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tartufo bianco di Muzzana certificato

Il tartufo bianco di Muzzana ottiene la certificazione Pefc

È il primo tartufo al mondo raccolto in un bosco che rispetta lo schema della certificazione forestale sostenibile.

È la prima certificazione mondiale di un tartufo raccolto in un bosco a sua volta certificato secondo il protocollo Pefc, il più importante schema di certificazione per la gestione forestale sostenibile. Parliamo del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) di Muzzana del Turgnano, raccolto nel bosco Baredi (160 ettari) di proprietà comunale, parte dell’estesa foresta “Lupanica”

che ricopriva interamente la pianura friulana prima della colonizzazione romana.

La certificazione è, sostanzialmente, una Catena di Custodia relativa al sistema di gestione adottato dall’Associazione Muzzana Amatori Tartufi, presieduta da Gianfranco Del Piccolo. Essa si sviluppa su un sistema di codifica che permette di individuare, in maniera univoca, ogni singolo tartufo raccolto all’interno del bosco da parte dei soci dell’Associazione che “aderiscono” all’iniziativa. In sostanza, il sistema è in grado di fornire la garanzia che i tartufi “certificati PEFC” provengono da quello specifico bosco (il Baredi), validandone quindi, contemporaneamente, sia la provenienza “locale” che quella “da bosco gestito in maniera sostenibile”.

«Il tartufo bianco è la specie più pregiata tra tutti i Tuber e, dunque, rappresenta un bell’esempio di valorizzazione della risorsa forestale locale non basata sul legno e un caso pratico in cui gli usi civici hanno una reale finalità utile per la collettività – dice Enore Casanova, presidente di Pefc Fvg -. La certificazione Pefc, inoltre, sottende maggiore legalità, in quanto il tesserino di raccolta su cui si basa il sistema di codifica viene rilasciato solo ai soci “residenti” e possessori dell’abilitazione regionale alla raccolta del tartufo».

I pregi del tartufo bianco di Muzzana sono racchiusi nel suo profumo tipico e particolarmente spiccato che lo rende inconfondibile e caratteristico e nel suo sapore gradevole e molto gustoso a maturità, assai apprezzato in gastronomia.

Il pregiato tubero sarà festeggiato nella sua terra di crescita nei giorni 25, 26 e 27 novembre con un apposito convegno all’interno delle manifestazioni di “Trifule in fieste”.

 

 

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