cibo, vino e quantobasta per essere felici

Acquista la copia digitale!

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Informazioni sui cookie

Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, ti informiamo che questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Attraverso i cookie possiamo personalizzare la tua esperienza utente e studiare come viene utilizzato il nostro sito web. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione

Cookie Policy

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Pitina superstar, il premio "Mattia Trivelli"

Se la Pitina ha ottenuto l'IGP da parte dell'Unione Europea** buona parte del merito va a Mattia Trivelli. Nato nel 1949, scomparso nel 1992 - era un macellaio. Anzi: il macellaio di Tramonti di Sopra. All'inizio degli anni '80 fu il primo ad avere l'intuizione che quel cibo umile, quella  “polpetta” a base di carni ovicaprine o di selvaggina ungulata, conservata grazie a un processo di affumicatura e a uno strato protettivo di farina di mais, frutto di una economia di sopravvivenza, prodotto e mangiato nell'ambito strettamente familiare, poteva incontrare il gusto del consumatore. E diede inizio alla produzione a livello artigianale. Mattia non si limitò a vendere la Pitina nella sua macelleria: andò a proporla nelle più importanti fiere della Regione, facendola apprezzare a un pubblico ben più vasto di quello locale. Il ruolo di Mattia Trivelli nel salvaguardare la tradizione della “Pitina” in Val Tramontina è riconosciuto nella “Guida turistica” edita quasi un quarto di secolo fa (nel 1989) dalla V Comunità Montana: “… un particolare cenno merita la “Pitina” … di Mattia Trivelli… a base di carne di montone affumicata con rare erbe aromatiche e dosata sapientemente con spezie secondo una antica ricetta di famiglia gelosamente custodita”. Un prodotto apprezzato e a rischio di imitazione; tant'è che il 04 aprile 1989 Mattia Trivelli presentò all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi la domanda di registrazione del marchio “Pitina”. E' per questo che Lis Aganis – Ecomuseo Regionale delle Dolomiti Friulane, i produttori dell'ATI, Montagna Leader, l’Accademia Italiana della Cucina hanno deciso di tenere vivo il premio intitolato a Trivelli. E sabato 16 dicembre 2017 a Maniago (PN) il premio del concorso fra ristoratori è stato assegnato a chi, a giudizio giuria della giuria formata da Ubaldo ALZETTA ristoratore, Presidente dell'ATI Pitina, Bepi PUCCIARELLI giornalista enogastronomo,  Giorgio VIEL Accademia Italiana della Cucina -Centro studi Friuli Venezia Giulia, ha realizzato il miglior piatto con la Pitina quale ingrediente principale. Hanno partecipato 23 ristoranti con 7 antipasti, 10 primi piatti, 2 secondi piatti, 2 piatti unici e 2 panini. 

Il Premio Trivelli 2017 è stato assegnato al  RISOTTO DI PITINA CON RISTRETTO DI PIGNOLO della Taverna all'Urogallo - Piancavallo – patron Sergio Babbo

Premio speciale della Giuria (4 ex aequo) a Le 3P: Pitina, Pestith, Polenta dell'Osteria Gallo Cedrone di Erto - Massimo Bernarda, chef e patron

Gnocchi alla Casasola della trattoria alla Casasola di Maniago titolare Marian Enache, in cucina la moglie Florina

 

Gnocchi ripieni alla Pitina su fonduta di Montasio dell'Albergo Ristorante Borghese di Montereale Valcellina titolare Silvano Borghese, in cucina il figlio Enrico

Pitina con zucca in saòr dell'agriturismo Borgo Titol Tramonti di Sopra, proprietario Roberto Ferraro. Per i produttori, il massimo riconoscimento è andato ad Alessandro Antonini della macelleria Antonini Noè di Maniago.

foto Regione FVGfoto Regione FVG

 

 **A gennaio del 2017 il ministero per le Politiche agricole (Mipaaf) ha trasmesso alla Commissione Europea la domanda di registrazione e, a febbraio, lo stesso Mipaaf ha concesso a livello nazionale la protezione transitoria della denominazione Pitina. Il 4 dicembre è stato pubblicato nel sito del Mipaaf il decreto di approvazione del piano di controllo di questa particolare polpetta di carne a seguito del quale è entrata in vigore la protezione transitoria che ha efficacia in tutto il territorio nazionale. Ciò fa si che la Pitina, ormai ha tutelato il suo nome ed il suo areale di produzione e può essere prodotta solo da operatori certificati** Questi elementi sono stati sottolineati da Cristiano Shaurli (Assessore regionale Risorse agricole e forestali) che ha anche consegna una targa della Regione a Ubaldo Alzetta alla cerimonia di premiazione del concorso "Mattia Trivelli". 

Per poter commentare l'articolo è necessaria la registrazione.

Se sei già registrato devi effettuare l'accesso.

Informazioni