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Ripensare l'agriturismo

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 Lo sappiamo che la materia è delicata. Oggetto di discussione da molti anni, dal tempo in cui, cioè, l’agriturismo è entrato a pieno titolo nel settore del ristoro e dell’accoglienza. L’offerta si è ampliata, la clientela popolare ha esultato, ma i “concorrenti”, albergatori e ristoratori, assai meno. L’estate 2009 non sembra essere passata invano, sotto il fronte delle polemiche.

I Carabinieri dei Nas, recentemente, hanno diffuso i dati dell’operazione “Estate tranquilla 2009” dispiegata per controllare campeggi, villaggi turistici, stabilimenti balneari, discoteche, supermercati, punti di ristoro autostradale, pescherie, residenze per anziani e agriturismi. In tutto, 4.563 ispezioni, eseguite in tutta Italia fra giugno e settembre, che hanno consentito di individuare 1.328 esercizi irregolari (il 29% di quelli controllati), con il sequestro di 133.264 confezioni di alimenti avariati, per un peso di oltre 1.800 quintali e un valore di 1,2 milioni di euro.

Sugli agriturismi sono state eseguite 570 ispezioni, con l’individuazione di 147 aziende con irregolarità (26%), di cui 44 (7,7%), con situazioni gravi tali da richiedere il sequestro di alimenti o addirittura, per 23, la chiusura dell’attività (solo 1 in FriuliVG). È vero che la maggioranza delle infrazioni è stata più formale che sostanziale, ma le contestazioni più rilevanti hanno riguardato le situazioni igienico-sanitarie delle cucine, alimenti in cattivo stato di conservazione, lavorazione di carni in locali non autorizzati, personale sprovvisto dei prescritti attestati formativi.

Forse la burocrazia è davvero eccessiva e rende difficile l’operatività quotidiana, ma una maggiore quantità d’informazione da parte degli operatori farebbe stare tutti più bene. Che ne pensano i nostri lettori? E i diretti interessati?

 


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