cibo, vino e quantobasta per essere felici

In Quaresima il Baccalà!

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Ora che le Poste Italiane gli hanno addirittura dedicato un francobollo (leggi al link il nostro articolo Il Bacalà alla vicentina diventa francobollo)  - per il baccalà si consolida una nuova stagione di successi. Nel numero di gennaio 2017 Massimo Percotto, dell'Accademia Italiana della Cucina Delegazione di Udine, ha scritto sul mensile cartaceo qbquantobasta un esaustivo articolo sull'argomento (sul nostro e shop è acquistabile e scaricabile anche la singola copia). Qui vogliamo solo suggerirvi alcuni versi d'epoca. In  dialetto veneto.  Il veneziano Varagnolo scrisse: Me piasi el bacalà sia mantecato/e sia n tecia consà con la sardela/ el me piase con l'ogio ben desfato / o col late ridoto a una pastela/el me piasi co l'ua e coi cedrini/ma non me paise un'ostrega coi spini. Il poeta dialettale veneziano Luigi Plet compose un poemetto di trentatre ottave in onore del cibo che nel corso dell'assedio di Venezia del 1849 salvò dalla carestia i veneziani e ...i loro gatti.

Fora dei mari del Setentrion/ sto pesse no se lassa mai catar/ eco dunque che nu, per sta rason/ fresco no lo podemo mai magnar./ Anca salà i pretende che 'l sia bon/queli che s'ha podesto sincerar/ Co quatro o cinque nomi el vien ciamà/ ma in fondo po' el xe sempre bacalà.


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