Anche l’occhio vuole la sua parte

Un perfetto allestimento: armonia e simmetria

L’arte di preparare una bella tavola ubbidisce ad alcune regole che non sono soggette al nostro estro individuale bensì appartengono alla sfera generale del buon senso. Sono diventate regole di stile e comportano una discreta dose di senso estetico.

 Spesso le immagini e i suggerimenti di sontuose tavole sfavillanti stimolano la nostra fantasia e creatività, facendoci pregustare il pasto che ne sarà degno sovrano. Alcuni invece ritengono che basti nutrirsi, trascurando il godimento estetico dell’apparato che accompagna il cibo. Anche consumare il pasto quotidiano sul tavolo della cucina correttamente apparecchiato predispone al meglio il nostro spirito a quello che stiamo per mangiare.

Abituarci ad apparecchiare correttamente il tavolo del pasto giornaliero e coinvolgere i figli, di entrambi i sessi, nelle operazioni, ci renderà più sicuri nelle occasioni più formali e impegnative dove non si vuole mancare in buona educazione e raffinatezza. Io, quando attendo ospiti per la cena, predispongo la mise en place fin dal primo pomeriggio e se anche mi faccio aiutare, il mio occhio vigila e non c’è volta che la mia mano aggiusti qualcosa.

Per esempio: la posizione del sottopiatto rispetto al bordo del tavolo (due centimetri) e della sedia (centrata al coperto), l’allineamento dei bicchieri (in diagonale), delle posate (a scalare e non infilate sotto il piatto), dei tovaglioli (tutti alla giusta distanza e piegati in modo uniforme), e così via per tutto quello che so fa “colpo d’occhio”, incluso il centrotavola floreale o, secondo l’occasione, i candelabri. Nel prossimo numero di q.b.quantobastaFVG vi parlerò della mise en place.

 

  • Creato il .
  • Ultimo aggiornamento il .

La bolla del salmone

 

La bolla del salmone

 Le azioni della Marine Harvest norvegese, l’allevatore più grande al mondo di salmoni, sono schizzate in alto del 400 per cento dal gennaio 2009, a memoria di analista una performance mai eguagliata nemmeno dall’oro o dal petrolio.

Il prezzo del salmone dall’inizio dell’anno – e siamo soltanto al 19 febbraio 2009 – è salito del 21 per cento. E l’anno scorso aveva già segnato un  + 33% per cento. Tutta colpa degli allevamenti del Cile, colpiti da una malattia ittica che sta devastando la produzione. Nel 2008 i cileni producevano 403 mila tonnellate di salmoni d’allevamento, ora la loro capacità è crollata a un quarto.

Leggi tutto …La bolla del salmone

  • Creato il .
  • Ultimo aggiornamento il .

Frantoio di Campeglio

Era il 1968, in Friuli nessuno immaginava di mettersi a coltivare olivi e a produrre olio. Tanto più che nel territorio il condimento era “nel segno del burro”. Ma Giovanni Zamarian decise di acquistare in località San Rocco di Campeglio un piccolissimo appezzamento a una altitudine di 365 metri sul livello del mare. È stato il luogo a dare il nome all’azienda che è sorta negli anni successivi e che si chiama appunto San Rocco.

All’inizio per nostro nonno, raccontano le nipoti Sandra e Cristina, quel terreno rappresentava occasione di svago e di diletto nel paicere di dedicarsi per hobby alla coltivazione di un piccolo vigneto. Mio nonno, amante del buon vino, si faceva aiutare da nostro padre Gianni. Fu lui, mentre ripuliva la la collina circostanze il vigneto a scoprire tra rovi giganteschi vecche ceppaie di olivo, alcune ancora in vita, altre oramai estinte.

Leggi tutto …Frantoio di Campeglio

  • Creato il .
  • Ultimo aggiornamento il .

Olio Capitale 2010

Nel Padiglione del gusto della Fiera di Trieste dal 5 all’8 marzo 2010 ci si troverà immersi quasi per incanto in un susseguirsi di profumi e sapori di terra, di acqua e di sole, con un’esposizione di bottiglie e prodotti da lasciare senza respiro e con il dispiacere reale di non riuscire ad assaggiare e degustare tutto, anche per dare il giusto riconoscimento ai produttori che portano in mostra il risultato di un intero anno di lavoro. In fondo ai corridoi degli espositori, oltrepassate le salette dei convegni (mancanza di spazio ci impedisce di elencarveli tutti, ma, come già detto sopra, li potete trovare nel sito www.oliocapitale.it) c’è la zona attrezzata a cucina, che per quattro giorni (esattamente trentun ore, ci ha detto il coordinatore-ideatore della sezione, lo chef Emilio Cuk) offrirà gratuitamente ai visitatori la possibilità di assistere a oltre 40 appuntamenti, in un incalzante e coinvolgente sintesi di proposte.

Saranno presenti fra l’altro associazioni come i Cordons Bleu e l’Accademia Italiana della Cucina, le quattro scuole alberghiere della regione, l’Ersa, la Provincia di Trieste con i prodotti del territorio, la Federazione Italiana Cuochi e le Lady chef.

concorso di cucina tra sindaci

Leggi tutto …Olio Capitale 2010

  • Creato il .
  • Ultimo aggiornamento il .

Pensare global, mangiare local: una nuova filosofia?

Polenta e kebab: i nuovi intrecci della nostra alimentazione globalizzata. Così avevamo scritto nel primo numero (era l’ottobre 2009) di q.b. quantobasta FVG. Intrecci quanto mai forti, se pensiamo che nella città di Trieste i kebab, o meglio i luoghi dove si vende kebab, a oggi sono già arrivati al numero di 35!

Ora anche il fast food, finora demonizzato come fucina di obesità, è stato sdoganato con l’inserimento di prodotti tricolori. Noi ne prendiamo atto, come prendiamo atto della crescente attenzione dei consumatori nei confronti dei farmer market, dove si acquista direttamente dal produttore, o della ricerca di eccellenze di nicchia. Leggete ogni mese q,qb, quanto basta, ne scoprirete a bizzeffe!

  • Creato il .
  • Ultimo aggiornamento il .