Vi piacerebbe un sandwich di anguria?

sandwich di anguria  ricetta e foto di @nonnapaperina.itsandwich di anguria ricetta e foto di @nonnapaperina.it

L'estate continua con questa proposta di Sandwich all'anguria, farcito di un delizioso spalmabile, di olive e di lattughino. Una proposta fresca e colorata per la vostra tavola.

 

Ingredienti per 4 persone

 

  • 4 fette di anguria
  • 200 g Spalmabile Exquisa Fresco Cremoso di Capra
  • 12 olive nere denocciolate
  • 150 g di lattughino
  • 1 pomodoro
  • 1 cipollotto
  • qualche fogliolina di basilico
  • mezzo spicchio di aglio
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  •  aceto bianco e sale q.b.


Preparazione


Affettate il cipollotto e conditelo con sale e aceto bianco.

Ricavate otto quadrati dalle fette di anguria, facendo in modo che abbiano la misura delle fette di pancarré.

Su una metà della fetta spalmate il Fresco Cremoso e disponete il cipollotto, qualche foglia di lattughino, qualche oliva denocciolata e qualche fogliolina di basilico.

Ponetevi sopra un’altra fetta di anguria e farcite la superfice come la precedente; ripetete l’operazione fino alla terza fetta.

La quarta fetta chiuderà la composizione che - per ottenere l'effetto sandwich - sarà tenuta insieme anche grazie a uno stuzzicadenti.

Infine realizzate un trito con il pomodoro, l’aglio schiacciato, un po’ di sale e poche gocce di aceto. Condite con due cucchiai di olio e un pizzico di peperoncino.

Usate il composto per farcire sull’ultima fetta ogni sandwich e guarnite con le olive e a piacere con i germogli di cipolla e una foglia di basilico.

 

EXQUISA

Exquisa appartiene al Gruppo Karwendel, fondato in Baviera nel 1909: da oltre 100 anni impegnato nella trasformazione del latte. Presente in Italia dal 2005 con sede a Bolzano, Exquisa è stata la prima azienda a lanciare il formaggio fresco spalmabile Senza Lattosio sul mercato italiano.

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Sagra di Godia: premio per la patata più pesante

sagra di Godiasagra di Godia

Domenica 5 settembre 2021 si è chiusa una 45ma edizione della Sagra di Godia, davvero degna di nota soprattutto per la partecipazione del pubblico. Tra gli eventi della giornata la premiazione del concorso “La patata più pesante”: ad aggiudicarsi il primo premio è stata Alda Viola (nella foto in alto, con il vicepresidente della Pro Loco Giorgio Mansutti), con una patata di 496 grammi. Seconda Daniela Tosolini (438 grammi), terzo Federico Passone (420 grammi).

Godia patata più pesanteGodia patata più pesante

A chiusura della giornata l'estrazione della lotteria: la lista completa dei numeri vincitori è pubblicata sulla pagina Facebook della Sagra.

Ulteriori informazioni qui 

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Gazpacho verde con insalata Lusia IGP

gazpacho verde lusiagazpacho verde lusia

Non tutte le insalate sono uguali. Lo sapevate che c'è anche un'insalata IGP? Scopritene con noi la storia e anche una golosa ricetta diversa dal solito.  L'insalata Lusia IGP, che cresce in un terreno ricco di sali minerali, possiede un buon contenuto di fibre (1.2 g su 80 g) ed è ricca di potassio e calcio. È particolarmente sapida, pertanto, può non serve ’aggiungere sale alimentare come condimento.

La campagna europea a favore della frutta e della verdura DOP e IGP mira a promuovere i marchi europei di qualità che garantiscono origine, tracciabilità ed eccellenza.

L’Insalata di Lusia IGP si presta a essere consumata in molti modi: come contorno o insieme ad altri ingredienti, si abbina a quasi tutto. Tra le attività di comunicazione online della campagna europea è stata avviata una partnership con la food blogger e appassionata di cucina, Monica Bergomi, che ha reinterpretato, in una veste innovativa, proprio questa insalata.

Di seguito la sua squisita ricetta!

Gazpacho con Insalata di Lusia IGP e mela verde

 

Ingredienti (x 4 porzioni)


• 300 g insalata di Lusia IGP Cappuccia
• 150 g mela verde Granny smith
• 1 cipollotto
• basilico fresco
• 120 ml di latte di cocco
• sale grosso marino integrale
• 2 cucchiaidi olio extravergine di oliva
• 250 ml acqua naturale ben fredda
• 4 pomodorini

 

Procedimento


Lavare le foglie di insalata e asciugarle con una centrifuga asciuga-insalata. Sbucciare la mela e tagliarla a pezzi.

Versare tutti gli ingredienti, a eccezione dei pomodorini, nel robot da cucina o nel bicchiere di un frullatore a immersione.

Unire qualche foglia di basilico, poco sale, il latte di cocco e l’olio extravergine di oliva.

Frullare il tutto fino a ottenere una crema densa e omogenea. Fare riposare la zuppa in frigorifero per 1 ora.

Trasferire il gazpacho verde nei singoli piatti di servizio e terminare la preparazione con qualche fogliolina di insalata, i pomodorini e qualche goccia di latte di cocco.

insalata lusia IGPinsalata lusia IGP

L’orticoltura a Lusia è iniziata nei primi anni del 1900, come attività per consumo familiare. Lusia e i comuni che la circondano sono caratterizzati da terreni con strati di sabbia molto spessi, trasportati dalle piene dell’Adige nei secoli passati. La tipologia del terreno molto leggero e con una forte componente di sabbia non permetteva la coltivazione delle colture tradizionali (grano e mais).  Per saperne di più 

Alcuni quaderni manoscritti (datati 1930) menzionano l’insalata, termine generico er indicare sia le lattughe sia le indivie. Ma già nel 1933 in quei quaderni compariva la dicitura latuga o salata che a quell’epoca come accade ancora tra alcuni produttori d’oggi era intesa come Lattuga Cappuccia.
Tuttavia la seconda guerra mondiale, che vide la distruzione di buona parte del paese di Lusia, rallentò il processo di sviluppo dell’orticoltura e mise in ginocchio l’intera zona. Con la fine della guerra, e la disponibilità d’alcuni mezzi di trasporto (recuperati dal passaggio degli eserciti) alcuni produttori si improvvisarono commercianti. Prodotto cardine per gli orticoltori divenne l’insalata (Lattuga Cappuccia). Risale agli anni '50 la fondazione della Centrale Ortofrutticola di Lusia. 

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Okonomiyaki: pizza frittata o frittella?

okonomiakyokonomiakyOkonomiyaki

MAIDO A ROMA. L’okonomiyaki, il cibo di strada giapponese, tipico di Osaka, che abbiamo sicuramente conosciuto nei cartoni animati, è arrivato da giugno 2021 nel quartiere Monti.  “Ciao! Benvenuto! Grazie!” è questo all'incirca il significato della parola Maido

Okonomiyaki significa letteralmente "Come piace a te” ed è il termine usato per indicare una frittella di grano salata e gustosa, che viene tradizionalmente preparata – sotto gli occhi dei clienti – alla piastra (teppan) e abilmente lavorata grazie all’aiuto di spatole metalliche (kote). Nato negli anni '30 del secolo scorso a Osaka, l’Okonomiyaki diviene popolarissimo durante la seconda guerra mondiale, quando la scarsità di risorse fece il successo di questo piatto – realizzabile con poco ma buono e nutriente – a cui si possono aggiungere molti e diversi ingredienti: dalla carne al pesce, dalle verdure alle uova.

Il piatto di Maido viene rifinito con una speciale salsa okonomi, maionese giapponese, fiocchi di alghe verdi e katsuobushi, sottilissime scaglie di bonito. Si può gustare nelle versioni Veggie, Spicy e altre varianti. Ci sono poi gli Onigiri, le popolari polpette di riso ripiene, conosciuti come il cibo dell’amore, che appaiono spessissimo negli Anime nipponici e che da Maido si possono trovare conditi con soia e olio di sesamo, saltati sulla piastra, o ripieni di salmone, tonno e cream cheese, gamberi, avocado e umeboshi (prugne salate).

Da provare anche: 

il Sakana, il trancio di salmone speziato scottato su teppan con salsa teriyaki, avocado, spinacino e sesamo nero;

il Takoyaki, le polpette di polpo fritto servite con scaglie di tonno essiccato, maionese e salsa otafuku;

il Katsu Sandwich il tipico panino giapponese ripieno di maiale impanato e fritto, maionese giapponese e cavolo cappuccio.

Decisamente invitanti le Bowl a base di riso o soba croccante disponibili con carne, pesce e tofu come anche gli Yakisoba, gli Yakiudon presenti in menù.

Immancabili i Ramen da degustare nella versione Vegan, Vegetarian e Chashu con lonza a fette, porro, aglio, cipollotto, uovo marinato in soia, sake, mirin e zenzero, alga nori.

E naturalmente ci sono i mitici Doroyaki, i dolcetti giapponesi presenti nei cartoni animati che ricordano i pancake e che vengono farciti di anko, la marmellata di azuki; non mancano i Mochi, i popolarissimi dolcetti a base di pasta di riso colorati e gommosi. Da bere, oltre al sakè e al tè verde c'è anche il Ramune, tradizionale bibita giapponese. 

Orario Maido
Aperto tutti i giorni dalle 12.00 alle 23.00
Roma- Via Urbana, 122.

Vi siete mai chiesti che cosa preparasse il padre di Licia, detto anche Marrabbio, dietro al suo bancone in compagnia del gatto Giuliano? La risposta è Okonomiyaki!

ingredienti Per la pastella


1 kg di farina 00
1,50 lt di acqua
32 g di lievito
70 g di mirin
70 g di dashi

Per una porzione


100 g di pastella
100 g di cavolo verza
1 uovo
10 g di cipollotto

Per guarnire

Maionese giapponese q. b.

Salsa Okonomi q. b.

Scaglie di bonito 1 manciata

 

Preparazione


Per la pastella versare in un unico contenitore farina, acqua, lievito, mirin, dashi e mescolare fino a ottenere un impasto omogeneo.

Una volta che la pastella sarà pronta aggiungere la verza, tagliata prima a listarelle, 1 uovo e il cipollotto.

Mescolare di nuovo il tutto fino a ottenere di nuovo un impasto omogeneo.

Versare poi un filo d’olio sul teppan (o in padella) e posizionare un mestolo di impasto cercando di conferire una forma circolare.

Dopo circa 5 minuti, girare il tutto come fosse una frittata, aiutandosi con una piccola spatola e lasciare cuocere per altri 5 minuti.

Quando la pizza/frittella dell’okonomiyaki sarà pronta, impiattare e guarnire con la speciale salsa okonomi, a base di frutta e verdura fermentata e la maionese giapponese.

Trattandosi di una sorta di pizza si possono aggiungerevari ingredienti: pancetta, gamberi, spinaci, formaggio e altro a piacere.

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Spollichini: chi sono costoro? #persapernequantobasta

fagioli spollichinifagioli spollichini

Vi sfagiolano gli spollichini? Gli spollichini sono quei fagioli bianchi estivi che si consumano freschi e che devono il loro nome al verbo spullecchiare che in napoletano significa sgranare. Spullecà indica l'azione di sbaccellare (fave e/o piselli e/o fagioli), ma anche cercare minutamente o piluccare. 

La zuppa di spollichini è una ricetta tradizionale napoletana che vi riproponiamo

 

 

Sfagiolare dunque. Un termine che non si ritrova più nei dizionari moderni. La derivazione è dal toscano fagiolare o fagiuolare, che persiste ancora come termine geografico (per es. Colle Fagiolare). Fagiolare significa andare a genio, piacere, garbare; Sfagiolare, come spullecà, rappresenta l’azione di togliere i fagioli freschi, gli spollichini, o meglio, ‘e spullicarielle, dal baccello.

E gli zolfini? E i toscanelli li conoscete? E i fagioli del Purgatorio? E le trenta varietà autoctone di fagioli censite in Carnia? La biodiversità si esprime anche con le parole. #parolegolose. Una rubrica nata durante la quarantina (quarantena) Covid-19, ma covata a lungo, in attesa di esprimersi ed esplodere. Una rubrica che racconta di parole. E che nasce dal successo dell'altra nostra sezione Chiedilo a qb.

Domande e curiosità che attirano e coinvolgono i nostri lettori. Parole e frasi che raccontano l'etimologia e le origini dei piatti, le trasmigrazioni di ingredienti e di vitigni, storie fascinose di come sono nati i modi di dire, ma anche le consuetudini alimentari. Senza troppe pretese, con la nostra consueta leggerezza. Per saperne quanto basta, appunto. Dal 2021 la rubrica si è arricchita con le #ricettedaleggere.

Entrambe le rubriche #parolegolose e #ricettedaleggere sono aperte alle vostre collaborazioni.

Segnalateci una parola golosa, indicateci un racconto culinario. Scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

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Rospa & Ramparino: chi sono?

Il melone protagonista delle natura morte del '600, qui è presente anche un "melone rospa"Il melone protagonista delle natura morte del '600, qui è presente anche un "melone rospa"

Gli antichi meloni reggiani

La coltivazione di meloni ha una lunga tradizione nelle valli tra Novellara, Guastalla e Santa Vittoria. Il lavoro di riscoperta portato avanti dall’Istituto superiore Zanelli ha consentito di recuperarne  quattro, quasi scomparse, ognuna diversa dall’altra per caratteristiche e sapore. melone rospamelone rospa

Il “melone rospa” è uno dei più antichi in assoluto in Italia - spiega il professor Marconi -. Ha un aspetto simile a una zucca e deve il suo nome alle verruche sulla superficie». Particolare anche il gusto, non molto dolce, sapido e leggermente piccante, caratteristiche che lo rendono eccellente cotto al forno con cioccolato e amaretti, come si fa con le pesche.

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Conoscete l'halloumi?

halloumi ph shutterstockhalloumi ph shutterstock

La feta greca è entrata ormai a fare parte degli ingredienti della nostra cucina; il tzatziki spopola sulle nostre tavole soprattutto nei mesi estivi. L'halloumi (χαλλούμι) invece da noi è praticamente sconosciuto, anche se l'abbiamo trovato in vendita alla coop, all'Esselunga e finanche alla Lidl. È un formaggio prodotto da secoli: nel  1554 Florio Bustron citava pecore e capre dell'isola di Cipro e un formaggio denominato Halloumi (in italiano Calumi).

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Conoscete le donne del bosco?

Arte in naturaArte in natura

“Arte in Natura” nel Rojale con le Donne del Bosco.  Opere d'arte all’aperto, installazioni nella natura, con materiali raccolti sul posto. È questo il percorso che stanno portando avanti le “Donne del Bosco”, un gruppo di artiste ispirate dal movimento Art in Nature, nato in Nord Europa negli anni '80. Dopo la loro presenza a Ovaro, dove hanno appena concluso le opere "Riflessi" ora in esposizione ai laghetti di Aplis, saranno presenti dal 28 giugno al 3 luglio 2021 anche a Reana del Rojale.
Le opere realizzate sono effimere, destinate a dissolversi nella natura stessa in cui sono create. La creatività di ogni artista è sempre tesa a dare un messaggio legato al rispetto dell'ambiente e a farci notare la poesia di ciò che ci circonda. I visitatori, così, possono mettere alla prova le proprie capacità interpretative, oppure lasciarsi sorprendere da un'installazione, da uno scorcio che non avevano notato. A Reana del Rojale l'Assessorato alla Cultura in sinergia con la Commissione Cultura ha scelto di ospitare l'evento presso la pista ciclabile delle Rogge, per valorizzare il nuovo tratto di Zompitta, inaugurato proprio due anni fa, lungo l'antica Rosta Ferracina e vicino al torrente Torre
Tra le artiste due sono  rojalesi: Maria Grazia Collini e Adriana Ghiraldo, entrambe scultrici conosciute, che lavoreranno in sinergia con le altre artiste Silvia Braida, Luisa Cimenti, Laura Piovesan e Vera Paoletti, per molti anni insegnante di educazione artistica proprio a Reana del Rojale. Chi lo desidera potrà vederle al lavoro dal 28 giugno al 3 luglio, giorno dell'inaugurazione del percorso Rojale LandArt, previsto per le 18.30.
Le opere saranno poi visitabili tutta l'estate, così i tanti visitatori della ciclabile delle Rogge avranno uno stimolo in più per percorrere questo bel tratto di pista, nella natura e nell'arte.

Per conoscere l'intero calendario di "Intrecci CultuRojali" cliccare QUI 

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Conoscete Stolvizza? Benvenuti in Val Resia

StolvizzaStolvizza

Stolvizza è un piccolo paese dell'alto Friuli che molto si è impegnato, in questi ultimi anni ma soprattutto in questi lunghissimi mesi di chiusura,  grazie anche all'associazione ViviStolvizza per rendere sempre più attrattivi questi territori. Il programma estivo è molto fitto: 

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Conosci la pinza senza lattosio?

pinza senza lattosiopinza senza lattosio

Ultima creazione di Eppinger caffè: la pinza senza lattosio studiata e realizzata da SebastianoScaggiante. Risponde alle esigenze di chi è golosodi cose buone, ma soffre di intolleranze alimentari. Sempre attento alle esigenze della clientela, Scaggianteha creato un prodotto che ha conquistato anche chi intollerante non è! Una pinza lievitata, con l'olio extravergine del territorio al posto del burro e con un ingrediente speciale: l’acqua desalinizzata del mare di Canovella deZoppoli. L'acqua del Golfo di Trieste viene prelevata, su concessione della Regione edell’Agenzia delle Dogane, a 1,3 miglia dalla costa e a 6 metri di profondità. Successivamente,viene trattata nell’impianto a sei stadi di Lignano per la rimozione delle componenti organiche e del Boro e sterilizzata in un altro impianto a ultravioletti. L’idea e il progetto sono della Colmi seconda, dei fratelli Doz. Come in tutte le ricette speciali, racconta Scaggiante, c’è anche un ingrediente segreto, che rende la pinza soffice e morbida.

pinza e shop pinza e shop

Ideale, come la vera pinza triestina, non solo per le colazioni dolci, ma anche da abbinare in ogni occasione con prosciutto cotto caldo, come si usa fare a Pasqua o anche della coppa suina riscaldata e aggiunta di finocchietto del Carso. Potete acquistarla direttamente anche dall' e-shop! un'immagine di qualche anno fa, quando con qb da Eppinger abbiamo organizzato l'evento prepasquale pinza e cotto un'immagine di qualche anno fa, quando con qb da Eppinger abbiamo organizzato l'evento prepasquale pinza e cotto

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Che ci fa il pianista fuori posto in una piazza di Polcenigo?

 

Pianista fuori postoPianista fuori posto

"UN FIUME DI NOTE” 2021, rassegna musicale itinerante site-specific con eventi in tutta la regione FVG, domenica 13 giugno 2021 ospiata a Polcenigo (PN) il concerto del “pianista fuori posto” - nome d’arte del padovano Paolo Zanarella - interprete di un concerto nel segno di “Ripartire è l’unica speranza”. Appuntamento alle 18.00 in piazza del Plebiscito per un’inedita esibizione organizzata con PianoFVG e Mazzini 47, Paolo Zanarella che da oltre 10 anni con il suo pianoforte a coda raggiunge le piazze e le strade delle città per regalare ai passanti la magia di un concerto inaspettato. 

pianista fuori postopianista fuori posto

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