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PESTÌTH, PESTÌF & parenti

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rape e pestith foto di Alessandra Disnan per qbPESTÌTH, PESTÌF e i suoi simili.  Che cos’è? Dove si trova? Come si mangia? L'ho scoperto in occasione della cena a tema all’Osteria Turlonia di Praturlone, Fiume Veneto (PN) dove sono andata in missione per qbquantobasta. L’evento, voluto dalla Condotta Slow Food del Pordenonese, ha trovato in Federico Mariutti, titolare dell’Osteria insieme alla moglie Isabella, nonché Cuoco dell’Alleanza Slow Food, il perfetto ambasciatore. 

Protagonista è stato il Pestìth (com’è conosciuto a Claut, Cimolais, Erto), o Pestìf (a Casso e Vajont), o Pastìç (a Barcis), o Pestìç (ad Andreis).

 Già il nome del prodotto con le sue varianti incuriosisce. Un interessante quadernetto dedicato interamente al Pestìth ci ha accompagnato lungo tutta la serata, con le spiegazioni della sua autrice, Franca Teja. Proprio grazie a lei ho potuto conoscere nel dettaglio storia, tradizioni e preparazione di questo piatto. Ma andiamo per gradi.

la pubblicazione di Franca Teja
CHE COS'E'.  Il pestìth è una rapa fermentata tipica della Valcellina. La rapa, ortaggio umile e talvolta dimenticato, è stata una grandissima (e talora quasi esclusiva) risorsa alimentare invernale per la zona. Il clima piovoso e molto fresco della Valcellina fungeva da habitat ideale per la coltivazione. Per la scarsità di ortaggi disponibili in certi mesi dell'anno,  le rape non venivano consumate fresche, ma venivano conservate attraverso un metodo oggi tornato in voga: la fermentazione.Pestith con musetto e polenta


Attraverso la fermentazione era possibile prolungare la conservazione dell’ortaggio, migliorandone sapore, consistenza, salubrità.

 

 

 

IL PROCEDIMENTO DI PRODUZIONE 

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