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Filosofia della lasagna napoletana

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fetta di lasagna napoletanafetta di lasagna napoletana

 

Per i napoletani la lasagna non è come la pasta al forno, è invece il vero simbolo della ingordigia e della trasgressione, il piatto custode di tutti gli ingredienti perfetti, per soddisfare la gola ed il palato. Ciascuna sfoglia della lasagna “racchiude il vuoto e il pieno, il concavo e il convesso, il macinato e il grattugiato, l’insaccato e il fluido, l’asimmetrica rotondità delle polpette e la solida sfericità delle uova, la linearità ora diritta, ora ondulata, l’inizio e la fine” ha scritto Carmine Cimmino e qui sottoscriviamo. E con lui aggiungiamo che la lasagna è anche “un modello del mondo filosofico e non soltanto per la varietà delle sostanze, quanto soprattutto per la molteplicità dei loro modi di essere”. 

La vera lasagna napoletana scopri al link la ricetta 

Preparata con làgane di grano duro dai bordi arricciati e condita, senza lesinare, con un ricco ragù di maiale, la lasagna svela, assaggio dopo assaggio, il suo delizioso ripieno di polpettine, pezzi di cervellate, ricotta, fior di latte, provola, parmigiano grattugiato e anche uova sode, ingrediente aggiunto, sembra, durante il Rinascimento.
Per onorare al meglio il momento conclusivo dei festeggiamenti per la morte del Carnevale, la lasagna deve essere perfetta e tale perfezione si raggiunge solo con l’equilibrata sapiente e mai casuale distribuzione degli ingredienti all’interno di ogni sfoglia e con il giusto grado di colore della sua crosta arruscata.
Mangiare la lasagna napoletana significa intraprendere un’avventura straordinaria tra i sapori di una cucina antica, che non ha mai dimenticato le proprie tradizioni. E, per l’esecuzione lenta e laboriosa, la lasagna è un piatto d’amore - la cui bontà sta tutta nel cuore di chi la cucina - che celebra la gioia della tavola e che custodisce golosamente al suo interno secoli e secoli di storia!

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