Cotechino e lenticchie nel nome della tradizione

cotechino e lenticchiecotechino e lenticchie

Cotechino e zampone rinnovano la tradizione del cenone dell'ultimo giorno dell'anno. Il Consorzio Zampone e Cotechino Modena IGP stima di chiudere il 2022 con una vendita di Zampone e Cotechino Modena IGP di oltre 2.700.000 kg per un valore al consumo di circa 30 milioni di euro. In pratica quasi 1 milione di Zamponi Modena IGP e più di 3 milioni di Cotechini Modena IGP.

cotechino  di Modena IGPcotechino di Modena IGP

Se non siamo (se non siete) riusciti a procurarvi il vero musetto artigianale friulano, è probabile che sceglieremo anche noi il cotechino Modena IGP. Per essere sicuri di acquistare un prodotto certificato, controllate l’etichetta: ci devono essere il tassello con il logo del Consorzio e quello del bollino europeo dell’IGP,

Lo sapete che dal punto di vista nutrizionale lo Zampone e il Cotechino Modena IGP hanno meno di 270 kcal per etto, quanto quelle di una mozzarella fior di latte?

 A noi piace il classico quindi il controno va scelto fra lenticchie o purea di patate. Ma cliccando qui potete scoprire molte altre ricette creative dai bignè alla fonduta con Cotechino Modena IGP ai vol au vent con lenticchie e Cotechino con chicchi di melagrana, ai bicchierini di Cotechino con vellutata di piselli e taralli sbriciolati. Grazie a foodaffairs.it per i suggerimenti. 

 

 

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La San Marco: da Gradisca macchine professionali per il caffé nel mondo

macchina caffe la san marco  macchina caffe la san marco

La San Marco di Gradisca nel 2022: 5000 macchine per il caffè distribuite in tutto il mondo.  L’azienda, nel 2022, è stata partner, a Trieste in ottobre e a Napoli in novembre, dell’evento Leva Contest, una gara ideata per valorizzare le capacità del barista. Alla gara svoltasi a Triesteespresso, ha trionfato la coppia Alice Cernecca ed Ebe Sai Crescente che, con 714 caffè espresso estratti in un’ora, ha battuto il precedente record mondiale.

leva contest 2022 vincitrici del contestleva contest 2022 vincitrici del contestLa San Marco, che detiene l’esclusivo brevetto internazionale Leva CLASS® (Controlled Lever Anti-Shock System) ha calcolato quanti caffè si sarebbero potuti preparare, all’ora, con le 5000 macchine professionali vendute nel mondo dall’azienda, nel 2022: il numero è impressionante, 1 milione 490 mila caffè.

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“Siamo consapevoli della forza del nostro brand a livello internazionale e, anche alla luce della crescita della cultura del caffè nel mondo - dichiara l’ingegnere Roberto Nocera, amministratore delegato dell’azienda La San Marco. Le nostre macchine - afferma Nocera - a distanza di più di 100 anni dalla loro comparsa sul mercato, ancora si distinguono per la qualità oltre che per il design, risultando sempre innovative”.

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L'oro nero di Aquitania Pruneaux d'Agen IGP

Pruneaux d'Agen essiccate e nonPruneaux d'Agen essiccate e non

Oro nero di Aquitania. Colore nero brillante, consistenza morbida, la polpa va dal giallo all'ambra, il sapore è gustoso e dolce. Sono le Pruneaux d’Agen IGP, prelibatezza proveniente  dai frutteti di susine Ente du Lot et Garonne, nel Sud-Ovest della Francia,  garantite dalla qualità europea certificata. 

Derivano probabilmente da una prugna-dattero, tonda e gustosa, originaria della Siria, i cui semi dovrebbero essere stati portati in occidente dai Crociati. La sua coltivazione conobbe una grande fortuna nel Medioevo: verso la metà del XIV secolo i monaci dell'abbazia di Clairac scoprirono che la prugna essiccata al sole acquistava un sapore molto gustoso, trasformandosi in un ottimo alimento conservabile. 

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Il nome del prodotto è dovuto al fatto che, un tempo, il loro trasporto verso l'Inghilterra avveniva soprattutto per via fluviale, partendo dal porto di Agen.

pruneauxpruneaux

Per ottenere le Pruneaux d’Agen vengono applicati rigidi disciplinari. 

L'albero viene preparato alla produzione per  tre anni e i primi frutti si possono raccogliere solo dal settimo anno in avanti. Le susine si raccolgono tra il 25 agosto e il 25 settembre con l’ausilio macchine che scuotono gli alberi e, contemporaneamente, raccolgono i frutti. Solo le migliori vengono lavate e sistemate su vassoi fatti con assicelle di legno o canne intrecciate.

Poi le prugne vengono disidratate a temperatura controllata (55-60 °C), in speciali forni che le mantengono intere e consistenti, con la pelle corrugata ma senza fessure. Al termine del processo, che dura alcune ore, sono suddivise per calibro, quindi reidratate immergendole per poco tempo in acqua a 80°C. La conservazione non prevede zuccheraggio.

pruneaux dagen fourres a la creme de pruneauxpruneaux dagen fourres a la creme de pruneauxSono straordinariamente versatili e possono essere trasformate in crema di prugne, utilizzate per riempire le tipiche pruneux fourrés (prugne farcite), o in confettura. Vengono prodotti anche cioccolatini alla prugna, prugne allo sciroppo, al vino e all'Armagnac, praline, bon bon di prugne e acquavite.

pruneaux farcite in scatolapruneaux farcite in scatola

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Tutto quello che volevi sapere sulla maionese...

Tutto quello che volevi sapere sulla maionese e non hai mai chiesto. Come si fa esattamente? Chi l'ha inventata? Che differenza fra la maionese home made e quella acquistata pronta? Perché gli chef la chiamano Mayo? E la maionese vegana come si fa?  Esiste la maionese senza uova? Qual è la maionese più buona al mondo?

(prima puntata) Maionese è una salsa, più precisamente un'emulsione a base di tuorli, olio e aceto o succo di limone. Molti la chiamano Mayo alla francese abbreviando mayonnaise, come si abbrevia in evo l'olio extravergine di oliva. 

maionese in un minuto da fattoincasadabenedettamaionese in un minuto da fattoincasadabenedetta

Maionese è versatile e utilissima in cucina. Sembra (è) facile da fare, ma basta un niente per farla impazzire. E noi con lei. L'impazzimento avviene quando l'olio resta separato dall'uovo. 

Perché la maionese impazzisce? 

La causa sarebbe dovuta al fatto che le uova sono troppo fredde, quindi tiratele fuori dal frigo in anticipo (ma perchè mettete le uova in frigo? non è mica necessario). ìIn genere però impazzisce perchè la quantità di olio è eccessiva e non si sbatte l'emulsione in modo energico, quindi le molecole grasse non si distribuiscono uniformemente tra quelle acquose.

Che fare per porvi rimedio? La mitica Sonia Peronaci suggerisce ciò: in una ciotolina sbatti leggermente un tuorlo a temperatura ambiente (mi raccomando) e, una cucchiaiata alla volta e senza fermarti mai, amalgama la maionese impazzita: voilà, recuperata e buonissima! 

Anche gli esperti di finedininglovers ci danno le loro dritte:  Prendete qualche cucchiaiata della maionese impazzita e mettetela in un’altra ciotola. Sbattetela energicamente con una frusta, aggiungendo lentamente un po’ di acqua o aceto. Mano a mano che il composto si addensa, aggiungete altra maionese impazzita e ripetete l’operazione fino a che tutta la salsa sarà recuperata. Aggiungendo alla maionese troppo liquida una componente acquosa, infatti, si ristabilisce il giusto rapporto con quella oleosa. 

 

Quando nasce la maionese? Chi l'ha inventata? 

 

La storia (o leggenda) francese afferma che fu Luis François Armand de Vignerot du Plessis, duca di Richelieu, a portarla in Francia dopo la vittoriosa battaglia contro gli Inglesei nel 1756 a Mahón (mahonnaise) nell'isola di Minorca. Altre fonti, sempre francese dicono che il riferimento sarebbe invece alla città di Bayonne, nel sud della Francia, altri ancora che il nome deriverebbe dal francese antico moyeau, "tuorlo d’uovo". 

Ma poichè la città di Mahón prenderebbe il suo nome, forse, dal generale cartaginese Magone Barca, fratello di Annibale, potrebbe trattarsi di un antico di un antico condimento punico 😉

(continua) seguici nei prossimi appuntamenti di parole golose per scoprire il resto della storia della maionese.

Ti spoilero solo che la maionese più buona del mondo sarebbe giapponese.  Si chiama Kewpie e la sua ricetta è diventata virale su Tik Tok. kewpiekewpie

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Conosci lo sfincione? Leggi qui, te lo racconta qubì!

Sfincione, ricetta siciliana alta e soffice, pietanza irrinunciabile nel corso delle festività di dicembre. Qualcuno lo definisce una specie “pizza”, ma l'impasto  è diverso, alto, soffice e spugnoso. Il condimento? Pomodoro, acciughe, origano, pangrattato e caciocavallo ragusano. È inserito nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).

Lo sfincione lo si mangia tutto l’anno, ma a cominciare dalla Festa dell’Immacolata, è una vera e propria istituzione prenatalizia. 

 

Perché si chiama così il morbido Sfincione?


Sfincione palermitanoSfincione palermitanoLo Sfincione si chiama così proprio perchè è morbido, il nome deriva dal latino spongia, a sua volta dal greco spòngos, cioè “spugna”; secondo altri deriverebbe dal nome arabo di una dolce frittella al miele. Anche per questo piatto ci si imbatte nelle suore come nel caso di molti altri dolci e piatti del centro sud d'Italia.

Si dice che a inventarlo furono alcune suore del monastero di San Vito a Palermo per creare un piatto diverso dal solito pane di tutti i giorni. Affermano però gli storici che lo  Sfincione di San Vito era molto diverso da quello attuale (e senza pomodoro).

Chistu è sfinciuni. Fattu ra bella vieru. Chi ciavuru. Uora ‘u sfuinnavu. Uora ‘u sfuinnavu. Questo è sfincione. Fatto davvero bene. Che profumo. L’ho sfornato proprio ora. 

sfincione bianco di Bagheria courtesy Siciliafansfincione bianco di Bagheria courtesy Siciliafan

C'è lo sfincione palermitano da carretti di street food e da panificio o rosticceria e poi c'è lo Sfincione Bianco di Bagheria, privo di pomodoro, ma con tuma (formaggio siciliano da latte crudo di pecora tagliato  a fette) e ricotta. Con una lunga bellissima storia che vi racconteremo in un altro appuntamento di #parolegolose. 
Lo sfincione è un antipasto perfetto: si taglia a tocchetti e si spizzulia, cioè si “spizzica”. 

 

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Il racconto del torrone (più lungo del mondo)

Camerino. ll Torrone più lungo del mondo Camerino. ll Torrone più lungo del mondo

Il racconto del Torrone. Il torrone più lungo del mondo è di Camerino.  Il Torrone di Camerino, prodotto simbolo della Città Ducale, è protagonista di un racconto popolare di quelli che attraversano le generazioni e che sono capaci di abbattere le barriere del tempo. La tradizione di questa autentica golosità si perde nei secoli: il primo documento nelle Marche nel quale si utilizza il termine torrone, riferito al dolce natalizio come lo intendiamo oggi, risale al 1793, come risulta da un documento depositato presso il notaio camerte Stefano Ricci.

Torrone di CamerinoTorrone di CamerinoUn dolce profondamente radicato nella tradizione popolare camerinese il torrone, in passato veniva infatti realizzato in ogni focolare domestico, con devota ritualità.Poi ha quasi rischiato di scomparire, per poi risorgere grazie all’impegno di una famiglia, gli Attili, che hanno riportato in auge un vero e proprio patrimonio del territorio.

Nel 2020 il Torrone di Camerino ha ricevuto il riconoscimento della De.C.O. grazie anche ai ricercatori del corso di laurea di Scienze gastronomiche dell’antica Università di Camerino.

Camerino panoramaCamerino panorama

Sabato 10 dicembre 2022 dalle 17:30, all’Étoile Bistrot di Camerino andrà in scena Il racconto del torrone, un frizzante show che si avvale della presenza di Tinto, voce storica di Decanter Radio Rai 2 e volto noto di Camper su Rai 1, in compagnia del mastro gelatiere Raoul Trozzo e di Barbara Settembri chef dell’Accademia di Tipicità. Fondamentali saranno i racconti di Paolo Attili, cultore e custode del Torrone camerinese nonché patron di “Casa Francucci”, e di Marisa Pennesi Copponi, memoria storica dell’enogastronomia locale.

Torrone percorso classicoTorrone percorso classico

L’evento darà il via al countdown del programma di manifestazioni organizzate per le feste natalizie, costituendo un’anteprima dell’attesissimo appuntamento del 6 gennaio 2023, quando a Camerino tornerà la Festa del Torrone, nuova sede di tappa del Grand Tour delle Marche 2022

Tutte le info sulla manifestazione QUI 

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Panettone al Lambrusco, novità da provare

panettone bauletto al lambruscopanettone bauletto al lambrusco

Natale 2022. Venturini Baldini presenta il panettone al Lambrusco in sinergia con il pasticcere Franco Incerti. Un panettone dalla forma “a bauletto”, una versione speciale nella quale l’uvetta viene fatta macerare per una notte nel Lambrusco Montelocco di Venturini Baldini, poi viene estratta e inserita nell’impasto nell’ultima fase di lavorazione.

Il dolce natalizio è a lievitazione naturale con lievito madre vivo, burro a centrifugazione, farina italiana, uova di classe A+.

L’uvetta al sapore di Lambrusco di casa Venturini Baldini conferisce un tocco di magia al panettone. Un unicum da abbinare a uno spumante Venturini Baldini, anche rosé.

Il prezzo del panettone (da 500 grammi) è di 20 euro.

Per maggiori informazioni:

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Tartellette con salmone MoWI, un twist in tavola

Tartellette con SalmoneTartellette con Salmone

Per un twist innovativo anche sulle tavole … arriva il nuovo MOWI ESSENTIAL salmone norvegese nell suo Festive Pack, limited edition natalizia.  Rifilato con cura, senza muscolo bruno e con packaging certificato FSC mix, MOWI ESSENTIAL è sostenibile perché allevato, come tutte le referenze Mowi, senza uso di antibiotici e OGM e certificato ASC a garanzia di un allevamento responsabile. Un salmone dall’eccellente profilo nutrizionale. Mowi vi propone una ricetta perfetta per un antipasto dal sapore nuovo, semplice e gustoso per festeggiamenti fuori dal coro:

Tartellette di salmone affumicato MOWI ESSENTIAL con ricotta e limone

 

Ingredienti per 12 porzioni

 

 1 confezione di salmone affumicato MOWI ESSENTIAL 300g

375 g di ricotta

1 limone e mezzo (succo e scorza)

15 g di basilico fresco

37,5 g di Parmigiano grattugiato

Pepe q.b.

24 metà di pomodori secchi

12 g di pangrattato

 

Come procedere

Mettete la ricotta in una ciotola e aggiungete la scorza di limone, il parmigiano, il basilico e una bella spruzzata di succo di limone. Condite con pepe e mescolate.

Tagliate a metà le fette di salmone affumicato MOWI ESSENTIAL e foderate una teglia da muffin antiaderente con 2 metà di salmone affumicato per crostata formando una coppa.

Rifinite i bordi del salmone affumicato con un paio di forbici per arrotondare e distribuite la ricotta tra le coppe di salmone affumicato.

Posizionate due metà di pomodori secchi sulla parte superiore di ogni crostata e mettete in forno preriscaldato - 170 °C ventilato-  per 12 minuti.

Sfornate e lasciate riposare per 3-4 minuti prima di togliere delicatamente dalla teglia e servire.

Scopri altre ricette QUI 

 

 

 

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Conosci la Melannurca campana?

mela annurcamela annurca

Conosci la Melannurca? Sai qual è l'origine del suo nome? Te lo raccontro in sintesi. La Melannurca Campana IGP è presente in Campania da almeno due millenni. La sua raffigurazione nei dipinti rinvenuti negli scavi di Ercolano e in particolare nella Casa dei Cervi, testimonia l'antichissimo legame dell'Annurca con il mondo romano e la Campania felix in particolare. Luogo di origine sarebbe l'agro puteolano, come si desume dal Naturalis Historia di Plinio il Vecchio. Proprio per la provenienza da Pozzuoli, dove è presente il lago di Averno, sede degli Inferi, Plinio la chiama Mala Orcula in quanto prodotta intorno all'Orco, neipressi dell'Orco (gli Inferi).

Leggiamo sul sito del Consorzio che Gian Battista della Porta, nel 1583, nel suo Pomarium, nel descrivere le mele che si producono a Pozzuoli cita testualmente: … le mele che da Varrone, Columella e Macrobio sono dette orbiculate, provenienti da Pozzuoli, hanno la buccia rossa, da sembrare macchiate nel sangue e sono dolci di sapore, volgarmente sono chiamate Orcole…. 

Da qui i nomi di "anorcola" e poi "annorcola" utilizzati nei secoli successivi fino a giungere al 1876 quando il nome "Annurca" compare ufficialmente nel Manuale di Arboricoltura di G. A. Pasquale. Tradizionalmente coltivata nell'area flegrea e vesuviana, spesso in aziende di piccola dimensione e talora in promiscuità con ortaggi e altri fruttiferi, la Melannurca Campana ora IGP si è andata diffondendo nel secolo scorso prima nelle aree aversana, maddalonese e beneventana, poi via via nel nocerino, nell'irno, i picentini e infine in tutta l'area dell'alto casertano. 

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MELANNURCA CAMPANA I.G.P.

Descrizione del prodotto

L'Indicazione geografica protetta "Melannurca Campana" si riferisce a una delle varietà italiane di melo più conosciute e più apprezzate in assoluto dai consumatori: l'Annurca. Definita la "regina delle mele", infatti, l'Annurca è da sempre conosciuta soprattutto per la spiccata qualità dei suoi frutti, dalla polpa croccante, compatta, bianca, gradevolmente acidula e succosa, con aroma caratteristico e profumo finissimo, una vera delizia per gli intenditori.

Il frutto è medio-piccolo, di forma appiattita-rotondeggiante, leggermente asimmetrica, con picciolo corto e debole. La buccia, liscia, cerosa, mediamente rugginosa nella cavità peduncolare, è di colore giallo-verde, con striature di rosso su circa il 60-70% della superficie a completa maturazione, percentuale di sovraccolore che raggiunge l'80-90% dopo il periodo di arrossamento a terra.

La "Melannurca Campana" IGP rivendica da sempre virtù salutari: altamente nutritiva per l'alto contenuto in vitamine (B1, B2, PP e C) e minerali (potassio, ferro, fosforo, manganese), ricca di fibre, regola le funzioni intestinali, è diuretica, indicata spesso nelle diete ai malati e in particolare ai diabetici. Anche per l'eccezionale rapporto acidi/zuccheri, le sue qualità organolettiche non trovano riscontro in altre varietà di mele. Una recente ricerca del Dipartimento di scienza degli alimenti dell'Universià di Napoli Federico II ha dimostrato che la mela Annurca dimezza i danni ossidativi alle cellule epiteliali gastriche. La sua azione gastroprotettiva dipende dalla ricchezza in composti fenolici, che sono in grado di prevenire così i danni ossidativi dell'apparato gastrico e aiutando a combattere le malattie legate all'azione di radicali liberi.  

ARROSSAMENTO A TERRA 

mela annurca arrossamento a terra  courtesy foto La frutta di Andreamela annurca arrossamento a terra courtesy foto La frutta di Andrea

Uno degli elementi di tipicità della "Melannurca Campana" IGP è l'arrossamento a terra delle mele nei cosiddetti "melai". Essi sono costituiti da piccoli appezzamenti di terreno, sistemati adeguatamente in modo da evitare ristagni idrici, di larghezza non superiore a metri 1,50 su cui sono stesi strati di materiale soffice vario: un tempo si utilizzava la canapa, oggi sostituita da aghi di pino, trucioli di legna o altro materiale vegetale. Per la protezione dall'eccessivo irraggiamento solare i melai sono protetti da apprestamenti di varia natura.

Durante la permanenza nei melai i frutti sono disposti su file esponendo alla luce la parte meno arrossata, vengono poi periodicamente rigirati e accuratamente scelti, scartando quelli intaccati o marciti. E' proprio questa pratica, volta a completare la maturazione dei frutti adottando metodi tradizionali e procedure effettuate tutte a mano, a esaltare le caratteristiche qualitative della "Melannurca Campana" IGP, conferendogli quei valori di tipicità che nessun altra mela può vantare.

Due gli ecotipi previsti dal disciplinare di produzione, con due distinte indicazioni varietali in etichetta: l' "Annurca" classica e la diretta discendente "Annurca Rossa del Sud", suo mutante naturale, diffuso nell'area di produzione da oltre un ventennio, che ha il pregio di produrre frutti a buccia rossa già sulla pianta.

I frutti di maggior pregio, soprattutto dal punto di vista organolettico, a detta degli esperti sono quelli provenienti da piante innestate su franco, allevate a pieno vento e con scarsi apporti irrigui. Le indubbie caratteristiche organolettiche di questa mela, finora apprezzate soprattutto dai consumatori meridionali, stanno progressivamente conquistando anche altri mercati, grazie anche al riconoscimento del marchio di tutela e all'ingresso nei canali della grande distribuzione organizzata.

Accanto ai succhi, di grande valore nutritivo, ottimi sono anche i liquori ottenuti dalle annurche, così come i dolci (crostate e sfogliatelle su tutti, ma anche le mitiche mele cotte al forno)

Registrazione e tutela

L'Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) "Melannurca Campana" è stata riconosciuta, ai sensi del Reg. CE n. 2081/92, con Regolamento (CE) n. 417/2006 (pubblicato sulla GUCE n. L 72 dell'11 marzo 2006). L'iscrizione al registro nazionale delle denominazioni e delle indicazioni geografiche protette è avvenuta con provvedimento ministeriale del 30.03.06, pubblicato sulla GURI n. 82 del 7.04.04, unitamente al Disciplinare di produzione e alla Scheda riepilogativa (già pubblicata sulla GUCE unitamente al predetto Reg. 417/06).

 
 
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Mela annurca due millenni di storia

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Miele artigianale dal Molise: da conoscere

miele del Molise i vasetti di Antonio Vendittimiele del Molise i vasetti di Antonio VendittiDel Molise abbiamo scoperto da poco dei mieli artigianali speciali che raccontano le terre, le piante, la biodiversità da cui provengono; mieli che meritano l'assaggio e anche l'acquisto.

Ce li racconta Antonio Venditti appassionato apicoltore e titolare di AV Miele con sede a Campobasso Feudo 6/A. "Gestisco circa 150 famiglie di api a conduzione biologica, con apiari nomadi per la produzione di mieli Monoflora come Acacia, Castagno, Coriandolo, Girasole, Sulla e apiari stanziali per la produzione di mieli Millefiori, Millefiori di Montagna e Melata di bosco.

Venditti, il giovane titolare dell'azienda apistica di CampobassoVenditti, il giovane titolare dell'azienda apistica di Campobasso

Come vengono prodotti questi mieli

La lavorazione del miele è del tutto artigianale, senza compromettere le sue proprietà e qualità. Il miele viene estratto per forza centrifuga, filtrato per caduta, lasciato a decantare in maturatori inox per poi essere invasettato manualmente, direttamente dal rubinetto del maturatore. In questo modo il miele non passa attraverso pompe e non viene riscaldato minimamente. Presto attenzione a tutti i dettagli nella mia attività; per questo ho pensato anche di consigliare dei suggerimenti ai miei clienti. Sul sigillo di ogni vasetto di miele ho allegato una breve ma efficace guida della diversa tipologia di miele:

Le etichette e i diversi gradi di dolcezza 

C'è miele e miele lo sappiamo, più o meno dolce. Per raccontarvi il grado di dolcezza di ciascun miele, speiga Venditti, l'ho raffigurato con le goccioline di miele, inoltre ho descritto il suo gusto particolare e le modalità di utilizzo consigliate. Le etichette sono di colori differenti, ho scelto questi colori in base alla fioritura; come ogni fiore ha il suo colore, così ogni tipologia di miele ha il colore del fiore cui deriva. Inoltre ogni fiore presente sull'etichetta è stato prima disegnato a mano e poi stampato in etichetta.

Faccio conoscere il mio prodotto tramite botteghe che sposano la mia idea e tramite il passa parola". E qb è ben lieta di fare da ambassador a questi mieli: la qualità è alla base di tutto!

Per contatti e acquisti num 388 1037828 anche su wapp 

 

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