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Oleoturismo: nuova frontiera del turismo enogastronomico

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oleoturismo olio capitaleoleoturismo olio capitaleOLEOTURISMO. Nel panorama delle offerte turistiche che attraggono sempre di più i turisti consapevoli, le esperienze turistiche legate all’olio extravergine di oliva rappresentano la nuova frontiera, grazie anche all’approvazione della legge sull’oleoturismo e ai decreti attuativi. È quanto è emersonel corso del convegno organizzato dalle Città dell’Olio nell’ambito di Olio Capitale 2022. Tra i dieci trend evidenziati dal Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano a cura di Roberta Garibaldi, amministratore delegato di Enit, ce ne sono alcuni che riguardano il turismo dell’olio:

la riscoperta degli itinerari dell’olio

la svolta digital dei Musei del gusto

gli agriturismi come luoghi di benessere dove fare esperienze uniche.

Paesaggio e prodotto sono sempre più legati. Il 58% dei turisti valuta importante nella scelta della meta la presenza di piste ciclabili, il 54% vorrebbe poter svolgere tour in biciletta/MTB negli uliveti e/o vigneti, il 46% fare jogging o trekking in questi stessi luoghi. "Oggi il turista è più attento ed esigente, valuta con attenzione non solo la qualità dei prodotti e delle singole attrazioni, ma anche il paesaggio perché è cresciuto il desiderio di stare all’aria aperta e di vivere le aree rurali" ha indicato Roberta Garibaldi. 

"L’olivicoltura e il turismo dell’olio possono offrire una opportunità, quella di fare diventare l’agricoltura e l’olivicoltura una occasione per rivitalizzare i luoghi con nuova imprenditoria, giovane, che sappia cogliere la multidisciplinarietà del settore agricolo in un progetto di economia circolare locale in cui far emergere le tipicità e le peculiarità di un territorio. Le esperienze oleoturistiche non possono ridursi alla semplice degustazione di olio nuovo, ma è necessario costruire un complesso di iniziative ed esperienze che fanno vivere il territorio nel suo complesso in cui coinvolgere i produttori, i trasformatori, i ristoranti, le botteghe, le oleoteche, i musei, i punti informazione, insomma le piccole comunità" ha dichiarato il presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio lanciando a Olio Capitale il nuovo bando per progetti di oleoturismo. Si tratta del terzo concorso nazionale che si affiancherà alle oltre  250 best practices già pervenute e che andranno a costruire il primo club di prodotto che unirà la produzione e il turismo olivicolo.

Il Concorso Nazionale Turismo dell’Olio prevede importanti novità: le selezioni regionali, la collaborazione con Movimento Autonomo Agenzie di Viaggio Italiane (Maavi), che permetterà che le esperienze turistiche in Concorso siano prenotabili tramite le 1.800 agenzie del network, con un supporto di diffusione, promozione e comunicazione “social”.

Si conferma inoltre il Corso di specializzazione in Management Turismo e Olio, esperimento senza precedenti in Italia, è realizzato da Città dell’Olio e Unaprol, con il supporto scientifico della Fondazione Evoschool per garantire nuovi strumenti operativi, pratici e concreti, che permettano alle imprese olivicole, alle attività ricettive e di ristorazione e ai tour operator di valorizzare l’offerta e costruire in sinergia esperienze enogastronomiche distintive e accattivanti.

Tra i nuovi trend c’è la svolta digital dei Musei del Gusto tra cui anche Oleoteche e Musei dell’Olio. Nel futuro potrebbero trasformarsi sempre di più in hub enogastronomici, spazi polifunzionali che favoriscono la scoperta del territorio e mettono in rete i produttori garantendo loro visibilità e facilitando l’arrivo dei turisti.

Sempre più ristoratori raccolgono la scommessa di qualificare la propria proposta con menù a tema olio e Carte degli Oli e di offrire format innovativi e ibridi con cene in presenza, home delivery, degustazioni digitali e video-ricette degli chef, temporary restaurant negli alberghi. "Nel futuro, cambierà il modello di business, con la crescita di nuovi format non tradizionali come il Food as a Service, modello che unisce i servizi di ristorazione con supermercati oppure ai “ristoranti virtuali” e alle “ghost kitchen”, luoghi interamente dedicati alla consegna a domicilio (FIPE, 2021). Aumenterà l’attenzione verso l’etica e la sostenibilità" ha riferito Roberta Garibaldi.

Un’altra interessante tendenza confermata dalla presenza di molte esperienze lcensite dal Concorso nazionale Turismo dell’Olio è la presenza di agriturismi che diventano sempre più luoghi del benessere e quindi centri di irradiazione di proposte innovative capaci di unire le dimensioni del benessere psico-fisico e del gusto alla scoperta dei luoghi rurali. Numerosi sono gli agriturismi che hanno iniziato a offrire nuove formule come percorsi di oil trekking o tour in bicicletta tra gli uliveti, abbinati a degustazioni di prodotti locali. "L’oleoturismo è un fenomeno recente che va organizzato. Le reti istituzionali e private hanno un ruolo fondamentale. Per riuscire ad aggregare e a costruire un prodotto turistico, bisogna lavorare in continuità cercando di intercettare i diversi bisogni dei viaggiatori, allargare l’offerta e la conoscenza e far capire che dietro il prodotto olio c’è un territorio e ci sono degli straordinari produttori" ha sottolineato Paolo Morbidoni, presidente della Strada dell’Olio Dop Umbria e Coordinatore delle Strade del Vino e dell’Olio dell’Umbria. 

"La Camera di commercio della Venezia Giulia crede fortemente nello sviluppo del settore olivicolo abbinato al turismo" ha sottolineato Erik Masten, componente della giunta camerale. "turismo e olio sono due prodotti che vanno uniti, anche a supporto degli olivicoltori. L’aumento del valore aggiunto del prodotto olio passa anche attraverso la storia che c’è dietro al prodotto e il racconto delle peculiarità del territorio di produzione". Nel corso del Salone Olio Capitale è stato organizzato un workshop specifico con i produttori. 

        


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