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Marinature o marinate?

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#parolegolose. marinare deriva da marino. Parola di Treccani online! Significa primariamente preparare pesci o carni destinati alla conservazione (soprattutto per i pesci) o alla cottura, tenendoli immersi più o meno a lungo in un bagno di aceto o vino o superalcolici, variamente aromatizzato (con odori, aglio, spezie). Per la conservazione i cibi possono essere messi a marinare crudi o cotti; la selvaggina o le carni destinate a lunga cottura vengono marinate per favorirne la frollatura e l’insaporimento. Tenere le carni in bagno di vino o di aceto aromatizzati è l'operazione che serve a togliere loro l’odore di selvatico (cinghiale, montone, selvaggina in genere) o di fango (anguilla, carpa) e per farle meglio frollare.

Marinare serve a insaporire o a togliere un sapore. A conservare o ad ammorbidire. 

 

 

"Quel che mi piace di questa operazione in cucina è che si prepara la marinatura, si copre e si lascia riposare per dopo, per quando sarà pronto, quasi fosse una cottura lunga. E intanto si può fare quel che si vuole".

Le tipologie di marinatura più diffuse in Italia sono lo scapece, il carpione, il saor. Ve le racconteremo nella prossima uscita di #parolegolose


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