regionale, attraverso la realizzazione di eventi e partnership con cui accrescere il valore dell’indotto enogastronomico e turistico abruzzese. “Questo appuntamento giunge a conclusione di un anno che ha visto le donne della filiera del vino abruzzese impegnate in azioni di charity a sostegno dei pastori danneggiati dal terremoto di Amatrice. Successivamente la delegazione ha preso parte a svariate attività di promozione e formazione, come il Master in Wine Export Management. Ritrovarsi a fine anno, in luogo così significativo come il ristorante D.One, ci dà lo spunto per continuare a riflettere sull’indirizzo delle nostre prossime iniziative, che avranno come filo conduttore la sinergia con altri protagonisti dell’ambito culinario e turistico locali, indipendentemente dall’appartenenza di genere”. Dichiara la delegata regionale Viant Gómez.
Il D.One è un progetto realizzato dall'imprenditrice Nuccia de Angelis ricreando il modello di struttura diffusa, adottato nel borgo di Santo Stefano di Sessanio. Questa volta, il criterio è stato rivisitato in chiave gastronomica e turistica. 

Il Personaggio dell'Anno per le Donne del Vino

Il 16 novembre 2017 nella settecentesca Tenuta Palazzona di Maggio di Ozzano Emilia (Bologna) premiazione del “Personaggio dell’anno” delle Donne del Vino. Il premio andrà al Maestro Gualtiero Marchesi, primo promotore del progetto SicurezzAtavola (progetto che riguarda le pratiche antisoffocamento che consentono di salvare, soprattutto i bambini, mediante una corretta preparazione degli alimenti e la tempestiva attuazione della disostruzione). Il progetto verrà presentato durante la premiazione insieme a una dimostrazione di intervento di salvataggio. L’evento è realizzato con la collaborazione della Delegazione Emilia Romagna.

 

Alcune idee dal convegno DDV a PortoPiccolo

Dal convegno "Un sommelier per amico" che le Donne del Vino hanno proposto a Portopiccolo (Sistiana) nell'ambito della manifestazione La Vite è donna dell'8 luglio 2017, sono emerse alcune interessanti osservazioni e suggerimenti che vi consigliamo di leggere per intero su http://www.cinellicolombini.it/blog/forum/le-donne-del-vino-vogliono-piu-abbinamenti  

a) Prima di tutto puntare sugli abbinamenti: introdurre gli abbinamenti nei menù accanto ai piatti tipici e proporli in sala con il servizio al bicchiere. b) Il sommelier <<deve essere anche un intrattenitore, saper usare i social media, avere la leadership del suo staff>> ha detto Gerard Basset -Master of Wine e Master Sommelier – intervistato da Alessandra Fedi. c) Le donne scelgono il vino sulla base di due concetti principali “ a cosa serve”, “piacerà alla persona che lo beve?”. << L’aumento di clientela femminile che sceglie il vino al ristorante e del personale femminile che lo propone, consentono di puntare sugli abbinamenti con migliori prospettive di soddisfare i clienti e dare risultati economici ai locali>> ha precisato la delegata delle DDV del Friuli Venezia Giulia Cristiana Cirielli, che ha fortemente voluto il convegno e l'evento. «Le donne sono circa il 30% dei sommelier italiani e continuano ad aumentare nei corsi per chi assaggia e serve il vino così come fra gli studenti delle scuole alberghiere. Tuttavia la presenza femminile fra chi si occupa del vino nelle sale dei ristoranti è ancora scarsa specialmente fra i “main chef sommelier” cioè i manager di strutture grandi, segnala la presidente nazionale Donatella Cinelli Colombini. Le donne – continua la presidente - sono più attente all’abbinamento cibo-vino, regola che potrebbe svilupparsi al ristorante cambiando vino a ogni portata». Il sommelier Gianluca Castellano spiega: «I sommelier italiani sono i più bravi nel costruire gli abbinamenti, sono ricercati in tutto il mondo proprio per questa loro capacità. L’abbinamento non è solo tecnica: è anche emozione. Quindi bisogna concentrarsi soprattutto sugli abbinamenti che sorprendono recuperando anche l’importanza dell’aroma e della contrapposizione per arrivare a toccare anche il cuore». Alessandra Fedi, wine educator sottolinea che il sommelier deve interagire con il cliente e non deve fare la primadonna cioè non deve essere supponente». Una cosa è certa: «I millennials saranno la generazione degli sperimentalisti». Pia Donata Berlucchi ha raccontato la storia di chi serve il vino: un viaggio da Ganimede coppiere degli Dei al Rinascimento quando il vino esce dalle coppe di metallo e entra nel vetro. «La parola sommelier nasce in Francia dalla parola soma, legata agli animali che trasportavano il vino. La figura del sommelier è sempre stata importante nella storia, spesso più di quella del cuoco». Intervenuta da New York la chef Lidia Bastianich: «Le donne sommelier in America si stanno facendo avanti ma la strada è ancora lunga». Eppure le donne possono dare un tocco vincente al lavoro di chi sceglie e serve i vini al ristorante: mettere in campo il loro intuito psicologico, cioè quel colpo d’occhio che aiuta a entrare in empatia con i clienti".  La provocazione di declinare al femminile “sommeliera” arriva da Rossana Bettini Illy. Provocazione decisamente bocciata qui a quantobasta dove la direttrice di testata si firma direttore.

 

Cambio al vertice per l'Albeisa

Marina Marcarino nuova presidente dell'AlbeisaMarina Marcarino nuova presidente dell'Albeisa

Sarà Marina Marcarino a guidare Albeisa, l’associazione fondata nel 1973 per riunire i produttori dell’Albese attraverso l’utilizzo della caretteristica bottiglia. La Marcarino, proprietaria dell’azienda vinicola Punset, ha commentato: “La mia presidenza sarà volta a rendere Albeisa ogni giorno di più un mezzo di comunicazione con e del nostro territorio”.  Messaggio che troverà innanzitutto una divulgazione nazionale, con l’obiettivo di diffondere nel resto del Paese l’unicità della bottiglia Albeisa. Fra i primi impegni della nuova presidenza ci sarà la creazione di un progetto volto a incrementare i dati legati alla produzione della bottiglia Albeisa. Ottimi risultati sono stati ottenuti nel corso degli anni, ma l’obiettivo è migliorare ancora le cifre raggiunte. Parallelamente, Marina Marcarino si impegnerà per portare avanti la campagna di comunicazione Albeisa B.O.C.G. (Bottiglia di Origine Controllata e Garantita) avviata da Montezemolo e che pone sotto i riflettori la bottiglia in sé (nata nel 1700) e lo stretto legame che simboleggia tra i vini delle Langhe e il loro territorio di origine.

ITALIA IN ROSA Chiaretto-Rosati-Rosé

ITALIA IN ROSA Chiaretto-Rosati-Rosé Edizione del Decennale: 2-4 giugno 2017 Moniga del Garda (Bs). Taglia il traguardo decennale la prima vetrina italiana dedicata ai rosé: un’edizione da record in programma nel castello di Moniga del Garda. Sono 141 le cantine attese in fiera, per un totale di oltre 200 etichette in degustazione nella grande area del Castello di Moniga, che risale al periodo tra il XIV e il XV secolo con un emozionante panorama sul lago di Garda. Moniga, nel cuore della Valtènesi, è il borgo rivierasco che ha dato i natali al Chiaretto, il tipico rosédella Riviera del Garda le cui origini sono legate al senatore veneziano Pompeo Molmenti, che nel 1896 codificò ufficialmente nella sua cantina di Moniga del Garda il metodo produttivo di un vino già da tempo diffuso sul territorio. Oltre alle 40 aziende della Valtènesi, a rappresentare la vocazione del territorio alla produzione di rosé, spicca la presenza
della Puglia con ben 26 cantine: una partecipazione quest’ultima che rafforza l’asse strategico Valtènesi-Salento, sancito quest’anno dalla collaborazione fra Italia in Rosa e Roséxpo, in programma a Lecce dall’8 al 10 giugno. A Moniga parteciperanno infatti i 18 produttori riuniti nell’associazione deGusto Salento, mentre il Consorzio Valtènesi sarà ospite a Lecce con un gruppo di una quindicina di produttori. Cospicue anche le adesioni di Lombardia (18 insegne tra cui sette dalla Franciacorta), Veneto (17 cantine), Toscana (che sarà presente anche con l’associazione Rosae Maris- Vini Rosati di Maremma e Fivi per un totale di 18 aziende), Sicilia e Piemonte (rispettivamente sei e sette), oltre che di importanti realtà come Le Donne del Vino, il Consorzio Oltrepò Pavese, i Vignaioli Veneti.
Tra le novità di questo decennale il lancio del nuovo concorso “Italia in Rosa Packaging”, dedicato all’etichetta più accattivante ed organizzato da Sanfaustino Label con la partecipazione di esperti nazionali; anche la Regata storica del Garda è esplicitamente dedicata all’evento. Non potrà mancare un momento di commemorazione per Sante Bonomo, past president del Consorzio Valtènesi recentemente scomparso e fra i primi sostenitori della manifestazione: durante Italia in Rosa verrà presentata una borsa di studio per studenti degli istituti alberghieri
a lui esplicitamente dedicata.


Degustazioni guidate da esperti, giornalisti e sommelier (gratuite ma con prenotazione obbligatoriaa Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o al 370-1108423).L’ingresso costa 10 euro



ROSATO PIZZA E DONNE DEL VINO

La scommessa di Sorrento Rosè: puntare in alto è la parola d'ordine del primo festival dei rosati delle DDV. Crescere in qualità e considerazione, diventare un vino «gastronomico» in abbinamento con la pizza: sono due dei must lanciati da Sorrento rosé. «Al bando i luoghi comuni come quello che il rosato sia un vino estivo, adatto a palati poco esperti e incapace di invecchiare» ha sottolineato la presidente dell’associazione Donatella Cinelli Colombini al convegno moderato da Luciano Pignataro, che ha fatto il punto sui rosati «Ecco che le nuove tipologie nascono come vini premium e spesso maturano in fusti di rovere, sono insomma da prendere molto più sul serio».  
L’aumento dei consumi è costante, soprattutto negli Stati Uniti(+ 6,8% nel 2016), ha confermato Lidia Bastianich, madrina della manifestazione delle Donne del Vino.  «In Usa c’è ancora spazio per il rosé, anzi chiamiamolo rosato all’italiana» ha proposto.  Una bottiglia su 10 consumata nel mondo è rosé; quattro bottiglie su 10 vengono consumate oltre i confini della nazione di produzione. «Il rosato è un vino con la valigia» l’ha definito Donatella Cinelli Colombini.


La proposta di “vino gastronomico” che arriva da Sorrento Rosè riguarda l’alleanza tra pizza e rosati e ha nel pomodoro l’anello di congiunzione.
«Gli americani – ha proseguito Lidia Bastianich - amano tutto quello che è made in Italy, il cibo e il vino in particolare, ma sono curiosi, vogliono capire, imparare. Sono pronti ad ascoltare le vostre storie, di come fate i vini e di come fate la pizza». A parlare di filosofia della pizza Antonino Esposito, chef pizzaiolo sorrentino che non ama le scorciatoie: «La pizza è fatta di farina, acqua e sale. Tutto il resto è moda».  Un’affermazione che sembra minimalista e invece sottende l’uso di materie prime eccellenti e lievitazioni lunghe.  Tutti d’accordo che la coppia pizza-rosato possa essere vincente nei prossimi anni: Luciano Pignataro, giornalista e grande conoscitore della vera pizza napoletana, Tania Mauri e Luciana Squadrilli, autrici del libro “La Buona Pizza”, e Nicoletta Gargiulo, presidente Ais Campania e Lorella Di Porzio delegata delle Donne del Vino.
Le Donne del Vino provano a rilanciare il rosè anche in Italia, dove i consumi di rosato sono ancora deboli: «Sorrento Rosé è un punto di partenza – dice Sabrina Soloperto, coordinatore del festival – ora dobbiamo creare alleanze con ristoratori, pizzaioli e sommelier: spiegare loro che il rosato punta all’eccellenza qualitativa, si può bere anche d’inverno e accompagna magnificamente un grande numero di piatti».


Ospite di Sorrento Rosé 2017 anche WOW, la delegazione delle Women of Wine della Croazia che a Zagabria organizzano ogni anno in primavera il Pink Festival, evento di successo dedicato al vino rosé. Da segnalare un pranzo sulla terrazza del Grand Hotel Europa Palace con la regia della chef Marina Ramasso (ristorante Del Paluch di Baldissero Torinese) e dello chef Aniello Valestra. E una cena preparata dagli studenti dell’Istituto enogastronomico San Paolo orchestrati dallo chef stellato Peppe Aversa de Il Buco di Sorrento e dal figlio Federico.
Appuntamento 2018 ancora a Sorrento e ancora con l’accoppiata rosato-pizza con un taglio più enoturistico e un coinvolgimento diretto delle produttrici.


PRESENTI A SORRENTO ROSÉ 2017
Abruzzo: Aurelia Mucci (Cantine Mucci), Marina Cvetic (Tenuta Masciarelli), Caterina Cornacchia (Barone Cornacchia), Valentina di Camillo (Tenuta I Fauri).
Basilicata: Carolin Martino (Casa vinicola Armando Martino), Tiziana Mori (Re Manfredi).
Campania: Milena Pepe (Tenuta Cavalier Pepe), Benigna Sorrentino (Agricola Sorrentino), Daniela Mastroberardino (Terredora di Paolo), Alessia Canarino (Antica Hirpinia), Grazia Formisano (Donna Grazia), Patrizia Malanga (Le Vigne di Raito), Annamaria Famiglietti (Cantine Famiglietti).
Emilia Romagna: Milena Falcioni (Podere dell’Angelo), Gaia Bucciarelli (Santa Giustina).
Friuli Venezia Giulia: Elisabetta Foffani (Agricola Foffani), Alberta Maria Bulfon (I vini di Emilio Bulfon), Elisabetta Puiatti (Villa Parens), Anna Brisotto (San Simone di Brisotto), Antonella Cantarutti (Cantarutti Alfieri), Cristina Della Gaspera (Tenute Tomasella), Giulia Bianchini (Forchir).
Lombardia: Pia Donata Berlucchi (Fratelli Berlucchi), Ottavia Giorgi di Vistarino (Conte Giorgi di Vistarino).
Piemonte: Elena Bonelli (Ettore Germano), Laura Zavattaro (La Scamuzza), Silvia Castagnero (Silvia Castagnero), Ivana Brignolo Miroglio (Tenuta Carretta), Michela Marenco (Marenco), Magda Pedrini (Magda Pedrini), Mariuccia Borio (Cascina Castlèt).
Puglia: Francesca Bruni (Vetrere), Romina Leopardi (Tenute Rubino), Maria Chiara MInoia (Cantine Fiorentino), Sonia Imperatore (Imperatore), Maria Teresa Basile e Marzia Varvaglione (Varvaglione Vigne&Vini), Marianna Cardone (Cardone), Sabrina Soloperto (Soloperto), Renata Garofano (Garofano Vigneti e Cantine), Anna Gennari (Consorzio Produttori Vini), Tiziana Mori (Castello Monaci), Maria Teresa Vallone (Vallone), Marika Maggi (La Marchesa), Roberta d’Arpa (Paolo Leo), Barbara Mottura (Mottura), Lenka Niedobova (Apollonio),

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