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Asparagi

Breve storia dell'asparago nuova puntata

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natura morta con asparaginatura morta con asparagi

ASPARAGI 4. Per molti di noi gli asparagi sono solo quelli bianchi. E chiamiamo asparago solo la parte emergente, il germoglio, quello che più correttamente si chiama turione. Ovviamente non è così perchè ci sono anche asparagi verdi e finanche asparagi viola. Oltre ai gustosissimi asparagi selvatici. sono almeno un centinaio le varietà, alcune anche solo ornamentali, grazie alle ramificazioni che si estendono per un paio di metri. E ovviamente gli asparagi non sono sempre stati così, nella loro lunga storia. Era conosciuto già ai tempi degli Egizi, passato poi sulle tavole dei Greci (ne scrisse il filosofo greco Teofrasto di Ereso nel suo trattato di botanica Ricerche sulle piante -IV secolo a.C., amatissimo dai Romani che ne diffusero la coltivazione.

 

Il nome deriva dal latino asparăgus, a sua volta dal greco ἀσπάραγος.

Plinio il Vecchio scrisse che era l'erba più coltivata nell'orto.  Marco Porzio Catone ne descrisse accuratamente le tecniche di coltivazione.  Giovenale (I-II secolo d.C.) cita in una delle sue satire i montani asparagi, certamente selvatici), da gustare con “uova belle grosse”;  Marziale tesse le lodi degli asparagi del litorale ravennate.

Asparagi e ricotta, Pompei casa dei VettiiAsparagi e ricotta, Pompei casa dei Vettii

I Romani, più che cuocerli, facevano appena scottare gli asparagi nell’acqua bollente. Da che cosa lo deduciamo? Ancora una volta dalle parole! In un capitolo del De vita Caesarum, Svetonio riporta una metafora che, a suo dire, ricorreva spesso nel linguaggio dell’imperatore Augusto: per indicare un’azione di rapidità fulminea, portata a termine in brevissimo tempo,  amava dire “celerius quam asparagi cocuntur”, cioè “in meno tempo di quanto ne impieghino a cuocere gli asparagi”. 

 

dal Tacuinum sanitatis dal Tacuinum sanitatis asparago tacuinum sanitatisasparago tacuinum sanitatis

Naturalmente le sue ipotizzate proprietà afrodisiache, dovute sostanzialmente alla forma e al fatto che cresce rapidamente fuor dalla terra, lo resero molto ricercato. Ne scriveremo a breve in questa rubrica. Intanto vi lasciamo con un antidoto medievale. 

"Contro i malefici si raccoglie l'asparago e si va presso una fonte di acqua, con la stessa erba si asperge la detta acqua e i malefici immediatamente scompaiono. Si dice che se qualche malevolo ha fatto dei segni ci si può aspergere per purificarsi con una radice secca di asparago selvatico bagnata di acqua di fonte: senza dubbio si torna alla vita normale." Dal codice “Historia Plantarum”, fine XIV secolo. 

 

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