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Anche la confezione conta!

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Dal blog dell'oleologo Luigi Caricato 28 febbraio

Non è vero che le confezioni abbiano poca importanza. La qualità di un olio non deve, non può fermarsi al solo contenuto.

Degustando alcuni extra vergini che mi sono stati spediti da diversi produttori, noto che non tutti curano l’abito esterno, non solo dal punto di vista estetico, ma anche da quello più strettamente funzionale. Bottiglia, etichetta, tappi, cartone hanno la loro importanza.

Alcuni tappi a vite si aprono male, o non si aprono affatto. Certe volte occorre faticare ad aprirli, con il rischio di ferirsi. Come è accaduto ieri. Quando si aprono alcune capsule, l’olio fuoriuscito dai tappi mal chiusi dà luogo a  una fastidiosa sensazione olfattiva di rancido.

Sono aspetti, questi e altri ancora, che vanno presi in seria considerazione. Non ci si può  presentare sul mercato in malo modo. Per questo motivo lancio con l’occasione un appello a chi vuole presentarsi sul mercato: lavorate bene, non solo puntando sulla qualità dell’olio, ma anche sui modi di presentarlo, di vestirlo. Concludo l’invito con una nota positiva. Con un esempio da prendere a modello.

E’ un elogio a chi lavora bene. Mi riferisco ai produttori giuliani che producono da olive in gran parte Bianchera-Belica, extra vergini a marchio Dop Tergeste.

In provincia di Trieste, dove in marzo, dal 18 al 21, si svolgerà l’evento Olio Capitale, è possibile acquistare una confezione-cofanetto in cui sono presenti diversi oli espressione di più produttori. Al di fuori della scatola campeggia una giovane modella autoctona, è di San Dorligo della Valle-Dolina. Si chiama Eva Slavec.

Inutile aggiungere che oltre alla confezione, anche gli oli sono di qualità eccelsa. Nell’area giuliana si lavora bene, molto bene, senza trascurare nessun particolare.


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