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Metti un gubana day a Cividale

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Un inizio di venerdì come tanti quello del 7 febbraio scorso, ma conclusosi  in modo insolitamente dolce.
Ebbene si, il fascino della GUBANA ha colpito anche me, per tradizione fan della crostata di Nonna Papera e dello strudel altoatesino.
In qualità di inviata speciale di qbquantobasta, la rivista mensile con la quale collaboro da qualche tempo, sono stata invitata a far parte della giuria tecnica dei giudici selezionatori del Gubana Day, tra le sale del Caffè San Marco a Cividale del Friuli. Che cosa c'entra un ex vignaiola, patita di comunicazione, vini e web con la Gubana? Forse poco, ma vista la mia predilezione per i dolci, e visto che abito a Cividale quindi la gubana mi è entrata nel DNA, non potevo dire di no.
Ben 16 i dolci che ho assaggiato (un lavoraccio credete!), suddivisi fra 8 Gubane del territorio e 8 tiramisù di diversa fattura.
La sfida, creata e voluta da Andrea Cecchini, titolare dello storico Caffè San Marco, nasce come gioco tra amici che si vogliono godere qualche ora assieme. Si succedono le edizioni e dopo alcuni anni si sente l'esigenza di allargare l'orizzonte mettendo a confronto il dolce delle Valli del Natisone con altri dolci di tradizione come putizza, presniz, reindling carinziano, strudel.
Siamo quindi a questo 2014 e quale occasione migliore della recente acclamazione di paternitá del tiramisú da parte dei Veneti e della successiva contesa con la Carnia e l'Isontino per una sfida in singolar tenzone di Gubana e tiramisù?Tiramisu avversario della gubana
Eccolì là i dolci posizionati sul grande tavolo della sala ad attendere i verdetti. Gubane dorate e gonfie si alternano ai colori più accesi delle spruzzatine di cacao dei tiramisù. E c’è tra essi anche la storia. “Il tiramisù non è veneto, nè tantomeno carnico, e poi vi dirò il perché”, mi svela una agguerrita signora Flavia Cosolo, da Pieris che – ci racconterà alla fine della gara – con tanto di prove documentate alla mano, fa risalire la produzione di tiramisù al suo papà ancora nel 1935.
Il signor Mario, papà di Flavia, già nel 1935 lo chiamò così perché i suoi amici assaggiandolo fecero una battutella pesantina  sui suoi effetti benefici, tanto era il piacere e l’appagamento. La ricetta allora era priva di mascarpone, ancora oggi è segreta e depositata come l’originale presso un notaio con il nome di “tireme su – Coppa Vetturino”, dal nome del ristorante allora di proprietà.
Cominciano gli assaggi. Ogni giurato procede spedito nella valutazione, si annusa, si osserva, si degusta, chi siede meditabondo in un angolo col piatto ricolmo di campioni, Gianni Strizzolo di Photolife che ci immortala con le bocche masticanti. Il patron Cecchini ci ha consegnato un articolato vademecum dei descrittori visivi, olfattivi e gustativi e 16 schede di assaggio che diligenti compiliamo con estremo giudizio. I campioni sono stati anonimizzati, non sappiamo la provenienza di tante raffinate e succulente preparazioni e ci vogliono circa 2 ore per completare gli assaggi.
Autografo dei commissari e...consegna della scheda. Mi son sentita come all'esame di matura, quando volevi tenerti il foglio fino all'ultimo secondo per fare i ritocchi e sistemare le imprecisioni che ritenevi di dover correggere. Tempo scaduto.
La sala si spopola per una mezz'ora. Ci si riprende con acqua, caffè, una sigaretta in esterna nonostante la pioggia che scende copiosa, un buon calice dei nostri Colli Orientali e chiacchiere amichevoli, la tensione è calata finalmente!!!
Il momento ufficiale si è concluso. Sfiziose pietanze offerte e preparate da  Daniele Cortiula (ristorante alle Viole - Gradisca) che ha anche fatto da Presidente di giuria: uno spettacolare toc in braide, saporiti maltagliati alla selvaggina e brasato di manzo con contorno di polentina e patate alla slovena. Il dolce ha avuto la grazia di risparmiarcelo, altrimenti saremmo andati tutti in iperglicemia.
Mr. Cecchini non vuole ufficializzare il vincitore e nemmeno dircelo in segreto: alla giuria tecnica si affianca sempre una giuria popolare e quindi saranno gli assaggi del giorno dopo con il pubblico a decretare per somme algebriche il dolce più apprezzato.
Ci attardiamo a tavola sperando di prenderlo per stanchezza, ma non cede, abbiamo capito che non ci svelerá nulla!! Dobbiamo aspettare anche noi il verdetto come tutti!
Tra una Gubana e un tiramisù mi ha raggiunta anche il mio Direttore, Fabiana Romanutti e tra chiacchiere serie e semiserie, da amanti degli animali quali siamo, osserviamo divertite la paffutella Marilla, splendida cagnolina oversize, (non per razza, ma per stazza!) che ci emoziona per il suo seguire religiosamente ogni singolo passo del suo padrone Cecchini.
La serata finisce con la foto di gruppo o di quel che ne rimane visto che alcuni sono rientrati prima. Irriducibile anche se sicuramente assonnato è il piccolo Giacomino Cosma (n.d.r. allegro giurato junior) che ridacchiando, con una coppa di tiramisu in mano, si offre al fotografo a suon di sbadigli.
Io ho un asso nella manica e il giorno dopo chiamo rinforzi. Mio figlio e mio papà sono stati ufficialmente investiti (da me) del prestigioso incarico di giudici popolari. Andate e assaggiate - dico loro.
Col baffo cioccolatoso ritornano dopo qualche ora e confermano i miei sospetti sui possibili vincitori. Ora ne ho la conferma, io stessa mi son ritrovata a parteggiare per la gubana, ma a premiare mascarponi e caffè. il verdetto che puntuale arriva il lunedì, decreta ufficialmente il vincitore: l’edizione n. 9 del Gubana Day – Premio Bepi Tosolini 2014 è vinta dal Tiramisù di Tolmezzo realizzato dalla Pasticceria Saint Honorè. Menzioni speciali alla signora Flavia per l’importante nota storica e a Lucio Vogrig per aver ottenuto il punteggio migliore tra le gubane in lizza.


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