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Cicerbita alpina detta anche radicchio dell'orso

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Alle cene e agli incontri conviviali noi di qbquantobasta cerchiamo di andare preparati. E quindi ecco che, avendo in programma la cena monotematica sul radic' di mont (promozione a prezzo speciale per i lettori e abbonati di qb leggete tutto al link Radic di mont, cena epica in promozione per qbquantobasta) vi raccontiamo della Lactuca alpina, in friulano lidrìc di mont (radicchio di montagna), grazie alle preziose informazioni di Ennio Furlan.

E' una pianta con oltre 1000 generi, il che vuol dire circa 20.000 specie.

Fino agli anni '60- '70 era raccolta solo per usi familiari, poi si è sparsa la voce della sua bontà ed è diventata di moda, raggiungendo prezzi assai elevati anche perchè ora fa parte della flora protetta, per evitarne l'estinzione. E quindi la sua raccolta è regolamentata.

In Friuli VG è consentita la raccolta di massimo 1 kg per persona al giorno. Si è cercato di coltivarla in varie province montane ma l'attecchimento è difficile. E' una pianta perenne, spunta appena si scioglie la neve. Bisogna fare attenzione quando la si raccoglie perchè nelle vicinanze spunta sempre l'Acconito pianta molto pericolosa: se non si è esperti la si può confondere. Ha fusto eretto e può raggiungere anche i due metri, i suoi  fiori sono azzurro-violetti raccolti in una specie di pannocchia. Predilige i boschi umidi, cresce  nella boscaglia rada o ai bordi sulle zone ripide. E' una pianta simbionte, vive perlo più vicino all'Ontano (Alnus viridis) che predilige terreni poveri ma umidi. Può essere conservato sottolio, le foglioline giovani si possono mettere a crudo nelle insalate o per fare un delizioso risotto. Purtroppo molti le gettano, in quanto, essendo la raccolta regolamentata anche le foglie fanno peso...


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