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Elisir d'amore tipicamente friulano

 
E’ un ‘Elisir’ nuovo e al contempo ‘antico’, rigorosamente interpretato secondo i canoni più profondi della dinamica donizettiana ma calato in una realtà, quella del borgo campagnolo friulano della fine ottocento, che consegnerà all’opera quel qualcosa di unico e a tuttoggi mai visto.  
 Fas una cros” dice a un certo punto Belcore a Nemorino nel firmare la fornitura ‘personale’ di Elisir per conquistar la bella Adina, e al Bordeaux di  francese memoria sorge dal libretto un inatteso ‘Mer-lòt’ che ‘tiene la metrica’ del cantato e sa un po’ di rivincita della nostra civiltà sulla leggendaria ‘grandeur’ dei cugini d’oltralpe.  Del resto perchè mai un ciarlatano non poteva adoperare un vitigno autoctono per gabbare i ‘rustici’ del villaggio?
 
Come detto sarà un Elisir marchiato“Tipicamente Friulano”: sarà l’opera degli originali “stafèts” preparati dalla “Fratta” e dalla certosina mano di Gigi Andriolo e ricamati da Marisa Nicoloso; sarà l’opera in cui il prosciutto di San Daniele e il Montasio la faranno da padroni sul banchetto del secondo atto per un festa di nozze cui la bellezza dei costumi di Emmanuela Cossar renderà onore e splendore. Sarà anche l’opera lirica che si lega a una civiltà, quella contadina, che di fatto costituisce l’ossatura al Friuli di oggi, con i suoi valori del lavoro, della famiglia, dell’amicizia e della condivisione delle esperienze, della fatica e dell’allegria vissute assieme. Un bel lavoro di recupero di sopiti e troppo spesso dimenticati. Ma a dar senso a tutta questa ricerca filologica e storica potranno dovranno essere la musica e gli interpreti, i soli invero nella possibilità di dare ‘moto’ e ‘anima’ alle situazioni sì, ma anche ai semplici oggetti, ai costumi, alle scenografie.
 
Tutti hanno dato il meglio nell’allestimento, oggi tocca a loro,ai protagonisti a partire da Nemorino, atteso al varco nella leggendaria “Una furtiva lacrima” in cui davvero la ‘tanta’ voce di Dionigi D’Ostuni  dovrà esser capace di tramutar le parole in sentimenti e toccare cuori e anima. Con lui i già conosciuti Anna Malvasio nel ruolo di Adina,Cuneyt Unsal in quello del sergente Belcore e la giovanissima Chiara Nigris (Giannetta). A dispensare le pozioni … magiche, il Dulcamara di Fulvio Turissini non poteva che essere Maurizio Leoni, baritono già presente nel cast di Traviata e debordante già dalle prime prove in teatro. Un Dulcamara cui non potete chiedere cosa mai deciderà di fare con il pubblico in platea…. e con lui, degno supporto all’attività del ciarlatano, i simpatici attori della Compagnia di Ragogna guidati da Michele Urtamonti che han risposto con grande entusiasmo all’invito di Turissini.
Con loro ovviamente il Coro “Egidio Fant” e i suoi quarantadue componenti trascinati da Turissini in questa nuova avventura e pronti a rispondere alla chiamata di Milstatt, città gemellata con San Daniele del Friuli, dove il 31 luglio alla Kongresshaus inaugureranno con i Carmina Burana le Settimane Internazionali della Musica della Città austriaca.  

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